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Genepi

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Bicchierino con liquore con bottiglia di vetro su tavolo di legno 123rf
  • DIFFICOLTÀ: Facile
  • ABBINAMENTO: -
  • COSTO: Economico
  • CUCINA REGIONALE: Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
  • DOSI PER: 16 Persone
  • CALORIE: 316 kcal
  • TEMPO: 20 min di preparazione30 g di ammollo90 g di riposo
VALORI NUTRIZIONALI PER PORZIONE
Energia 316 kcal
Carboidrati -
di cui zuccheri -
Proteine -
Grassi -
di cui saturi -
Fibre -

Pubblicato:

Liquore tipico delle zone di montagna della Valle d’Aosta e del Piemonte, nonché della regione francese della Savoia, il Genepi (o Genepy) affonda le sue origini in tempi antichi. Si ottiene a partire da una piccola pianta aromatica molto diffusa in quelle aree, appartenente al genere Artemisia, che cresce spontanea oltre i duemila metri di altitudine.

Nei luoghi d’origine, ogni famiglia custodisce gelosamente la propria ricetta e ha sempre una bottiglia rigorosamente home made da offrire ad amici e parenti. Prepararlo non è difficile, bisogna soltanto avere l’accortezza di rispettare i giusti tempi di ‘macerazione’, suddivisi in tre fasi distinte.

Cosa sapere prima di iniziare

Il genere Artemisia è composto da circa 200 specie, ma per preparare il liquore valdostano se ne usano soltanto tre: Spicata, Mutellina e Glacialis. Tutte e tre le piante hanno fiori sia maschi che femmine, ma per la preparazione del Genepi si usano solo i primi. È bene sottolineare che, dal 1928, la pianta è protetta, per cui la raccolta è sottoposta a severe limitazioni. In ogni modo, se vi trovate a passeggiare in montagna e vi sembra di riconoscerla, lasciatela dov’è.

Per preparare il liquore, si può usare l’Artemisia Mutellina coltivata senza problemi da molti agricoltori della zona senza l’uso di aromi o additivi chimici. È facile trovarla, anche online, quindi non cedete alla raccolta selvaggia: potreste rischiare una sanzione.

Dal 2015, il liquore è ufficialmente un prodotto Igp, con la denominazione Genepì della Valle d’Aosta o Génépi de la Vallée d’Aoste. Secondo il disciplinare, la bevanda originale deve avere: minimo 80 grammi di zucchero per litro di prodotto (segnato in etichetta come zucchero invertito, con possibilità di usare saccarosio o sciroppo di glucosio), colore variabile dal verde chiaro al giallo ambrato, un profumo intenso e persistente con note floreali e sentori fruttati e un gusto morbido, amabile o secco.

Strumenti necessari

In base alla quantità che intendete fare (anche se vi consigliamo di partire sempre da una bottiglia, massimo due), dovete procurarvi un contenitore di vetro scuro con chiusura ermetica. È qui che il vostro Genepi maturerà, lontano da fonti di calore. Inoltre, avrete bisogno di un colino e/o di una garza per filtrare il liquore.

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Ingredienti

Preparazione

  1. Macerazione erbe in alcol all'interno di un barattolo di vetro

    Mettete 10 grammi di Artemisia (Mutellina o Glacialis) a macerare in un litro di alcol puro e lasciate riposare per almeno trenta giorni in un luogo lontano da fonti di calore. Scegliete una bottiglia o un contenitore con chiusura ermetica, possibilmente di vetro scuro, e, di tanto in tanto, scuotetelo.

  2. Donna mescola gli ingredienti nella pentola

    Trascorso il tempo di maturazione, preparate uno sciroppo con 1,5 litri di acqua e 300/400 grammi di zucchero. Mettete a bollire l'acqua, poi toglietela dal fuoco e aggiungete pian piano lo zucchero, mescolando fino a quando non è completamente sciolto. Lasciatelo freddare e unitelo al liquido che avevate messo a macerare. Lasciate riposare il tutto per una notte.

  3. Bicchierino con liquore, con bottiglia e tappo di sughero sullo sfondo

    La mattina seguente, filtrate e imbottigliate. Lasciate riposare il liquore ancora una volta, per almeno due o tre mesi. Trascorso anche questo tempo, il Ginepi è pronto per essere degustato.

