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Quando il cibo diventa protagonista nei film premiati agli Oscar

Il cibo negli Oscar ha sempre avuto un ruolo importante, tanto che alcune ricette dei film premiati sono diventati veri e propri alimenti cult.

Statuette dorate del premio Oscar 123rf
Statuette dorate del premio Oscar

Fin dalla notte dei tempi, i registi hanno utilizzato il cibo per raccontare qualcosa di importante, per trasmettere emozioni e stati d’animo, o anche semplicemente per dare enfasi a una particolare scena del film. Molte pellicole hanno conquistato l’Oscar, trasformando alcune preparazioni in ricette cult. Come dimenticare il sugo de Il Padrino? E i macarons di Marie Antoinette? Perfino Una battaglia dopo l’altra, vincitore nel 2026, sfrutta la cucina.

Il cibo nei film Oscar

Un vecchio proverbio cinese recita: "Mangiare è uno dei quattro scopi della vita, quali siano gli altri tre nessuno lo ha mai saputo". Forse è proprio per questo che nei film non manca mai un riferimento al cibo. Non si tratta solo di una questione di sopravvivenza, è qualcosa di molto più profondo: i piatti parlano, hanno sempre qualcosa da dire, sia di positivo che di negativo.

Pensiamo, ad esempio, a Il Pranzo di Babette, titolo Oscar del 1988. Qui il cibo ha una missione molto importante: curare ferite, sciogliere rancori e unire le persone, riportando calore e armonia che si erano persi. Oppure, a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas, che nel 2026 ha conquistato sei statuette, tra cui quella per Miglior Film. In questa pellicola, i piatti servono a descrivere sia i rapporti umani che il tenore di vita dei protagonisti. Ma, quali sono i titoli vincitori dell’ambita statuetta che hanno reso celebri alcune ricette?

Il Padrino

Parlando dell’aspetto culinario dei film premio Oscar, e non quando il cibo ha fatto irruzione al Dolby Theatre, non possiamo che partire da un titolo famoso in ogni angolo del globo, Il Padrino di Francis Ford Coppola. Premiato nel 1973 come Miglior Film, Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Attore Protagonista a Marlon Brando per l’iconica interpretazione di Vito Corleone, ha reso iconico il sugo all’italiana.

"Vieni qua guagliò, può succedere che devi cucinare per una ventina di figli! Vedi, si comincia con un poco d’olio, ci friggi uno spicchio d’aglio poi ci aggiungi tomato e anche un poco di conserva. Friggi e attento che non si attacca; quando tutto bolle ci cali dentro salsicce e pulpetta, poi ci metti uno schizzo di vino e nù pucurille ‘e zucchero", esclama Clemenza rivolta a Michal Corleone interpretato da Al Pacino.

Sugo al pomodoro in cottura 123rf

Sugo al pomodoro in cottura

Il pranzo di Babette

Era il 1988, quando Il pranzo di Babette è stato premiato come Miglior Film Straniero. Scritto e diretto da Gabriel Axel e tratto dall’omonimo racconto di Karen Blixen, narra la vita di una cuoca parigina che, costretta a lasciare la sua città, si ritrova in un villaggio danese come governante di due anziane sorelle single.

Babette, questo il suo nome, non parla della sua vita precedente e, dopo ben 14 anni, quando scopre di aver vinto una ingente somma di denaro, organizza un pranzo con i fiocchi. Il menù, rigorosamente francese, lascia di stucco i presenti: brodo di tartaruga, blinis demidoff (piccole crespelle di grano saraceno servite con abbondante caviale e panna acida), quaglie en sarcophage (quaglie disossate e ripiene di foie gras e tartufo nero, poi adagiate all’interno di vol au vent e servite con salsa Périgourdine), formaggi misti, frutta, caffè con tartufi al rum e un po’ di pasticceria secca (pinolata, frollini e amaretti).

Il tutto accompagnato da vari champagne e il vino bianco Ammontillado, etichetta piuttosto ricercata. Che dire? Babette, tra lo stupore dei presenti, ha regalato ai freddi danesi un caldo, caldissimo banchetto francese.

Matrix

Nel 2000, a conquistare i premi per i Migliori Effetti Speciali, il Miglior Montaggio, il Miglior Sonoro e il Miglior Montaggio Sonoro è stato Matrix delle sorelle Lana e Lilly Wachowski. Anche se pochi ricorderanno la pellicola per il cibo, la chateaubriand steak servita fumante non può non essere inserita in questo nostro piccolo elenco di pietanze cult. Questo taglio di carne bovina è piuttosto spessa e generalmente viene trattata come un filetto arrosto.

