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Acqua effervescente naturale, Altroconsumo boccia 6 marchi su 9

Arsenico, manganese, TFA e fluoruri: il test di Altroconsumo rivela cosa contengono 9 note acque effervescenti naturali vendute al supermercato

Effervescente naturale IStock
  • Altroconsumo ha testato nove acque effervescenti naturali analizzandone la composizione minerale, la presenza di metalli e la completezza dell'etichetta.
  • Sangemini e Lete guidano la classifica per risultati di laboratorio e rapporto qualità-prezzo, mentre sei marchi mostrano criticità su arsenico o manganese.
  • Altri parametri come TFA, nichel, nitrati e qualità della bottiglia sono stati valutati: i valori legali sono rispettati ma emergono differenze rilevanti.

Chi la beve la riconosce al primo sorso: l’acqua effervescente naturale è una categoria a sé, con le sue bollicine presenti già alla sorgente e un gusto marcato che divide i consumatori. Una peculiarità che nasce dalla ricchezza di sali minerali disciolti nel percorso sotterraneo.

Proprio quella ricchezza, però, può portare con sé elementi meno graditi, come i metalli pesanti. Per capire cosa finisce nel bicchiere, Altroconsumo ha analizzato in laboratorio 9 marchi di effervescente naturale in vendita nei supermercati, con risultati molto diversi tra loro.

Il test e le analisi di Altroconsumo

Come per l’acqua minerale e per l’acqua frizzante, Altroconsumo ha svolto il test in base a specifici criteri. In questo caso, 9 acque sono state esaminate su più fronti: la composizione minerale, la presenza di metalli e contaminanti, la qualità della bottiglia e la completezza dell’etichetta.

Un punto va chiarito subito: nelle effervescenti naturali la presenza di metalli deriva dalle rocce e dai terreni che l’acqua attraversa prima di sgorgare.Si tratta quindi di una caratteristica della sorgente, mai di una contaminazione accidentale, anche perché la legge vieta qualsiasi trattamento che modifichi la composizione delle acque minerali.

Tutti i valori rilevati rientrano nei limiti di legge, ma le differenze tra un marchio e l’altro hanno pesato sul giudizio finale.

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La classifica delle acque effervescenti naturali

Il test ha assegnato a ciascuna delle nove acque un punteggio su 100, accompagnato da un giudizio di qualità. Questa la graduatoria completa, con prezzo medio al litro e sorgente di provenienza:

  • Sangemini: 62/100, qualità buona, Migliore del Test (0,64 euro al litro, sorgente di San Gemini, Terni);
  • Lete: 61/100, qualità buona, Miglior Acquisto (0,32 euro al litro, sorgente di Pratella, Caserta);
  • Uliveto: 59/100, qualità media (0,42 euro al litro, sorgente di Uliveto Terme, Pisa);
  • Clavdia: 52/100, qualità media (0,21 euro al litro, sorgente Claudia di Anguillara Sabazia, Roma);
  • Conad: 50/100, qualità media (0,18 euro al litro, sorgente Claudia di Anguillara Sabazia, Roma);
  • Egeria: 49/100, qualità bassa (0,28 euro al litro, sorgente Ninfa Egeria Acqua Santa, Roma);
  • Ferrarelle: 49/100, qualità bassa (0,32 euro al litro, sorgente di Riardo, Caserta);
  • Sant’Agata: 49/100, qualità bassa (0,27 euro al litro, sorgente di Rocchetta e Croce, Riardo, Caserta);
  • Acqua di Nepi: 42/100, qualità bassa (0,43 euro al litro, sorgente di Nepi, Viterbo).

In vetta si piazza dunque Sangemini, premiata per i risultati di laboratorio, il contenuto ridotto di arsenico e manganese e la buona valutazione della bottiglia. A un solo punto di distanza, Lete conquista il titolo di Miglior Acquisto: prove di laboratorio convincenti e un prezzo dimezzato rispetto alla prima classificata.

Per il resto della graduatoria i giudizi si fermano alla qualità media o bassa: sei acque su nove (Clavdia, Conad, Ferrarelle, Egeria, Sant’Agata e Acqua di Nepi) hanno ricevuto una valutazione insufficiente per almeno uno tra arsenico e manganese, con alcuni campioni oltre i 4 microgrammi per litro di arsenico, valore giudicato eccessivo dagli esperti pur restando sotto il limite di legge di 10.

Acqua di Nepi, ultima con 42 punti, si segnala anche per un contenuto di alluminio oltre la soglia prevista per le acque potabili: un dato ricorrente negli anni, legato alla geologia della sorgente.

Una curiosità dalla classifica: Clavdia e Conad attingono alla stessa sorgente di Anguillara Sabazia, con la private label che risulta anche la più economica dell’intero test a 0,18 euro al litro.

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Non solo metalli: TFA, fluoruri e le altre analisi

Il laboratorio ha cercato anche altri contaminanti. Tra questi il TFA (acido trifluoroacetico), sostanza della famiglia dei PFAS ormai diffusa nell’ambiente e classificata in Europa come tossica per la riproduzione: è comparso nella maggior parte dei campioni, mentre Ferrarelle, Sant’Agata e Acqua di Nepi ne sono risultate prive. Le quantità misurate restano in ogni caso molto lontane dal valore di riferimento normativo.

Il nichel è risultato assente nella maggioranza delle acque e presente in piccole quantità solo in quattro campioni, senza criticità. Buone notizie anche sul fronte di nitrati, BTEX e composti organoalogenati, assenti o ampiamente nei limiti, mentre tracce di antimonio sono emerse in tutte le bottiglie. A pesare sul giudizio di sei acque su nove è stato invece il contenuto di fluoruri, il parametro più variabile dell’intero test.

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Bottiglia ed etichetta: gli altri criteri del giudizio

La valutazione finale ha tenuto conto anche del contenitore: peso della plastica, uso di PET riciclato, praticità del tappo e comodità nella mescita. Su questo fronte i risultati sono nel complesso positivi, con qualche differenza tra i marchi.

Le etichette rispettano tutte gli obblighi di legge, anche se alcune bottiglie sono state penalizzate per la data di scadenza poco leggibile o per l’assenza di informazioni facoltative utili, come la data di imbottigliamento o l’altitudine della sorgente.

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Domande frequenti

Che cos'è l'acqua effervescente naturale?

È un'acqua con bollicine presenti già alla sorgente, dovute al percorso sotterraneo ricco di sali minerali.

Perché alcuni marchi risultano bocciati da Altroconsumo?

Differenze nella composizione minerale: alcuni campioni mostrano livelli di arsenico o manganese che incidono sul giudizio pur restando legali.

I livelli di metalli pesanti sono pericolosi per la salute?

Tutti i valori misurati sono entro i limiti di legge, ma alcune concentrazioni sono ritenute eccessive dagli esperti rispetto a standard più cautelativi.

Cosa è emerso dalle analisi su PFAS, nichel e altri contaminanti?

Il TFA (un PFAS) è comparso nella maggior parte dei campioni, il nichel è quasi sempre assente e nitrati e BTEX risultano nei limiti.

Influisce la bottiglia sulla valutazione finale?

Sì: peso della plastica, uso di PET riciclato, praticità del tappo e leggibilità dell'etichetta hanno pesato sul giudizio complessivo.

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