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Dove si mangia meglio al mondo nel 2026: la classifica di Time Out (con una sola italiana)

Ventiquattromila residenti intervistati e un panel di critici hanno incoronato Lima capitale mondiale del cibo. L'Italia è rappresentata solo da Napoli, quattordicesima, e i napoletani hanno indicato come punto di forza qualcosa che non è la pizza.

Una tavola ricca di cibo e ornamenti colorati con commensali a Lima Perù 123f
  • Lima domina la classifica 2026 di Time Out grazie a ottimi giudizi dei residenti sulla qualità e sui prezzi accessibili.
  • La classifica si basa su oltre 24.000 rilevazioni locali integrate con il giudizio di una giuria interna e premia equilibrio e convenienza.
  • Napoli è l'unica italiana in top 20 grazie a costi contenuti e punti forti come bar e pasticcerie, non per la pizza in primo piano.

In cima alla classifica 2026 delle migliori città al mondo per mangiare, secondo la storica rivista londinese Time Out, c’è Lima in Perù. Seguono Bangkok e Città del Messico. L’Italia compare una volta sola, al quattordicesimo posto, con Napoli. Nessuna Roma, nessuna Bologna, nessuna Firenze.

Prima di gridare allo scandalo, conviene guardare come è costruita la lista. La redazione del magazine ha interrogato oltre ventiquattromila residenti in tutto il mondo, chiedendo di valutare la qualità della scena gastronomica della propria città e quanto costa mangiare fuori. Ha poi incrociato le risposte con i voti di una giuria di critici interni. Soprattutto: solo la città con il punteggio più alto di ciascun Paese entra nella top venti. Napoli non ha battuto Roma per un soffio, l’ha semplicemente preceduta in casa.

La classifica completa 2026 delle città dove si mangia meglio di Time Out

  • 1. Lima
  • 2. Bangkok
  • 3. Città del Messico
  • 4. Londra
  • 5. Barcellona
  • 6. Ho Chi Minh
  • 7. Melbourne
  • 8. Pechino
  • 9. Atene
  • 10. Lisbona
  • 11. Città del Capo
  • 12. Osaka
  • 13. Bengaluru
  • 14. Napoli
  • 15. New York
  • 16. Hong Kong
  • 17. Buenos Aires
  • 18. Marsiglia
  • 19. Copenaghen
  • 20. Medellín

Perché vince Lima

Una volta chiariti i criteri di selezione, ça va sans dire la capitale peruviana ha convinto su entrambi i fronti. I residenti le hanno dato l’80% per la qualità e l’85% per l’accessibilità dei prezzi, il punteggio più alto della classifica su questo secondo aspetto. Mangiare bene lì, a quanto pare, costa meno che altrove in tutto il mondo, che si tratti della tipica ceviche o di altro.

Questo è un metro che spiega molte posizioni. Londra ad esempio ottiene il consenso più alto in assoluto sulla qualità, con il 96% dei residenti soddisfatti, ma solo il 42% la considera economica, per questo resta in quarta posizione. Parliamo di una metropoli che, secondo alcuni offre anche la miglior pizza al mondo. E forse, sottolineiamo forse perché non possiamo saperlo con certezza, qualche napoletano potrebbe anche essere d’accordo. Non ci crederete, ma ora ci arriviamo.

Una ciotola di ceviche sul tavolo con cocktail e lime 123f

La classifica insomma premia chi tiene insieme le due cose. È un aspetto interessante perché, anche se il giudizio gastronomico diventa forse troppo soggettivo e localizzato per risultare inattaccabile, l’opinione di chi una città la vive vale in genere molto più del parere di chi è di passaggio. Bisogna tenere presente che il focus di questa classifica è il turismo tout court, con gli amanti dei viaggi che sono i lettori tipo di Time Out.

La sorpresa napoletana: non è la pizza

Il dato più curioso arriva proprio da Napoli. Alla domanda su cosa la città faccia meglio, i napoletani non hanno risposto pizza. Hanno indicato invece i bar e le caffetterie con il 54% e le pasticcerie con il 49%. Il resto del quadro racconta una città che costa poco e sa di saperlo: il 68% dei residenti giudica economico mangiare fuori e il caffè raggiunge un impressionante 90% di gradimento sul rapporto qualità prezzo.

Sulla qualità complessiva il voto si ferma al 72%, più basso di Barcellona, Atene o Lisbona. Time Out cita come esempio del momento napoletano la nuova generazione che ha preso in mano le insegne di famiglia senza tradirle, dalla salumeria Malinconico ai classici di Mimì alla Ferrovia, dove la pasta alla genovese resta il piatto da ordinare.

Cosa dice davvero questa classifica

Chi cerca conferme sul primato italiano resterà deluso. Eppure il criterio di una sola città per Paese cambia il senso della lettura: la classifica misura le città, non le cucine. E le città che vincono sono quelle dove si mangia bene senza svenarsi, dal Perù alla Thailandia alla Colombia. Un promemoria utile anche per noi. Il valore di una scena gastronomica non si misura solo in stelle, ma anche in quanti possono permettersi di sedersi a tavola per sperimentarla e parlarne con gli altri, bene o male che sia.

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Domande frequenti

Perché Lima è prima nella classifica Time Out 2026?

Perché i residenti l'hanno valutata molto bene sia per qualità (80%) sia per prezzi accessibili (85%), il miglior equilibrio qualità-prezzo.

Come è stata costruita la classifica?

Time Out ha raccolto oltre 24.000 risposte dei residenti e le ha incrociate con i voti di una giuria di critici interni.

Perché c'è solo una città per paese nella top 20?

La regola è selezionare la città con il punteggio più alto di ciascun Paese, quindi solo un rappresentante nazionale entra nella top 20.

Cosa spiega la posizione di Napoli nella classifica?

Napoli è quattordicesima grazie a costi bassi e alle eccellenze come bar e pasticcerie; la qualità complessiva è buona ma non la più alta.

Che valore ha questa classifica rispetto alla cucina di un paese?

Misura la scena gastronomica urbana e l'accessibilità economica, non la supremazia della cucina nazionale in senso assoluto.

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