Marie Antoinette

Sei anni più tardi, precisamente nel 2006, Sofia Coppola vince il premio Migliori Costumi con Marie Antoinette. Oltre ai bellissimi abiti, però, il film viene ricordato anche per i macarons, simbolo della Reggia di Versailles e del suo spirito. In una scena iconica, la donna è ritratta mentre tra gioielli e tessuti di seta, trova rifugio pure nei celebri dolcetti francesi (che in realtà, dovrebbero avere origini italiane e risalire a Caterina de’ Medici).

Ratatouille

Il Miglior Film d’Animazione del 2008 è lo spassosissimo Ratatouille di Brad Bird. Una pellicola in cui il cibo è un grande, grandissimo protagonista e viaggia di pari passo con la vita del topolino Remy. Grazie agli insegnamenti dello chef Auguste Gusteau, l’animaletto riesce a preparare una speciale versione del ratatouille, la Confit Byaldi.

La ricetta, che tra l’altro è stata ideata da un vero chef, Thomas Keller, prevede una base di peperoni arrostiti, pomodori, cipolle, aglio ed erbe aromatiche tritati finemente, a cui vengono aggiungi a spirale fette sottilissime di zucchine, melanzane e pomodori. Il tutto viene poi coperto con un disco di carta forno e cotto lentamente, molto lentamente, in forno.

Pirofila con gustosa ratatouille 123rf

Pirofila con gustosa ratatouille

Parasite

Sempre nel 2008, un altro titolo ha fatto incetta di Oscar: Parasite del sudcoreano Bong Joon-ho. Miglior film, Miglior Regista, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Film Internazionale, ha sdoganato in tutto il globo i Chapaguri. Questo piatto di noodles, composto da due prodotti che in Corea vengono commercializzati dagli anni Ottanta dall’azienda Nongshim, viene richiesto dalla protagonista Ms. Park con l’aggiunta del pregiato controfiletto di manzo Hanwoo.

La ricetta prevede l’unione di due cibi: i Chapagetti, instant noodles d’ispirazione cinese con condimento di fagioli neri, e i Neoguri, una specie di variante piccante degli udon giapponesi. Dalla loro fusione nascono i Chapaguri, detti anche Ram-don o Jjapaguri.

Bastardi senza gloria

Passiamo al 2010, quando Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino vince il premio per il Miglior attore non protagonista per l’interpretazione di Christoph Waltz nei panni del colonnello delle SS Hans Landa. Il momento iconico sul cibo riguarda proprio lui. In una scena, il militare è seduto al tavolo con Shoshanna Dreyfus (Melanie Laurent), alla quale ha in passato sterminato la famiglia.

Landa ordina per entrambi uno strudel di mele con la panna e quando ha davanti il dolce lo divora come se non ci fosse un domani per poi spegnere una sigaretta sopra i residui. Lei, invece, sopraffatta da rabbia e dolore, lo assaggia appena. Una scena in cui il modo di mangiare dice più di mille parole.

Gran Budapest Hotel

Concludiamo questa nostra piccola lista del cibo nei film Oscar con Gran Budapest Hotel di Wes Anderson che nel 2015 ha vinto ben quattro premi: Miglior Scenografia, Migliori Costumi (firmati dall’italiana Milena Canonero, per amor di patria la menzione è d’obbligo), Miglior Trucco e Acconciatura e Migliore Colonna Sonora Originale.

Ambientato in un lussuoso albergo, la trama ruota attorno al furto e al recupero di una preziosissima opera d’arte. Tra i personaggi spicca Agatha, interpretata da Saoirse Ronan, che lavora nella pasticceria Mendl’s e prepara gustosissimi courtesan al cioccolato, ossia dei bignè ripieni confezionati in eleganti scatole rose.

Una battaglia dopo l’altra

Con 14 nomination, era scontato che Una battaglia dopo l’altra vincesse gli Oscar 2026 come Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Casting, Miglior Attore Non Protagonista a Sean Penn, Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Montaggio, Nella pellicola di Paul Thomas, il cibo viene sfruttato per sottolineare il rapporto tra Bob, interpretato in modo magistrale da Leonardo DiCaprio, e sua figlia Willa.

Tra le varie scene, quella più bizzarra vede la ragazza preparare una specie di pasticcio di quinoa e cereali dolci. Una ricetta strana, che serve a sottolineare il tenore di vita che hanno padre e figlia nella città rifugio di Baktan Cross.

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