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La ricetta tradizionali e la storia del Nocino

Se ami le noci e sei un estimatore dei liquori, allora non puoi perderti la ricetta del Nocino dei frati! Scopri storia, ricetta originale e varianti di questo liquore!

storia del nocino

Il Nocino è un liquore tradizionale della zona di Modena, che viene assaporato a fine pasto come digestivo oppure inserito nelle ricette di alcuni dolci per dare loro un gusto più forte. Ha un aspetto limpido, di colore bruno scuro, un profumo intenso con sentore di noce e richiami aromatici, gradevole e persistente, tipico della noce immatura.

Com’è nato il Nocino

Quando i romani invasero la Britannia vi trovarono uno strano popolo che usava bere, specialmente nella notte del solstizio d’estate durante speciali riti propiziatori, uno strano liquido scuro che li rendeva particolarmente euforici, un infuso di noci acerbe in miele e frutta fermentati. Era l’antenato del Nocino.

Il Nocino, infatti, probabilmente è arrivato in Italia dalla Francia, diffondendosi prima nella zona del Sassello e poi nel Modenese. In passato, I frati raccoglievano le noci nei dintorni del convento, oppure presso conoscenti che possedevano alberi e lo permettevano. Dietro questa delizia in bottiglia dalle probabili origini francesi si nasconde una tradizione che lo lega alla festa di San Giovanni.

Si riteneva infatti che la rugiada che si deposita sulle noci durante l’alba del 24 giugno rendesse più efficace il macerato contro ogni disturbo dell’apparato digerente. Di fatto, il Nocino è noto anche per questa qualità. Lasciate alla rugiada notturna per tutta la notte, le noci si mettevano in macerazione il giorno dopo e la loro preparazione terminava la vigilia di Ognissanti, cioè la notte del 31 ottobre.

Nel XIX secolo, il Maestro Artusi aveva riportato la ricetta della bevanda tra i suoi scritti, al giorno d’oggi sempre attuale.

Nocino: ricetta originale dei frati

La raccolta delle noci che servono per il Nocino dei frati viene effettuata quando la maturazione non è ancora completa e il mallo – il rivestimento esterno del frutto – risulta verde e tenero. Le noci col mallo vengono poi tagliate e messe in infusione in contenitori a chiusura ermetica riempiti di alcool puro a 96 gradi; nell’infuso possono venire aggiunti anche aromi come cannella, chiodi di garofano, noce moscata, corteccia di limone, zucchero o chicchi di caffè.

Il Nocino dei frati prevede un tempo di macerazione di un mese. Successivamente si procede a una serie di filtrazioni controllate, per chiarificarlo e viene portato alla gradazione desiderata mediante l’aggiunta di acqua pura.

Non ha alcuna data di scadenza ma ovviamente deve essere conservato in maniera adeguata, ovvero va riposto in un luogo lontano dalla luce e dalle fonti di calore. Tra l’altro, il Nocino con il tempo migliora, quindi vale la pena conservarlo adeguatamente.

I segreti per un buon Nocino

Le noci troppo acerbe comportano un Nocino troppo verde, mentre, al contrario, quelle troppo mature danno un prodotto legnoso e amarognolo a causa del troppo tannino. Per questo motivo, il Nocino messo a invecchiare in botte usata per la prima volta sarà difettoso e deve quindi essere spurgato con alcool, vino, o soluzioni con acido citrico, per almeno sei mesi.

La ricetta dell’Ordine modenese non prevede acqua, nemmeno per sciogliere lo zucchero. In questo modo zucchero e succo dei malli diluiscono l’alcool portando la gradazione finale del nocino a circa 33° ma, proprio per abbassare il grado alcolico, aggiungere un po’ di acqua può aiutare (un bicchiere, circa 200 ml di acqua distillata alimentare oppure di acqua oligominerale naturale).

Le varianti del Nocino

Non ci sono molte varianti legate al Nocino, se non formati di liquore che aggiungono aromi diversi. La ricetta originale, ad esempio, prevede l’utilizzo di cannella e chiodi di garofano, ma una seconda variante altrettanto profumata prevede i petali di rose rosse aggiunti nell’infuso.

In alternativa al Nocino, invece, a base di frutta secca è il French Connection, un cocktail preparato con l’amaretto e il cognac che si beve proprio dopo cena dal gusto dolce e dal colore rosso ambrato.

Un’altra tipologia di liquore che si beve dopo cena è la grappa che puoi preparare in casa in molti modi. La grappa al basilico in particolare viene realizzata lavando il basilico, mettendolo nei vasi con la buccia di limone e lasciando in infusione per 20 giorni. Invece, tra le grappe alla frutta, la grappa ai lamponi è una delle più dolci ma anche più lontane dal sapore del Nocino.

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