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Cosa succede se si mangia cibo scaduto

Cosa succede se si mangia cibo scaduto? La domanda è legittima e riguarda tutti: a chi non è capitato di consumare un prodotto fuori termine?

Cosa succede se si mangia cibo scaduto? La domanda è legittima e riguarda tutti: a chi non è capitato, per distrazione o sbadataggine, di consumare un prodotto scaduto, magari per aver dimenticato di guardare l’etichetta? Niente paura. Ecco le regole auree da seguire quando si hanno dubbi o perplessità a proposito di questo argomento così delicato.

Data di scadenza: le differenze tra i vari alimenti

La data di scadenza riportata sull’etichetta degli alimenti è l’incubo di tutti. Ma cosa succede se consumiamo cibo dopo la “deadline” indicata? Come regola generale, se a scadere è un alimento fresco è meglio gettarlo via senza indugio; al contrario, un cibo a lunga conservazione  o conservato correttamente nel congelatore può essere consumato anche a distanza di una o due settimane dalla data di scadenza riportata.

Cibi scaduti: cosa fare con i prodotti freschi

Si consiglia quindi di non utilizzare il latte fresco dopo cinque giorni, mentre lo yogurt può essere consumato anche qualche giorno dopo la scadenza. A differenza dei formaggi a pasta dura, quelli freschi non andrebbero consumati dopo il giorno evidenziato in etichetta.

Cibi scaduti: i prodotti secchi

Diverso invece è il caso per quel che riguarda un’altra categoria di alimenti di uso comune. I cibi secchi, come riso, pasta, biscotti, fette biscottate o tonno, sono invece a conservazione lunga, con scadenze medie di due/tre anni.

Scadenza dei cibi: il caso del miele

Veniamo ora al miele. Come racconta la biologa nutrizionista Chiara Usai, grazie alla sua composizione chimica, è un alimento estremamente conservabile, se riposto correttamente a temperatura ambiente e in un luogo buio e asciutto. Si spiegherebbe, così, la leggenda che vede rinvenuta un’anfora di miele, risalente alla Grecia Antica, perfettamente conservato. A tal proposito la dottoressa chiarisce che, avendo un ridotto contenuto d’acqua ed invece un’elevata quantità di zuccheri, è un alimento cosiddetto “stabile”, difficilmente attaccabile dai lieviti. Ciò nonostante, temperature elevate ed esposizione diretta alla luce lo possono “invecchiare”, facendogli perdere le sue caratteristiche organolettiche. La data che troviamo sui barattoli, quindi, è solo quella entro cui tali proprietà sono garantite, e oltre la quale si perdono enzimi, capacità antibiotiche e vitamine. In poche parole, consumare miele dopo la scadenza non fa né male né bene!

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