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La magia del giorno dopo: perché il sapore di certi piatti migliora tanto col tempo

Il "riposo" o la seconda cottura migliorano gli alimenti: la scienza spiega perché alcuni cibi diventano più buoni quando passa il tempo.

Pizza gustosa nel cartone da asporto 123rf
Pizza gustosa nel cartone da asporto

Sicuramente, vi sarà capitato di riscaldare gli avanzi e notare che erano ancora più buoni di quando li avete gustati appena fatti. Ebbene, non è stata una vostra impressione: è la scienza a spiegare perché alcuni cibi diventano più gustosi quando passa il tempo. Attenzione, però, perché questa "regola" non vale con tutti gli alimenti.

Perché i cibi diventano più buoni quando passa il tempo?

Avete mai assaggiato una parmigiana appena fatta e la stessa parmigiana, riscaldata, il giorno dopo? Se la risposta è affermativa, è assai probabile che abbiate notato una certa differenza. Vi diciamo subito che non è una vostra impressione: alcuni cibi diventano più buoni quando passa il tempo ed è la scienza a spiegare perché accade ciò.

Grassi, proteine e carboidrati non interagiscono tra loro soltanto durante la cottura, ma anche dopo. Questo perché le reazioni continuano pure a basse temperature, fino a quando il piatto non si raffredda del tutto. In altre parole, nel tempo, gli ingredienti si mescolano tra loro e si amalgamano alla perfezione e, di conseguenza, pure le molecole aromatiche di cui sono composti si muovono e si combinano.

Ma, non è tutto. Alcune proteine si degradano e liberano aminoacidi come il glutammato, lo stesso che favorisce il sapore umami, mentre le salse si fermano, diventando più ricche e corpose. Tutti questi "movimenti" fanno sì che piatti come il ragù, le zuppe o gli stufati abbiano un sapore più intenso il giorno dopo.

Gustosa lasagna fumante 123rf

Gustosa lasagna fumante

Cosa accade quando il cibo viene riscaldato?

Appurato che il cibo continua a "trasformarsi" anche dopo la prima cottura, viene spontaneo chiedersi: cosa accade quando il piatto viene riscaldato? Il calore non fa ripartire le reazioni, questo è bene sottolinearlo, ma va a stimolare gli aromi che il freddo aveva bloccato. Di conseguenza, le trasformazioni si fanno più marcate e intense.

Questo significa che i grassi tornano liquidi e diffondono le molecole aromatiche, le proteine si distendono e rendono la consistenza più morbida, l’acqua si ridistribuisce e il calore amplifica i sapori sviluppati durante la prima cottura. Ecco perché i sughi ricchi, la parmigiana o le lasagne sono più buoni quando passa il tempo e vengono riscaldati.

Piatti che migliorano o peggiorano nel tempo

Non tutti i cibi migliorano nel tempo, ce ne sono alcuni che non vanno assolutamente riscaldati o non godono del "riposo". Partiamo da quelli che hanno il via libera:

  • sughi ricchi, lasagne, parmigiana e polpette: grassi e salse si amalgamano alla perfezione;
  • zuppe di legumi, stufati e brasati: proteine e aromi si distribuiscono in modo uniforme;
  • cibi speziati tipo curry e chili: le spezie liposolubili si mescolano ai grassi;
  • dolci cremosi come tiramisù e zuppa inglese: il riposo consente di ottenere la consistenza perfetta.

Al contrario, ci sono alcuni alimenti che non dovrebbero mai essere riscaldati:

  • fritti e impanature: assorbono umidità e, di conseguenza, perdono croccantezza;
  • pasta o riso non conditi: a causa della retrogradazione dell’amido, diventano secchi;
  • verdure delicate: si sfaldano e perdono il gusto originario;
  • pesce cotto: si secca e, a causa dell’ossidazione dei grassi, sviluppa odori sgradevoli.

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