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Trionfa a Sanremo e non solo: la musica fa la differenza anche a tavola

La musica può modificare la nostra percezione dei cibi e aiutarci a mangiare più sano: ecco come gli stimoli sonori cambiano i sapori.

musica cambia percezione cibo come lo fa 123rf
Donna ascolta musica mangiando frutta

Un piatto può sembrare più gustoso se lo mangi con la musica giusta in sottofondo. Non solo: il brano che ascolti può addirittura portarti a fare scelte alimentari più sane. Succede perché la musica non è solo in grado di modulare i nostri stati d’animo ma può anche cambiare la nostra percezione di quello che stiamo mangiando. Da decenni il legame tra melodia e cibo incuriosisce scienziati e ricercatori di tutto il mondo, che l’hanno approfondito con numerosi studi dai risultati sorprendenti. Per una settimana la musica è stata l’assoluta protagonista al Festival di Sanremo, ma a tavola un brano jazz o dance, a basso o ad alto volume, può fare la differenza tutti i giorni.

Perché la musica influenza la nostra percezione del cibo?

La musica influenza il gusto attraverso un fenomeno, chiamato "sonic seasoning", cioè "condimento sonoro", per cui le frequenze sonore modificano la nostra percezione dei sapori. Charles Spence, docente di psicologia sperimentale dell’Università di Oxford che in alcuni studi ha indagato l’impatto dei suoni sul gusto, ha spiegato che gli esseri umani tendono per natura a fare associazioni tra esperienze vissute in diverse modalità sensoriali, per esempio associano i suoni di tonalità più grave e bassa con gli oggetti scuri e di grandi dimensioni e i suoni acuti con gli oggetti chiari e piccoli.

Questo processo, che in termini tecnici viene definito "corrispondenza cross-modale", fa sì che le sensazioni che le persone sperimentano in una modalità sensoriale, cioè con un determinato senso, possano influenzare la loro esperienza degli stimoli che si presentano in un’altra modalità e, quindi, vengono avvertiti con un altro senso: questo vale anche per la musica, che si percepisce con l’udito, e i sapori, che si sentono attraverso il gusto. È in virtù di queste associazioni che l’ascolto di una determinata melodia mentre mangiamo un certo cibo può portare il nostro cervello a percepirlo più o meno dolce, più o meno salato, più o meno amaro.

Dolce o amaro? Come cambia il gusto dei cibi a seconda della musica di sottofondo

Le ricerche suggeriscono che la tonalità e il ritmo di un brano possano modificare il modo in cui percepiamo i diversi gusti, in particolare il dolce e l’amaro.
Uno studio dell’Università di Oxford ha evidenziato come cambiava la percezione del sapore di una caramella mou agrodolce a seconda della melodia che le veniva abbinata: l’ascolto di un paesaggio sonoro con tonalità più basse tendeva a enfatizzare le note amare, mentre l’ascolto di un paesaggio sonoro con tonalità più alte ne esaltava la dolcezza.

In dettaglio, quindi, gli effetti della musica sui sapori possono essere così riassunti:

  • più marcata percezione della dolcezza: le note acute tendono ad accentuare la dolcezza di alcuni cibi, come il cioccolato e la frutta, portandoci a percepirli come ancora più dolci;
  • maggiore percezione dell’amaro: la musica grave e lenta tende a esaltare i sapori amari.

La musica a basso volume incoraggia scelte più salutari a tavola

Oltre alla tonalità, anche il volume della musica che ascoltiamo mangiando può cambiare la nostra percezione dei sapori e, aspetto ancora più interessante, è in grado di influenzare le nostre scelte alimentari: lo ha mostrato l’esperimento di uno studioso della University of South Florida, Dipayan Biswas, che ha osservato che il volume della musica di sottofondo in un bar può orientarci verso acquisti più o meno salutari.

In dettaglio, gli ambienti rumorosi, con suoni a un volume superiore ai 70 decibel, esercitano un’azione stimolante che provoca stress e agitazione e ci porta a prediligere cibi più ricchi di zuccheri, sale e grassi, come un hamburger. Al contrario, un sottofondo a basso volume – inferiore ai 55 decibel – ha un effetto calmante che aumenta la nostra consapevolezza di ciò che ordiniamo e ci induce a fare scelte più salutari, per esempio ordinando un’insalata. Dall’indagine, condotta in un bar di Stoccolma, è emerso che ben il 20% in più dei clienti del bar aveva ordinato piatti poco sani quando esposto a musica ambientale più forte rispetto a chi aveva mangiato in un contesto più tranquillo.

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La musica cambia la percezione del vino

Non solo cibo: la musica esalta anche il sapore dei vini

Sempre Charles Spence sottolinea che la musica non ha solo la capacità di modificare la nostra percezione dei cibi ma è anche in grado di influenzare la nostra valutazione dei vini. Un suo articolo riporta uno studio che ha coinvolto 250 studenti universitari a cui è stato chiesto di esprimere un parere sulle caratteristiche di due diversi vini offerti in degustazione: un vino rosso Cabernet Sauvignon e un vino bianco Chardonnay. Gli studenti hanno bevuto il vino seduti in una stanza in cui sono stati riprodotti 4 brani, scelti sulla base di uno studio pilota in cui avevano ottenuto punteggi elevati in una delle seguenti dimensioni emotive: "potenti e pesanti" (Carmina Burana di Carl Orff), "sottili e raffinati" (Valzer dei fiori da "Lo schiaccianoci" di Čajkovskij), "vivaci e rinfrescanti" (Just can’t get enough dei Nouvelle Vague) e "dolci e delicati" (Slow breakdown di Michael Brook). L’esperimento aveva l’obiettivo di indagare come i diversi stimoli sonori modificassero l’esperienza gustativa dei due vini.

I risultati hanno mostrato che i vini sono stati valutati come significativamente più potenti e corposi quando Carl Orff era in sottofondo rispetto a qualsiasi altro brano musicale. Allo stesso tempo, sono stati percepiti come significativamente più frizzanti e rinfrescanti da coloro che, durante la degustazione, ascoltavano il brano dei Nouvelle Vague.

Effetti della musica sulla percezione del cibo: come puoi sfruttarli per mangiare in modo più sano e gustoso?

Come abbiamo visto, la musica non rappresenta solo un sottofondo piacevole a tavola ma, a seconda del volume, della tonalità e del ritmo, può influire in modo sensibile sulla nostra percezione dei sapori di cibi e bevande, rendendo i nostri pasti più coinvolgenti e aiutandoci a fare scelte più salutari. Questa consapevolezza ha già dato vita a diverse esperienze di marketing sensoriale, o abbinamento esperienziale: è il caso di alcune gelaterie artigianali che hanno scelto di associare ai loro prodotti una colonna sonora o una canzone specifica, per migliorare l’esperienza di consumo dei clienti.

Allo stesso modo, i ristoratori potrebbero sfruttare la capacità della musica a tonalità più alte di esaltare la dolcezza dei piatti per ridurre il contenuto di zucchero in torte e dessert senza comprometterne il sapore: basterebbe servirli con una colonna sonora in grado di compensare la minore dolcezza con i suoni per farli percepire come altrettanto golosi, anche con meno zucchero.

Puoi sperimentare anche tu, a casa tua, gli effetti della musica sulla percezione dei sapori e sfruttarli a tuo vantaggio per cucinare in modo più leggero e salutare: prova a preparare la nostra cheesecake ai frutti di bosco senza zucchero, gustala ascoltando un brano dalle tonalità acute e vivaci e tocca con mano il potere della musica di esaltarne la dolcezza.

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