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Peperoncino, il gusto piccante che fa bene: 10 piatti dal mondo

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Gusto piccante che aggiunge sapore ai piatti, un principio attivo che regala anche tanti benefici. Ecco 10 ricette dal mondo per approfittarne.

Il peperoncino non aggiunge solo gusto ai tuoi piatti, li arricchisce anche di tante proprietà benefiche. E il merito è tutto di una sostanza che contiene, la capsaicina, a cui si devono non solo il sapore piccante di questa spezia, ma anche i suoi effetti positivi sulla salute.

Questo principio attivo, presente in diverse concentrazioni nelle piante del genere Capsicum, stimolerebbe la digestione, avrebbe effetti antinfiammatori, contribuirebbe a ridurre i livelli del colesterolo nel sangue e potrebbe anche aiutare a dimagrire grazie alla sua azione termogenica, ovvero alla capacità di aumentare la produzione di calore corporeo, favorendo un maggiore dispendio di calorie.

Molti di questi effetti benefici e i meccanismi biochimici che li determinano sono ancora da approfondire, ma sono tantissimi gli studi che suggeriscono che consumare regolarmente il peperoncino ci faccia stare meglio, anzi, ci allunghi addirittura la vita. Secondo una ricerca recente dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università dell’Insubria a Varese e il Cardiocentro Mediterraneo di Napoli, mangiare peperoncino almeno 4 volte alla settimana dimezzerebbe il rischio di morte per infarto e ictus.

Un obiettivo non difficile da raggiungere, perché le ricette che hanno il peperoncino tra i loro ingredienti sono tantissime.
Per celebrare la Giornata nazionale del peperoncino, che ricorre il 3 settembre, eccone 10 da provare, scelte per te dall’Italia e dal mondo.

Spaghetti aglio, olio e peperoncino

Gli spaghetti aglio, olio e peperoncino sono un primo piatto che, per la sua facilità e velocità di preparazione, è diffuso in tutta Italia, ma che sembra avere origini partenopee. Di questa specialità, che alla nascita si chiamava "vermicelli aglio e uoglie", si trova traccia a metà del 1800 nel trattato "Cucina teorico-pratica" del cuoco e letterato Ippolito Cavalcanti. Questa ricetta, realizzata con pochi ingredienti di qualità, pur nella sua semplicità riuscì a conquistare il palato di re Ferdinando IV di Borbone, sovrano di Napoli dal 1759 al 1799, tanto da essere stata a lungo conosciuta anche come "Vermicelli alla Borbonica".

Penne all’arrabbiata

Le penne all’arrabbiata sono un primo piatto tipico della tradizione culinaria romana, una pasta semplicissima, condita con pomodori, aglio, pecorino romano grattugiato e peperoncino. È lui il vero protagonista di questa ricetta, che si chiama così perché, per la sua piccantezza, basta mangiarne una forchettata per diventare paonazzi, come quando ci fanno arrabbiare.

Pasta alla carrettiera

La pasta alla carrettiera è un primo piatto della tradizione siciliana. E lo si capisce fin dal nome, che deriva dai carrettieri siciliani che trasportavano varie merci attraverso l’isola e che, prima di mettersi in viaggio, preparavano questa pasta, facilissima e molto gustosa, e la portavano con sé per pranzo. In genere si utilizzano gli spaghetti, conditi con pecorino fresco, aglio, prezzemolo, peperoncino e olio extravergine d’oliva.

Pollo alla diavola

Anche il pollo alla diavola è una ricetta che, già nel nome, racchiude l’esperienza di gusto che regala grazie – o "per colpa" – del peperoncino. Ce lo spiega Pellegrino Artusi, che cita il "Pollo al diavolo" nel suo "La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene". "Si chiama così – scrive l’Artusi – perché si dovrebbe condire con pepe forte di Caienna e servire con una salsa molto piccante, cosicché, a chi lo mangia, nel sentirsi accendere la bocca, verrebbe la tentazione di mandare al diavolo il pollo e chi l’ha cucinato".

