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Il cibo che vediamo nei film agli Oscar è vero? Tutti i segreti delle scene a tavola

Il cibo che vediamo nei film, che siano candidati all'Oscar o meno, è sempre vero, talvolta cucinato da abili chef, ma i registi hanno studiato un trucco per evitare mal di pancia agli attori.

Chef cucina mentre viene ripreso dalla telecamera 123rf
Chef cucina mentre viene ripreso dalla telecamera

Difficile trovare un film, anche d’animazione, in cui il cibo non sia protagonista o apparente comparsa. I registi lo sfruttano per diversi motivi, in primis per dare una certa enfasi a una scena o a un personaggio. Che siano titoli da Oscar o meno, vi siete mai chiesti se i piatti che vediamo nelle pellicole sono veri e se gli attori li mangiano sul serio?

Cibo nei film: realtà o finzione?

Il cibo che vediamo nei film, che siano da Oscar o meno, non è mai casuale. Forse, non vi siete mai soffermati a riflettere su questo aspetto, ma sappiate che i registi non lasciano nulla al caso, specialmente quando un piatto può servire a dare enfasi a un personaggio o a una scena. Magari, può accadere che nascano battute spontanee e vengano tenute perché reputate "buone", ma quando si parla di alimenti non sono ammessi né gli errori né le improvvisazioni.

Considerando l’importanza che ha, forse è anche inutile sottolinearlo ma tutto il cibo che vediamo nei film è vero, quindi commestibile. Pensiamo, ad esempio, a uno dei titoli più celebri della storia del cinema italiano, La grande abbuffata di Marco Ferreri del 1973. Il regista ha usato tante, tantissime prelibatezze (modi di mangiarle annessi) per dare maggiore peso a una feroce critica sociale.

Dalle ostriche al maialino arrosto, passando per salsiccia e fagioli, capretto alla brace, ziti al sugo e pappardelle verdi: ne La grande abbuffata gli attori hanno mangiato di tutto e lo hanno fatto per davvero. A confermarlo, in una vecchia intervista, è stato lo stesso Ferreri: "In questo film, quanto a cibo, è successo di tutto, le galline ubriache, di tutto. E non c’era solo quello, c’era la me*da, c’erano i rutti, è stata una grande abbuffata di tutto quello che poteva riguardare il cibo". Oggi, però, la realtà è diversa.

Attori sul set con il regista girano in un ristorante 123rf

Attori sul set con il regista girano in un ristorante

Il cibo oggi: una mezza finzione

Rispetto ai tempi de La grande abbuffata, oggi la situazione è molto diversa. Il cibo è sempre vero, su questo non si discute, ma non si mangia. O meglio, non si ingoia. Immaginate un attore alle prese con l’ennesima scena da ripetere: se dovesse davvero ingurgitare le pietanze che si trova davanti arriverebbe a fine giornata con il voltastomaco.

E qui entra in scena un escamotage studiato ad hoc dagli addetti ai lavori: il boccone si mastica, spesso a lungo, ma non si butta giù. A fare il resto è il montaggio, che taglia la scena poco prima di andare in controcampo e poi torna sul personaggio quando si sta portando alla bocca un altro pezzo di cibo. Così facendo, gli spettatori non lo vedono deglutire la pietanza, anche perché appena le telecamere tornano su di lui l’avrà già sputata.

Vi dice nulla la celebre scena dedicata al cibo di Bastardi senza gloria di Tarantino? Il colonnello Hans Landa e Shoshanna stanno consumando uno strudel di mele, lui mastica a lungo a dimostrazione della sua crudeltà, mentre lei mangia controvoglia e lentamente. L’inquadratura si stacca proprio mentre l’uomo spegne la sigaretta sulle briciole del dolce. Ed ecco che l’escamotage di cui parlavamo prima entra in gioco.

Un’altra precisazione è d’obbligo: seppur commestibile, il cibo che viene usato nei film resta molte ore esposto all’aria aperta, quindi è sottoposto a polveri, capelli e chi più ne ha ne metta. Pertanto, gli attori evitano di mangiarlo anche per questioni igieniche.

Il trucco per alcolici e caffè

Dal vino al caffè, passando per ogni altro tipo di bevanda o alcolico: a differenza del cibo, tutto ciò che si beve non è vero. Nei film, anche in quelli Oscar, il vino viene preparato con un liquido analcolico colorato, mentre le tazzine degli espressi sono quasi sempre vuote. Se la scena lo richiede, pure il caffè si ottiene con una sorta di acqua colorata, o al massimo si sputa con lo stesso trucco che si usa per gli alimenti.

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