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Sfida culinaria fra giovani con sindrome di Down e autismo

Sfida culinaria fra giovani con sindrome di Down e autismo

Di: ANSA
Sfida culinaria fra giovani con sindrome di Down e autismo

(ANSA) – ROMA – Pronti per affrontare il mondo del lavoro giovani talenti ai fornelli con sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico. E’ quanto ha dimostrato la sfida culinaria promossa ieri a Milano nell’ambito della manifestazione ‘Altrementi Chef – Cooking4All’ e vinta dalle sorelle Silvia e Ilaria Pera Scesa, di Trivero in provincia di Biella. La gara ai fornelli, con otto concorrenti, si è svolta nell’ambito della16a edizione di Fa’ la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico a Fieramilanocity. L’iniziativa promossa dall’Istituto Diplomatico Internazionale, presieduto da Paolo Giordani,in sinergia con Fisdir, la federazione paralimpica che riunisce atleti con disabilità intellettive, sembra aver centrato l’obiettivo: attraverso una gara culinaria si sono affrontati i temi dell’inclusione sociale e l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani con disabilità intellettive. In giuria anche gli chef Nicola Michieletto e Roberto Carcangiu. Benedetta Parodi, madrina dell’evento e membro della giuria, commenta così: “è stato molto bello e divertente, ho ancora una volta di più la conferma che la cucina è un motore che permette a tutte le persone di tirare fuori la creatività, lo spirito di squadra, il divertimento. I ragazzi hanno lavorato con grande serietà e impegno, spirito di competizione, si sono dati una mano e hanno lavorato bene, dimostrando così di essere pronti ad affrontare il mondo del lavoro”. Soddisfatto dell’esito dell’iniziativa anche il presidente dell’Istituto Diplomatico Internazionale Paolo Giordani: “La contentezza di tutti questi ragazzi è anche la nostra. Con Altrementi Chef l’Istituto e Fisdir hanno voluto promuovere un messaggio di uguaglianza fra le persone, ciascuno avendo pregi e difetti. Oggi abbiamo assistito ad una grande prova di abilità e speriamo di aver contribuito a dimostrare come anche le persone con disabilità intellettiva possano aspirare ad un posto di lavoro al pari di ogni altro cittadino”.(ANSA).

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