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Cavalli trattati con farmaci e destinati alla tavola: la nuova inchiesta europea

Sulle nostre tavole potrebbe essere finita carne di cavallo non destinata al consumo umano: Europol ha smascherato un sistema illegale di macellazione.

Diversi cavalli nel recinto 123rf
Recinto con cavalli di colore diverso
  • L'operazione coordinata da Europol ha smascherato un traffico illecito di cavalli sportivi e da diporto, trasformati in carne destinata alla tavola con documenti falsi.
  • Le indagini hanno portato a 24 perquisizioni e al controllo di oltre mille animali, con la scoperta di passaporti alterati, microchip manomessi e dati sanitari cancellati.
  • La debolezza dei sistemi di tracciabilità europei favorisce la frode e espone i consumatori a residui farmacologici potenzialmente dannosi per la salute.

Le autorità di Belgio, Francia, Irlanda e Paesi Bassi, coordinate da Europol, hanno condotto un’operazione congiunta che ha portato a 24 perquisizioni e al controllo di oltre mille cavalli. Ciò che è saltato fuori è a dir poco sconcertante: sul mercato è stata immessa carne di equini che, per legge, non possono essere destinati al consumo umano.

L’inchiesta di Europol sulla carne di cavallo

Ancora una volta, la carne di cavallo è finita al centro di un’operazione internazionale, coordinata da Europol, che ha coinvolto Belgio, Francia, Irlanda e Paesi Bassi. L’indagine ha permesso si scovare una vera e propria organizzazione criminale che modificava l’identità di cavalli sportivi e da diporto col fine di includerli nella macellazione destinata al consumo umano.

La legge, è doveroso sottolinearlo, esclude animali di questo tipo dalla filiera alimentare e non lo fa per un motivo bizzarro o per capriccio, ma per questioni che riguardano la salute delle persone. Equini di questo tipo, usati per attività agonistiche o anche per semplici passeggiate, vengono sottoposti nell’arco della vita a diversi trattamenti farmacologici, motivo per cui si vieta senza se e senza ma il consumo della loro carne.

Cavallo bianco curato da una veterinaria 123rf

Veterinaria cura un bellissimo cavallo bianco

Il traffico illecito

Stando a quanto ricostruito dall’associazione dei consumatori Foodwatch, tra l’8 e il 9 settembre 2026, le autorità hanno effettuato 24 perquisizioni e controllato più di mille cavalli. Grazie a questa indagine sono riuscite a smascherare un traffico illecito basato principalmente su due attività: la falsificazione dei passaporti equini e la manomissione dei microchip identificativi.

In parole semplici, agli animali sportivi e da diporto, che per legge devono essere smaltiti in altro modo, veniva data una sorta di "nuova identità". Così facendo, si cancellava la loro storia precedente, cartella sanitaria compresa, rendendoli adatti, almeno sulla carta, alla macellazione per il consumo umano.

L’escamotage dei trafficanti

A questo punto, una domanda sorge spontanea: come hanno fatto i truffatori ad agire in questo modo? A detta degli inquirenti, la ‘colpa’ è della debolezza strutturale dei sistemi di tracciabilità europei. Le normative comunitarie, pur prevedendo un documento identificativo individuale per ogni cavallo, nonché un microchip e banche dati nazionali, non dispongono di un archivio unico e centralizzato a livello UE. Di conseguenza, i delinquenti, di cui il mondo è sempre pieno, hanno ampia libertà di movimento.

Stando a quanto dichiarato dalla veterinaria Eva Rigonat a Il Fatto Alimentare, questo meccanismo va avanti da più di dieci anni proprio a causa di questa debolezza strutturale. I trafficanti, consapevoli dell’assenza dell’obbligo di registrare ogni movimentazione degli animali, sono stati, almeno fino a oggi, liberi di agire.

I protagonisti di questa triste vicenda, però, non sono solo coloro che speculano su una carne che non si dovrebbe vendere, ma anche i proprietari dei cavalli. Questo ‘smaltimento’ gli costa molto meno di quello previsto dalla legge. Insomma, oltre a fregarsene del bene animale, non si interessano nemmeno di quello degli esseri umani.

Quali sono i rischi per il consumo umano?

Tralasciano l’aspetto legato al ‘dio denaro’, quello che dovrebbe interessare coloro che sono soliti consumare carne di cavallo – visto che questa ciccia potrebbe essere arrivata anche in Italia – è l’impatto sulla salute. Gli equini utilizzati per lo sport o il tempo libero ricevono nel corso della loro vita diversi trattamenti farmacologici, talvolta intensivi.

Pensiamo, ad esempio, ai cavalli trattati con antinfiammatori o altre sostanze: ovviamente, la loro carne avrà residui dei farmaci. Di conseguenza, i consumatori andranno incontro a rischi tossicologici che, ad oggi, non si possono prevedere. La soluzione, per mettere fine a traffici di questo tipo (nonché alla sofferenza degli animali) c’è: evitare di mangiare la loro ciccia.

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Domande frequenti

Che cosa ha scoperto l'inchiesta europea sulla carne di cavallo?

L'operazione coordinata da Europol ha rivelato un traffico illecito di cavalli sportivi e da diporto, poi immessi nella filiera alimentare con identità false.

Perché questi cavalli non dovrebbero finire al consumo umano?

Per legge sono esclusi dalla filiera perché ricevono spesso trattamenti farmacologici nel corso della vita, con possibili residui pericolosi nella carne.

Come veniva aggirato il sistema di controllo?

I trafficanti falsificavano i passaporti equini e manomettevano i microchip, cancellando la storia sanitaria degli animali e rendendoli macellabili solo sulla carta.

Perché il traffico è durato così a lungo?

Le norme europee prevedono microchip e registri nazionali, ma manca un archivio unico UE. Questa frammentazione rende più facile alterare i dati.

Quali rischi corre chi consuma questa carne?

I consumatori possono ingerire residui di farmaci come antinfiammatori o altre sostanze, con effetti tossicologici difficili da prevedere.

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