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Alimentare: aggregazione Gsi e Parmareggio, nasce Bonterre

Alimentare: aggregazione Gsi e Parmareggio, nasce Bonterre

Di: ANSA
Alimentare: aggregazione Gsi e Parmareggio, nasce Bonterre

(ANSA) – BOLOGNA, 2 GEN – Un gruppo – radicato nel territorio modenese – capace di un fatturato superiore al miliardo di euro e di posizionarsi ai vertici nella produzione dei salumi e nella filiera del Parmigiano-Reggiano. Ribattezzato Bonterre è il frutto dell’aggregazione tra Grandi Salumifici Italiani e Parmareggio che da vita a una holding a totale proprietà cooperativa. La nuova realtà, spiega una nota, può contare su un fatturato consolidato di oltre un miliardo di euro, di cui 200 milioni in export; 3 filiali commerciali all’estero; 16 stabilimenti in Italia; 2.000 dipendenti; 140.000 tonnellate prodotte all’anno e la filiera completa nel Parmigiano-Reggiano. Nel dettaglio, il gruppo è partecipato e controllato congiuntamente da Unibon e dalla cooperativa agricola Granterre, che hanno conferito il 100% del capitale sociale di Grandi Salumifici Italiani e di Parmareggio. “Questa operazione – osserva Milo Pacchioni, presidente di Unibon e presidente di Bonterre – è la naturale prosecuzione di quel piano strategico che ha visto la sua prima tappa lo scorso gennaio con l’acquisizione da parte di Unibon della quota di Grandi Salumifici Italiani detenuta dalla Famiglia Senfter. Un piano che – osserva – partendo da un’impresa già leader nazionale nella produzione di salumi, storicamente radicata sul territorio e forte dell’esperienza delle persone che vi lavorano, mira a sviluppare ulteriormente l’attività sia in Italia sia all’estero per diventare lo specialista di riferimento nel settore dell’italian food di alta gamma. Alla salumeria che oggi rappresentiamo con ben 7 Dop e Igp – conclude – si unirà infatti il formaggio più famoso al mondo, il nostro Parmigiano Reggiano”. Unendo le forze di Grandi Salumifici Italiani e Parmareggio, aggiunge Giuliano Carletti, amministratore delegato di Bonterre, il gruppo “non solo raggiunge una dimensione economica e produttiva che poche imprese italiane alimentari possono vantare, ma potrà mettere a frutto i rispettivi fattori critici di successo per crescere ulteriormente in particolare sui mercati esteri”. (ANSA).

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