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Forte dei Marmi, caos al ristorante: nello scontrino 50 euro di "contributo volontario"

La denuncia è scattata dopo la cena in un ristorante di Forte dei Marmi: occhio al "contributo volontario" perché fa lievitare lo scontrino.

Immagine sfocata di ristorante con tavoli in strada 123rf
Ristorante con tavoli in strada
  • A Forte dei Marmi una cliente ha trovato quasi 50 euro di “contributo volontario” nel conto, scoprendo poi che corrispondeva alla mancia.
  • La vicenda ha acceso il dibattito sulla trasparenza nei ristoranti, perché in Italia la mancia non è obbligatoria e va comunicata chiaramente al cliente.
  • L’Hotel Hermitage ha difeso la procedura, spiegando che serve a gestire le mance elettroniche e a distribuirle equamente tra tutto il personale.

In Italia, a differenza di quanto accade negli Stati Uniti, le mance al ristorante non sono obbligatorie. Eppure, può accadere che vengano direttamente addebitate in conto come "contributo volontario" all’insaputa dei consumatori. Questo è quanto accaduto a una influencer che ha cenato in una nota struttura di Forte dei Marmi.

Il caso di Forte dei Marmi

Quanti, dopo una cena al ristorante, controllano lo scontrino? Pochi. Nella maggior parte dei casi, i prezzi si guardano al momento dell’ordine, quando si scorge il menu per scegliere cosa mangiare. Da qui, i clienti immaginano già a quanto potrebbe ammontare il conto finale. Il costo del coperto, che per legge deve comunque essere indicato nel menu, può risultare poco chiaro, ma è sempre una cifra accettabile, che non sposta più di tanto ciò che si andrà a pagare.

Tuttavia, quanto accaduto a Forte dei Marmi all’influencer Carlotta Roncarà dimostra che il conto può nascondere voci inaspettate. La ragazza, con un video sfogo affidato ai social, ha spiegato che solo dopo aver pagato e lasciato il ristorante si è resa conto che le era stato addebitato un costo bizzarro: quasi 50 euro di "contributo volontario".

Incuriosita e infastidita da quanto avvenuto, ha telefonato al ristorante e ha scoperto che questo fantomatico "contributo" altro non era che la mancia. "Siamo stati benissimo, il servizio, il locale e il cibo erano ottimi. Non è una questione di soldi. (…) Quello che mi ha dato fastidio è la poca chiarezza", ha dichiarato Carlotta.

La mancia si trasforma in "contributo volontario"

Il ristorante incriminato è quello dell’Hotel Hermitage della Compagnia Starhotels di Forte dei Marmi. Stando al racconto di Roncarà, il conto della serata superava i 500 euro (77 euro a persona) e il "contributo volontario" era di 48,10 euro, pari al 10% dell’imponibile e indicato separatamente, senza Iva.

Quando Carlotta ha chiamato i diretti interessati per avere spiegazioni si è sentita rispondere che "si tratta di una mancia che adesso viene inserita nel conto e che, quando ti presentano lo scontrino e tu lo accetti senza contestarlo, quella vale come presa visione e quindi come accettazione della mancia".

Tuttavia, se il contributo è volontario, non dovrebbe essere imposto. In più, dovrebbe essere spiegato al cliente prima dell’addebito in conto, così che tutti abbiano la possibilità di accettarlo o meno. Non può valere il concetto di "silenzio assenso".

Cameriere si occupa della cassa del ristorante 123rf

Cameriere che fa pagare il conto al ristorante con la carta di credito

La replica dell’Hotel Hermitage di Forte dei Marmi

La Stampa ha contattato l’Hotel Hermitage per avere una replica e il direttore Paolo Marroni ha spiegato che il contributo è stato introdotto 18 mesi fa per recepire la nuova disciplina fiscale sulle mance elettroniche e garantire una distribuzione più equa al personale. Ha dichiarato:

"Abbiamo iniziato a utilizzare questo sistema per normare la mancia elettronica e poterla redistribuire a tutto il personale e non ci sono mai stati fraintendimenti. È una soluzione positiva perché viene inserita in busta paga e ripartita equamente tra sala e cucina, evitando che le mance vengano gestite solo da chi le riceve direttamente".

Marroni ha aggiunto che il contributo viene inserito nel preconto e non direttamente nello scontrino finale proprio perché il cliente possa essere libero di eliminarlo, ridurlo o aumentarlo. "Normalmente il cameriere presenta il preconto, verifica che sia tutto corretto e spiega la presenza del contributo volontario, assicurandosi che il cliente abbia compreso e sia d’accordo. È una prassi consolidata", ha sottolineato.

Il direttore dell’Hermitage ha dichiarato che il personale di sala ha rispettato la procedura, informando l’influencer e gli altri commensali sulla gestione della mancia. "Evidentemente qualcosa è venuto a mancare da parte nostra oppure si è verificato un malinteso", ha concluso Marroni.

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Domande frequenti

La mancia al ristorante in Italia è obbligatoria?

In Italia la mancia non è obbligatoria. Può essere lasciata liberamente dal cliente e, se inserita nel conto, va spiegata prima del pagamento.

Cosa è successo nel caso di Forte dei Marmi?

Una influencer ha trovato in conto quasi 50 euro indicati come “contributo volontario”. Solo dopo la chiamata al locale ha scoperto che si trattava della mancia.

Perché la cliente si è lamentata?

Ha contestato soprattutto la scarsa trasparenza. Il servizio, il locale e il cibo li ha giudicati ottimi, ma non si aspettava un addebito presentato in quel modo.

Come ha giustificato il ristorante l'addebito?

Il direttore ha spiegato che il sistema serve a gestire la mancia elettronica e a distribuirla tra sala e cucina, inserendola nel preconto e non nello scontrino finale.

Il cliente può togliere il contributo volontario?

Secondo la replica del locale sì, perché il preconto consentirebbe di eliminarlo, ridurlo o aumentarlo. Resta però fondamentale che l'importo sia chiaramente comunicato prima.

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