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Aragosta, caratteristiche e ricette

L'aragosta è un saporito crostaceo, con la sua polpa delicata è possibile preparare molte raffinate ricette che risultano eleganti nella presentazione ed invitanti nel profumo e nel sapore. Conosciamo meglio l'aragosta. Aragosta, caratteristiche e ricette

L’aragosta è il crostaceo più famoso ed apprezzato dal punto di vista alimentare: può raggiungere dimensioni attorno ai 50 cm ed un peso di 8 kg.
Come tutti i crostacei ha il corpo rivestito da una spessa corazza che costituisce l’esoscheletro con una colorazione da rosso-brunastro a viola-brunastro e cosparsa di spine a forma conica.
In epoca romana l’aragosta era generalmente denominata “locusta” e considerata un cibo molto prezioso, ma indigesto: veniva infatti consigliato di cuocerla in acqua e aceto.

Dal punto di vista nutrizionale è ricchissima di proteine ed è apprezzabile anche per l’apporto calorico (112 kcal per 100 grammi di prodotto edibile): essa è inoltre ricca di sali minerali (calcio, potassio, sodio e fosforo) e vitamine (A, B1 e B2).
Data la ricchezza di sodio l’aragosta è sconsigliata a chi debba seguire diete povere di sale e particolare attenzione va posta alla presenza della tropomiosina, che può essere causa di allergia alimentare.

L’aragosta è ritenuta un cibo afrodisiaco, come le ostriche, per il modo in cui si assume che obbliga i commensali a consumarla con le mani, succhiandone alcune parti, come la coda.
In cucina un’aragosta varia il suo sapere a seconda del mare dove è stata pescata, anche se i condimenti contribuiscono ad arricchirne il sapore, come per l’aragosta alla catalana.

Fate attenzione, durante la pulizia, a eliminare la sacca nera della sabbia che si trova nella testa e il budellino amaro che si trova in mezzo alla coda. Della testa conviene conservare la parte gialla cremosa e, se ci sono, le uova: raccogliendo il tutto con un cucchiaino e mescolandolo alla maionese si otterrà una squisita salsa di accompagnamento.
A questo punto si può procedere alla cottura tenendo conto che di base servono circa 10-12 minuti per ogni mezzo chilo di crostaceo e che non conviene far cuocere troppo l’aragosta nell’acqua perché diventerebbe dura, e se siete muniti di tanta pazienza potrete realizzare una trionfale aragosta in bellavista.

Qualche consiglio circa i vari metodi di cottura:

A lesso. Forse il modo più semplice ma ne esalta il sapore. La cottura deve avvenire in un court-bouillon aromatizzato con vari sapori e un bicchiere di vino bianco per 20-40 minuti a seconda delle dimensioni dell’animale. Si può servire sia calda che fredda; nel secondo caso la si deve lasciar raffreddare nel liquido di cottura, ad esempio l’aragosta bollita.
Alla griglia. Si taglia l’aragosta in due nel senso della lunghezza, la si pulisce, e la si condisce con sale e pepe, irrorandola con del burro e la si cuoce alla griglia o sulla piastra. La fiamma deve essere moderata: ed ecco un’ottima aragosta alla griglia
Allo spiedo. Questo tipo di preparazione fornisce ottimi risultati perché la polpa dei crostacei resta particolarmente succosa e tenera. Una volta uccisa e pulita l’aragosta la si fissa a uno spiedo. Si cosparge abbondantemente di olio mescolato a sale, pepe, timo e alloro in polvere e la si cuoce per 40-45 minuti circa su fiamma piuttosto vivace, irrorandola molto spesso con vino bianco e burro fuso.
Arrostita in forno. In questo caso è meglio uccidere l’aragosta tagliandola a metà con un colpo netto nel senso della lunghezza, poi si condiscono le due metà con sale, pepe e olio e si fanno cuocere nel forno caldo per 20-25 minuti, ottenendo risultati come l’aragosta alla Thermidor.

 

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