Cheesesteak

- DIFFICOLTÀ: Facile
- ABBINAMENTO: Birra Lager
- COSTO: Medio
- CUCINA REGIONALE: -
- DOSI PER: 4 Persone
- CALORIE: -
- TEMPO: 20 min di preparazione30 min di raffreddamento10 min di cottura
Il cheesesteak è un panino nato a Philadelphia, farcito con carne di manzo tagliata fine condita con formaggio fuso e raccolta in un filoncino morbido. Si mangia in piedi, con la carta che si inzuppa e le mani unte. Fuori dagli Stati Uniti non era notissima, ma negli ultimi tempi se ne sta davvero facendo un gran parlare.
Da dove viene il Cheesesteak?
La storia porta nel South Philadelphia, negli anni Trenta, davanti a un carretto di hot dog gestito da Pat Olivieri, che un giorno mette sulla piastra della carne di manzo per il proprio pranzo: il profumo attira un tassista di passaggio e quel panino improvvisato diventa la richiesta più frequente del quartiere.
Dal carretto nasce Pat’s King of Steaks, ancora oggi in attività all’angolo tra Passyunk e Ninth Street. Piccola nota: il formaggio entra nella ricetta solo qualche anno dopo, per iniziativa di un cuoco del locale che aggiunge il provolone alla carne appena tolta dalla piastra.
Negli anni Cinquanta arriva il Cheez Whiz, la crema di formaggio industriale che divide ancora i puristi, e nel 1966 apre Geno’s Steaks proprio di fronte al rivale storico: la sfida tra i due locali è parte del folklore cittadino quanto il panino stesso.
A Philadelphia si ordina con una formula tutta locale: “with” o “without” indica la presenza o l’assenza delle cipolle, mentre il tipo di formaggio si specifica subito dopo. Chi esita troppo davanti al bancone rischia una battuta poco gentile.
I consigli utili per un cheesesteak indimenticabile
Il taglio di carne fa la differenza: serve una buona marezzatura, perché il grasso interno si scioglie sulla piastra e mantiene la carne morbida. I tagli magri restano stopposi e trasformano il panino in una delusione. Poi, per ottenere fettine molto fini conviene passare la carne in freezer per una trentina di minuti prima di affettarla: la lama scorre meglio su un pezzo compatto e il risultato si avvicina a quello delle affettatrici professionali americane.
La cottura va fatta in una padella o, preferibilmente (come da ricetta originale) su una piastra molto calda, lavorando la carne con due spatole: nel prepararla si deve tagliare e si rigira di continuo, in modo che i pezzetti si rosolino in fretta senza rilasciare acqua. Il formaggio si adagia sopra la carne ancora sulla piastra e si lascia fondere per una manciata di secondi. Provolone dolce, american cheese o la crema in barattolo funzionano tutti, l’importante è che si sciolga in fretta.
Il parere di Joe Bastianich
Nel corso di un’intervista in occasione della ripartenza di Foodish, Joe Bastianich ha detto di non avere dubbi: dopo lo Smash Burger la prossima ossessione italiana sarà proprio il Cheesesteak.
Ingredienti
- Manzo Ribeye
- Panini Tipo hoagie, filoncini morbidi 4
- Cheddar 8 fette
- Cipolla bianca 2
- Burro
- Olio di semi di girasole 2 cucchiai
- Sale q.b.
- Pepe q.b.
Preparazione
-

Prendi la carne, avvolgila in una pellicola in freezer per 30 minuti, poi affettala il più finemente possibile con un coltello ben affilato. Contestualmente, taglia le cipolle a listarelle.
-

Scalda una padella di ghisa o una piastra con l'olio e il burro, aggiungi le cipolle e falle appassire a fuoco medio per una decina di minuti, mescolando spesso. Toglile e tienile da parte.
-

Alza la fiamma e disponi poi la carne nella padella. Se possiedi le spatole, continua lavorarla per due o tre minuti, tagliandola e rigirandola, poi regola di sale e pepe e riunisci le cipolle.
-

Nel frattempo, imburra il pane. Se vuoi dare un tocco ancora più delizioso, puoi piastrarlo (solo leggermente) in modo da dare una nota croccante, perfetta per questo panino.
-

A questo punto aggiungi il formaggio alla carne e non appena si sarà sciolto, inserisci tutto nei panini.
-

Il cheesesteak va mangiato appena fatto, avvolto a metà nella carta e accompagnato da patatine fritte. Ricorda: a Philadelphia nessuno lo taglia con il coltello e nessuno lo lascia raffreddare, il formaggio filante dura pochi minuti e va sfruttato subito.
Consigli
Conviene poi cuocere in due riprese quando si preparano quattro porzioni insieme. Una padella/piastra affollata abbassa la temperatura, la carne comincia a bollire nei propri liquidi e perde la crosticina che dà sapore al panino. Piccola nota: le varianti diffuse a Philadelphia meritano una prova: il chicken cheesesteak sostituisce il manzo con petto di pollo tagliato allo stesso modo, mentre il pizza steak aggiunge salsa di pomodoro e mozzarella al posto del provolone.
Conservazione
Il panino assemblato ha vita breve, perché il pane assorbe l'umidità della carne e in poche ore diventa gommoso. Se avanza già farcito, va avvolto stretto nella stagnola e passato in forno a 160 gradi per una decina di minuti, così la mollica recupera consistenza. La farcia va invece raccolta in un contenitore ermetico e messa in frigorifero appena raggiunge la temperatura ambiente, mai bollente, per evitare la condensa che rovina la crosticina. Il forno a microonde tende a indurire le fettine, meglio una padella antiaderente coperta con un cucchiaio d'acqua.
Impiattamento
Il cheesesteak vuole una presentazione da paninoteca, quindi carta oleata o carta da macellaio avvolta a metà panino, che tiene insieme la farcia e permette di mangiarlo con le mani. Il taglio a metà in diagonale mostra la stratificazione di carne e formaggio, e va fatto con un coltello a lama liscia per non trascinare il ripieno fuori dal pane.
Abbinamento
A tavola il cheesesteak chiede contorni semplici e acidi, capaci di alleggerire la ricchezza della carne e del formaggio: funzionano le patatine fritte tagliate spesse, un'insalata di cavolo cappuccio in stile coleslaw, i cetrioli sottaceto e gli onion rings, mentre i peperoncini verdi in salamoia restano l'accompagnamento più fedele alla tradizione di Philadelphia. Sul fronte bevande la lager chiara ghiacciata resta la scelta principale, affiancata da birch beer o root beer per chi preferisce l'analcolico. Chi vuole il vino può orientarsi su un rosso giovane e fruttato servito fresco, dal Lambrusco secco alla Barbera.



























