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Ricette con Farina Manitoba

Originaria del Canada, la farina Manitoba è adatta alle lavorazioni più complesse ed è facilmente digeribile. Ecco in quali impasti a lunga lievitazione utilizzarla Farina Manitoba

La farina Manitoba, chiamata anche farina americana, deriva da una varietà di grano tenero (Triticum Aestivum) che viene coltivata nel Nord America, in particolare nella regione canadese Manitoba. Prende il suo nome anche da Manitou, che per gli amerindi è lo spirito universale che pervade il mondo. Resistente al freddo, è classificata come farina “forte” in base a un coefficiente di resistenza che si indica con la sigla “W” e segnala la forza, la tenacia e l’elasticità di qualsiasi impasto a seconda del tipo di farina. Questa caratteristica la distingue dalle altre chiamate, di contro, deboli come il tipo “00”. In base a questo parametro si definiscono “manitoba” tutte le farine con W > 350 indistintamente dalla zona di provenienza del grano.

Farina Manitoba, proprietà principali

La farina Manitoba è adatta soprattutto a essere utilizzata nelle lunghe lievitazioni dalle quali si ottiene un prodotto finale alto e spugnoso. Le sue peculiarità la rendono performante in lavorazioni di pasticceria e gastronomia salata come pane, tra cui bagel e baguettepanettoni e pandori, colombebabà e brioche, pizze e torte al formaggio. Viene altresì utilizzata come base per la preparazione del seitan, alimento ricavato dal glutine del frumento e sostitutivo proteico nelle diete vegetariane e vegane. In America si ritrova nel cornbread, pane tipico che accompagna il tacchino nel Giorno del Ringraziamento, a base di farina di mais miscelata con la Manitoba.

Farina Manitoba, valori nutrizionali

100 grammi di farina di Manitoba sono l’equivalente di 341 calorie. È un grano molto proteico e ricco di due molecole note come glutenina e gliadina, semiproteine che a contatto con l’acqua si uniscono in legami intermolecolari formando il glutine.

Farina Manitoba, benefici e controindicazioni

La farina di Manitoba è in commercio quasi esclusivamente nella variante “00”, quindi in forma raffinata, senza crusca e con macinatura finissima. È un prodotto facilmente digeribile a svantaggio dell’alto indice glicemico e insulinico. Inoltre, l’elevata presenza di glutine la esclude nel caso di celiachia e intolleranze a favore di altre farine che ne sono naturalmente prive come quelle di riso, amaranto, quinoa, grano saraceno e mais.

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