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Cosa succede se si mangia troppo cibo in scatola

Il cibo in scatola è considerato un alleato del consumatore, fin da quando è stato inventato. Ma non è tutto oro quel che luccica: occhio ai rischi.

È pratico, spesso ammiccante, relativamente economico e, soprattutto, durevole: il cibo in scatola è considerato un alleato del consumatore, fin da quando è stato inventato. Ma non è tutto oro quel che luccica e nutrirsi principalmente, se non addirittura esclusivamente, di prodotti confezionati può provocare problemi anche molto seri.

Cibo in scatola: i vantaggi

Tonno, legumi e carne in gelatina sono solo alcuni degli alimenti che più facilmente troviamo sugli scaffali del supermercato nella ormai classica lattina: riempirne la dispensa garantisce di avere sempre a portata di mano una piccola scorta alimentare, molto utile per limitare le uscite per gli acquisti di cibo fresco e per abbattere gli sprechi derivati dalla veloce deperibilità di quest’ultimo.

Cibo in scatola: i rischi

Diversi studi ed esperienze passate anche traumatiche, però, dovrebbero mettere in guardia i consumatori da alcuni rischi per la salute che questo tipo di confezionamento può comportare: il rivestimento interno delle scatole di latta, infatti, è quasi sempre composto da una resina a base di Bisfenolo A, normalmente abbreviato in BPA, un prodotto di sintesi che ha il difetto di accumularsi nel nostro organismo, invece di essere smaltito come altre scorie alimentari. Cibarsi solo o principalmente di scatolame, quindi, provocherebbe un contatto prolungato dei nostri organi con il BPA, messo al bando in molti stati del mondo, perché riconosciuto come tossico: dopo il Canada, anche l’Europa ha iniziato a limitarne l’uso, impedendo a esempio che venga utilizzato per produrre contenitori destinati alla prima infanzia, come i biberon.

Cosa succede se si esagera con il cibo in scatola

Non è il caso di generare allarmismi, dato che per il momento non si hanno certezze in merito alle eventuali conseguenze nefaste sull’uomo dell’accumulo di Bisfenolo A, ma nei test di laboratorio sulle cavie si è comunque scoperto un collegamento con lo sviluppo di patologie a livello endocrino, cardiovascolare e ormonale, nonché a una maggior propensione all’obesità e al diabete. La comunità scientifica sta procedendo negli studi volti a eliminare del tutto il BPA dalle lattine e dagli altri contenitori in plastica o sottovuoto ad uso alimentare, per evitare che il cibo in essi contenuto possa essere contaminato da questa sostanza, risultando potenzialmente nocivo per il consumo.

Cibo in scatola e cibo fresco: il consiglio

Nei limiti del possibile, mangiare alimenti freschi è sempre preferibile, ma quando non lo si può fare sarebbe comunque meglio scegliere ciò che è venduto in confezioni di vetro o di carta; scatole di latta e bottiglie di plastica, del resto, contengono anche delle piccole percentuali di formaldeide e mercurio, di cui sono da tempo noti gli effetti cancerogeni.

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