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Indivia scarola

Le ricette con l'indivia utilizzano le tante varietà nelle quali è disponibile questo ortaggio e pronto per essere usato crudo oppure cotto. Conosciamo meglio l'indivia. Indivia scarola

Spesso confusa con la cicoria, l’indivia ha foglie molto frastagliate che crescono a cespo in alcune varietà.
L’indivia è una pianta diffusa in tutta l’area mediterranea e si suppone possa essere originaria dell’India, era già nota ai tempi dei Greci e dei Romani che ne apprezzavano sia il gusto che le proprietà depurative.

Questo ortaggio viene coltivato su tutto il territorio italiano anche se le regioni dove questa coltura è più intensiva sono la Puglia, la Lombardia, il Veneto, il Lazio, le Marche e la Toscana.
Essendo coltivata in varie qualità che maturano in tempi differenti, l’indivia è disponibile sui mercati per tutto l’anno.

Tra le qualità di indivia disponibili distinguiamo due sottospecie principali, l’indivia scarola, nota anche come scarola con le foglie larghe e dalla forma ondulata, che è anche la più diffusa, e indivia ricciuta, detta anche indivia riccia, nella quale le parti esterne delle foglie si presentano molto arricciati, da cui il nome.
Una terza varietà d’indivia è quella belga che si presenta a forma di grosso sigaro color crema perché fatta crescere al buio; questa tecnica consente alle foglie di rimanere bianche e più tenere.

La varietà indivia scarola è particolarmente diffusa nelle regioni meridionali, dove tra le altre preparazioni viene anche utilizzata per la famosa pizza di scarole.
L’indivia contiene circa il 95% di acqua, ed è ricchissima di vitamina C e vitamina B9, è anche ricca di fibre che conferiscono la caratteristica croccantezza ai gambi e fornisce solo 10 kcalorie per 100 grammi di prodotto edibile.

All’acquisto preferite cespi che presentino colori verdi brillanti e foglie carnose, mentre la conservazione in casa va fatta tenendo l’indivia in frigorifero, nello scomparto delle verdure, per 1 o 2 giorni al massimo, prima di consumarla cruda in insalata o cotta in abbinamento con molti altri ingredienti, mentre la varietà belga si presta in maniera eccezionale alla preparazione di molte ricette gratinate, in abbinamento ad esempio a tonno e capperi e prosciutto.

 

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