Naturalmente, per scongiurare questo effetto collaterale è sufficiente scegliere un peperoncino che abbia un grado di piccantezza a misura del palato dei propri ospiti. Le varietà sono tantissime e c’è una scala, la Scala di Scoville, che classifica i peperoncini proprio a seconda di quanto sono piccanti. Per farsi un’idea ed evitare sorprese, in questa scala il pepe di Caienna, una cultivar originaria della Guyana francese, è quotato tra le 30.000 e le 50.000 unità, il messicano Jalapeño tra le 5.000 e le 15.000, mentre il Carolina Reaper, campione di piccantezza secondo il Guinness dei Primati, supera i 2 milioni di unità.

Salsa Harissa

La Harissa è una salsa tipica del Maghreb, diffusa soprattutto in Tunisia, Libia, Marocco e Algeria. È a base di peperoncino rosso fresco, aglio e olio d’oliva, a cui in genere vengono aggiunte altre spezie come cumino e coriandolo. Si può utilizzare come condimento per cous cous, pasta, insalate o kebab, oppure gustare da sola, abbinata a pane e olive.

Shakshuka

La Shakshuka è una specialità tipica della cucina israeliana. Si tratta di uova al sugo, condite con una salsa – "Shakshuka", letteralmente, significa "mistura" – preparata con pomodori, peperoni e spezie come peperoncino e cumino. Questo piatto ha, in realtà, origine tunisina e algerina e fu portato e fatto conoscere in Israele dagli ebrei emigrati in quella zona dal Maghreb. In genere si serve con la pita, il pane tradizionale mediorientale.

Chutney di mango

Il chutney di mango è una salsa indiana speziata e agrodolce. Il termine "chutney", o "chatni", indica genericamente un condimento tipico della cucina asiatica a base di spezie, verdure o frutta: quello al mango è una delle tante varianti di questa preparazione.
Oltre a questo frutto tropicale, tra gli ingredienti ci sono le arance, lo zenzero, lo zucchero, il peperoncino e la curcuma. Si serve con il papadum, una cialda croccante anch’essa tipica della cucina indiana.

Chili con carne

Il chili con carne è una ricetta tex-mex tra le più famose. Si tratta di uno stufato di carne speziato che in origine, come suggerisce il nome, si preparava solo con manzo e peperoncino e che oggi è spesso arricchito con fagioli, peperoni e pomodori. Sembra che questa ricetta si sia diffusa nel Sud degli Stati Uniti grazie alle cosiddette chili queen, donne di origine ispanica che lo preparavano in casa e lo vendevano a lavoratori, soldati e cowboy.
Il chili con carne può essere gustato accompagnato da riso bianco e tortillas, oppure come ripieno del burrito, una tortilla di farina di grano duro che rappresenta un altro grande classico della cucina tex-mex,

Kofta

Le Kofta sono polpette tipiche della cucina mediorientale, dalla forma allungata e tradizionalmente cotte e servite infilzate su uno spiedino. In genere sono a base di carne macinata di agnello, oppure mista di manzo e agnello. Hanno un sapore molto deciso che deriva dall’aggiunta nell’impasto di foglie di menta tritate, aglio e numerose spezie, come cumino, pepe e peperoncino. Sono ottime servite con lo yogurt oppure con della salsa Tzatziki a base di yogurt greco, cetriolo e aglio.

Vindaloo

Il Vindaloo è una specialità di origine portoghese e uno dei piatti più piccanti al mondo grazie alla presenza del peperoncino Bhut Jolokia: nella scala di Scoville a cui abbiamo già accennato, vanta quasi un milione di unità, quindi ha una piccantezza davvero molto decisa. Il nome sembra derivare dalla salsa "vinha d’alho", cioè una salsa portoghese con vino e aglio che viene usata, insieme al peperoncino, per far macerare la carne di maiale prima di cuocerla. Dal Portogallo, il Vindaloo si è particolarmente diffuso in India, dove è stato trasformato in un curry e arricchito con le spezie tipiche di questa cultura gastronomica, come cumino, curcuma e coriandolo.

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