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Ajoblanco

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Ajoblanco
  • DIFFICOLTÀ: Facile
  • ABBINAMENTO: -
  • COSTO: Economico
  • CUCINA INTERNAZIONALE: Spagna
  • DOSI PER: 4 Persone
  • CALORIE: 303 kcal
  • TEMPO: 15 min di preparazione 8h di ammollo
VALORI NUTRIZIONALI PER PORZIONE
Energia 303 kcal
Carboidrati 23,5 g
di cui zuccheri 3,8 g
Proteine 8,1 g
Grassi 19,1 g
di cui saturi 1,9 g
Fibre 4,4 g
Colesterolo 1 mg

Pubblicato:

Se non avete mai sentito parlare della ricetta dell’ajoblanco, vi consigliamo di rimediare. Si tratta di una delle zuppe fredde più particolari della cucina spagnola (in particolare di quella andalusa), considerata da molti la versione bianca del celebre gazpacho. A base di ingredienti poveri – mandorle, pane raffermo, aglio e olio d’oliva – si presenta come una crema vellutata, fresca e dissetante perfetta per rinfrescarsi durante le giornate più calde. Non a caso, questa zuppa veniva consumata dai contadini per combattere l’afa durante il lavoro nei campi.

Sebbene la si possa preparare durante tutto l’anno, è proprio durante l’estate che si può apprezzare al meglio, specialmente servita fredda e accompagnata, come da tradizione, da acini d’uva fresca o fettine di melone.

Quali mandorle usare per l’ajoblanco?

Le mandorle devono essere pelate, dolci e di ottima qualità. Se avete a disposizione quelle non pelate niente paura, potete metterle a bagno in acqua fredda la sera precedente oppure farle bollire giusto un paio di minuti. Così facendo, la pellicina verrà via facilmente. Non avendo a disposizione le varietà spagnole, potete utilizzare una qualsiasi buona mandorla italiana. L’importante è che sia pelata e non tostata, in quanto la zuppa deve risultare di un colore bianco puro e non avere un retrogusto deciso.

Che tipo di pane utilizzare?

Il pane ideale è quello bianco di grano duro, preferibilmente una tipologia che abbia una mollica compatta e densa, vecchio di uno o due giorni. Il pane raffermo assorbe meglio l’acqua e regala alla zuppa la tipica consistenza vellutata e corposa senza farla diventare collosa. Ricordate di eliminate completamente la crosta e di utilizzare solo la mollica.

Di: Roberta Favazzo
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Ingredienti

Preparazione

  1. Mandorle in ammollo

    La sera precedente, mettete a bagno le mandorle pelate in modo da eliminare facilmente la pellicina esterna. Il giorno seguente vi basterà strofinarle delicatamente: verrà via senza fatica.

  2. Tagliare il pane

    Traferite il pane raffermo su un tagliere e, con un coltello affilato, tagliatelo a pezzi grossolani ma uniformi.

  3. Frullare gli ingredienti

    Trasferite le mandorle pelate e l'acqua in un frullatore, e frullate il tutto per alcuni secondi. Quindi aggiungete il pane, l'aglio, il sale e l'aceto.

  4. Ajoblanco pronto

    Frullate ancora per qualche secondo fino ad ottenere un composto omogeneo, liscio e senza grumi. Trasferitelo, coperto, in frigo per circa un'ora.

  5. ajoblanco

    Trascorso questo tempo, versate l'ajoblanco dentro delle ciotole individuali e decorate la superficie con degli acini tagliati a metà (con la parte del taglio rivolta verso l'alto), delle mandorle a lamelle e un filo di olio. Servite freddo.

Consigli

Il segreto per un ajoblanco perfetto sta nella qualità degli ingredienti utilizzati e nella consistenza. Se il vostro frullatore non è abbastanza potente e notate che dei pezzetti di mandorla sono rimasti sul fondo, passate la zuppa attraverso un colino a maglie fini prima di metterla in frigorifero. Così facendo risulterà setosa al palato.

Se volete sperimentare una variante più profumata  e che si discosta dalla tradizione, potete sostituire una piccola parte dell'acqua fredda con dell'acqua di cocco, che si abbina perfettamente alla dolcezza della mandorla.

Conservazione

L'ajoblanco si conserva bene in frigorifero per 2-3 giorni, chiuso all'interno di un contenitore ermetico o all'interno di una caraffa di vetro sigillata con della pellicola. È assolutamente normale che, riposando, la zuppa tenda a separarsi. Può accadere che la parte solida salga in superficie e i liquidi vadano a finire sul fondo: in questo caso basterà mescolarlo bene con un cucchiaio o frullarlo nuovamente per qualche secondo prima di servirlo. Vi sconsigliamo di congelarlo, perché la consistenza potrebbe risultarne alterata.

Impiattamento

Trattandosi di una zuppa fredda, l'ajoblanco di mandorle si presta a degli impiattamenti curati. Potete servirlo dentro delle ciotole individuali di ceramica colorata, per far sì che il suo colore candido risalti. O, in alternativa, dentro dei bicchieri di vetro trasparente se preferite proporlo come antipasto o finger food durante un aperitivo. Guarnite la superficie posizionando delicatamente sopra 3 o 4 acini d'uva tagliati a metà e privati dei semini, completando il tutto con un giro di olio extravergine d'oliva a crudo e qualche fogliolina di menta per un tocco di colore. In alternativa all'uva, potete usare delle fettine di melone.

Abbinamento

L'ajoblanco si accompagna benissimo a piatti di pesce fritto (il classico pescaíto fritto malagueño), acciughe marinate o fette di jamón ibérico. Per quanto riguarda l'abbinamento con il vino, la scelta ideale sono i vini del territorio d'origine, come ad esempio un Jerez.

Domande frequenti

Si può preparare senza glutine?

Sì, per una versione gluten-free basta sostituire il pane raffermo con la stessa quantità di pane senza glutine.

È una ricetta adatta a chi segue una dieta vegana?

Sì, l'ajoblanco è una ricetta 100% vegetale e vegana, poiché non contiene alcun ingrediente di origine animale.

Posso usare la farina di mandorle?

È sconsigliato. La farina di mandorle industriale tende a essere troppo asciutta e senza gli oli essenziali che si liberano invece frullando la mandorla intera al momento che garantiscono la cremosità del piatto.

Quanto tempo prima devo prepararlo?

Il consiglio è di prepararlo con almeno 3 o 4 ore di anticipo. L'ajoblanco dà il meglio di sé quando è freddissimo e quando i sapori dell'aglio, dell'aceto e della mandorla si sono bene amalgamati.

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