Consigli

Non è importante solo che l'Artemisia sia di buona qualità, anche l'acqua deve esserlo. Se volete ottenere un ottimo liquore, acquistate acqua di sorgente. Non è un dettaglio banale, anzi, fa davvero la differenza.

Se non volete usare lo zucchero bianco, potete optare per quello di canna, però non la varietà muscovado perché il retrogusto della liquirizia cambierebbe il gusto del liquore.

A prescindere dal tipo di zucchero, se non amate i gusti troppo dolci, quando incorporate lo sciroppo al liquido filtrato fatelo pian piano e assaggiate di volta in volta, fino a quando non ottenete il risultato che vi soddisfa di più.

I tempi di riposo sono fondamentali, quindi rispettateli. È sempre meglio qualche giorno in più che in meno.

Conservazione

Il genepi si conserva in un luogo fresco, buio e asciutto, a una temperatura compresa tra 15°C e 20°C. Va tenuto in bottiglie di vetro (possibilmente scuro) ben chiuse e in posizione verticale, lontano da fonti di calore e luce diretta. Se preferite berlo o servirlo freddo, potete metterlo in frigorifero. In ogni modo, vista la presenza di alcol che funge da conservante naturale, si mantiene per diversi mesi o anni.

Abbinamento

Oltre al consumo al naturale, il liquore valdostano si può mescolare anche ad altri liquidi. Per un gustoso e rinfrescante aperitivo, ad esempio, si possono shakerare 3 cl di Ginepi con 2 cl di Southern Confort e 2 cl di succo di arancia. Oppure, se preferite una bevanda calda, potete prepararlo a mo' di grog, scaldandolo con un po' d'acqua. Sia in versione calda che fredda, invece, si può aggiungere un po' di latte (sia vaccino che vegetale) e si ottiene pure un effetto balsamico.

Domande frequenti

Che cosa significa genepi?

Genepi è il nome comune di diverse specie di piante aromatiche del genere Artemisia che crescono sulle Alpi Occidentali. Da alcune di queste piante si ricava per infusione e distillazione il liquore che porta lo stesso nome.

Quante piante di Genepi per litro di alcol?

La ricetta tradizionale alpina segue la "regola del 40": servono circa 40 piantine (o steli) di Genepi essiccato, pari a circa 10 grammi, per ogni litro di alcol puro a 95°.

Che erba si usa per il Genepi?

Il liquore si ottiene dalle piantine essiccate di tre varietà di Artemisia alpina: Spicata, Mutellina e Glacialis. Si tratta di piccole erbe perenni protette da una peluria argentea, che crescono spontaneamente sulle vette delle Alpi a quote altissime, solitamente tra i 1500 e i 3000 metri.

Come si produce il Genepi?

La produzione segue tre fasi precise: macerazione (si prendono gli steli fioriti, rigorosamente senza radici, e si lasciano in infusione nell'alcol puro all'interno di un contenitore ermetico per circa 40 giorni); sciroppo (al termine dell'infusione, si prepara uno sciroppo a freddo sciogliendo lo zucchero nell'acqua minerale); filtraggio e unione (si separano le piantine dall'alcol, si unisce il liquido ottenuto allo sciroppo di zucchero e si imbottiglia). Il liquore deve poi riposare per almeno un mese per stabilizzare il suo tipico colore verdolino o ambrato.

A cosa fa bene il Genepi?

Il Genepi è un eccellente amaro d'erbe digestivo e tonico. I principi amari e gli oli essenziali dell'Artemisia stimolano la produzione di succhi gastrici, rendendolo perfetto dopo i pasti abbondanti tipici della cucina di montagna. Nella tradizione alpina viene usato anche come rimedio naturale contro il raffreddore e per alleviare il mal di montagna.

Genepi e ginepro sono la stessa cosa?

No, genepi e ginepro non sono la stessa cosa. Sono due piante alpine completamente diverse, con aromi e utilizzi differenti, sebbene vengano entrambe usate per creare liquori. Il Ginepro (Juniperus communis) è un arbusto della famiglia delle Cupressaceae di cui si utilizzano le bacche scure (chiamate galbuli), note per essere la base botanica fondamentale per la distillazione del gin e di particolari distillati alpini (come il Kranewitter).

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