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Questa “spugna” sta facendo il giro del web: ma è davvero buona?

Sembra una spugna usata, ma è un dessert virale che sta conquistando i social: un gioco sensoriale che unisce ironia e dolcezza

Spugna dolce, dessert (AI) 123rf (AI)

Sembra uscita da sotto il lavello, con i suoi strati verde e giallo perfettamente sovrapposti, pronta a strofinare un piatto incrostato. Invece no: quello che vedi nei video che stanno girando su TikTok e Instagram non è un utensile da cucina, ma un dolce che sta dividendo il pubblico tra scettici e curiosi.

Il colpo d’occhio è straniante: davanti a quella che sembra una comunissima spugna per piatti, con tanto di "schiuma" bianca e talvolta adagiata su delle tracce di "detersivo" sotto, la mente fatica a credere che si tratti di un dessert virale, pensato proprio per ingannare l’occhio e sorprendere il palato. Ma il dubbio rimane: sarà anche buono o solo una trovata scenografica?

La fama della spugna per piatti dolce

Il motivo per cui se ne parla così tanto è semplice: a prima vista sembra un oggetto del tutto banale, uno di quelli che non assoceremmo mai al piacere del cibo. Ed è proprio in questo cortocircuito visivo che si gioca la sua forza. Una spugna evoca lavoro domestico, sapone e piatti incrostati, non certo zucchero, agrumi o morbide consistenze. Vederla servita in un piattino, pronta a essere assaggiata, crea sorpresa e innesca la voglia di condivisione.

Dolce spugna per piatti 123rf AI

Dolce spugna per piatti (AI)

Video e foto (specie su TikTok) raccontano benissimo come questa dinamica funzioni alla perfezione: un’immagine che confonde i sensi, un gesto inatteso come infilare la forchetta in un materiale che dovrebbe essere ruvido e imbevuto di detersivo, e invece rivela dolcezza e morbidezza. È il tipico contenuto che si diffonde rapidamente, perché unisce la componente spettacolare alla possibilità di raccontare una piccola storia in pochi secondi.

Il risultato è un dessert virale che ha conquistato la scena digitale proprio perché sa unire ironia e golosità. L’onda lunga è iniziata all’estero, con testate come il Sun che già a maggio le ha dedicato un articolo, ma recentemente è arrivato anche n Italia: è recentissimo un contenuto che narra la sua presenza in un ristorante di Senigallia e ne racconta l’inattesa complessità.

Di cosa è fatta?

Dietro l’apparenza ingannevole, la spugna dolce è tendenzialmente una variazione sul tema del pan di Spagna o di altri impasti leggeri, lavorati in modo da rendere la texture soffice e alveolata. Il colore è ottenuto con coloranti alimentari naturali o artificiali: il giallo richiama la parte morbida della spugna, il verde simula lo strato abrasivo. A completare l’illusione, alcuni pasticceri aggiungono una spuma di panna, di albume montato, di chantilly o di meringa sbriciolata, così da suggerire l’idea della schiuma del detersivo.

Spugna dolce per piatti

Spugna dolce per piatti (AI)

Non esiste una sola ricetta, perché il trend ha viaggiato attraverso i social e ogni creator o ristorante ha adattato il concetto secondo i propri gusti e stili. In alcuni casi si tratta di un semplice dolce casalingo, in altri di una costruzione più raffinata con aromi agrumati, strati farciti e abbinamenti insoliti. La forza di questa preparazione sta proprio nella libertà interpretativa: ciò che deve rimanere invariato è l’impatto visivo, quell’attimo in cui il cervello fatica a distinguere se ci si trova davanti a un utensile da cucina o a un dessert virale pronto da assaggiare.

Perché i cibi che sembrano tutt’altro ci piacciono?

Il fascino di un dolce che assomiglia a una spugna da cucina non sta solo nell’effetto sorpresa, ma in qualcosa di più profondo che riguarda il nostro rapporto con il cibo. L’essere umano è attratto dagli inganni percettivi: quando ciò che vediamo non coincide con ciò che assaggiamo, il cervello si accende, registra lo scarto e lo trasforma in un ricordo memorabile.

In pasticceria e in cucina questo gioco di illusioni ha radici antiche: basti pensare al marzapane scolpito in frutta o verdura, alle finte uova fatte con panna e albicocca, fino alle preparazioni contemporanee che riproducono oggetti di uso comune.

Il caso della "spugna" non è isolato. Alcuni ristoranti hanno affiancato al dolce un bicchierino di "acqua sporca" dall’aspetto torbido, che in realtà è una miscela profumata di curcuma, zenzero e olio di cocco. Anche in questo caso, ciò che funziona è la tensione tra l’apparenza poco invitante e la sorpresa di un gusto fresco e aromatico.

Lo stesso meccanismo è alla base di tante creazioni diventate virali: la torta a forma di cipolla che invece profuma di vaniglia, le mousse che ricordano un vaso di terra con tanto di fiori edibili, fino ai dessert serviti in lattine o barattoli per aumentare l’effetto straniante. Non è solo questione di estetica, ma di emozione: ridere di un piatto che sembra tutt’altro, stupirsi per un morso che smentisce ciò che l’occhio aveva già deciso.

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