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La parmigiana in spiaggia divide la Puglia: nuovo scontro sul cibo negli stabilimenti

Assoturismo dice che i pasti completi portati da casa rovinano il decoro dei lidi. Il presidente della Regione Antonio Decaro risponde che il mare non può diventare un lusso. Ma cosa dice davvero la legge?

Fetta di parmigiana di melanzane IStock
  • In Puglia la questione del cibo portato in spiaggia ha acceso lo scontro tra Regione e associazioni di balneari sul diritto dei bagnanti di consumare pasti al sacco.
  • La normativa è chiara: gli stabilimenti non possono vietare il consumo di cibo portato da casa, mentre le regole regionali puntano a ridurre l’uso della plastica monouso.
  • Il confronto resta sul buon senso e la convivenza, con gli operatori preoccupati per igiene, rifiuti e immagine e i bagnanti difesi dalle istituzioni.

La parmigiana di melanzane, la frittata di maccheroni, la teglia chiusa con la stagnola. Il pranzo al sacco è un rito delle spiagge italiane, soprattutto quelle meridionali dove il rapporto con la tavola è da sempre più viscerale, letteralmente. Si vuole mangiare e si vuole farlo bene, con tutte le meravigliose pietanze protagoniste della stagione.

Se l’abbuffata al sole non è un problema in una spiaggia libera, lo stesso non potrebbe dirsi tuttavia per i lidi privati. Ecco che ogni estate torna la stessa domanda: si può portare cibo negli stabilimenti balneari? Quest’anno, in Puglia, a litigare non sono un cliente e un bagnino, ma il presidente della Regione Antonio Decaro e Assoturismo, la federazione degli operatori del turismo di Confesercenti.

Lo scontro tra la Regione e i balneari

Alle spalle c’è una tensione che ogni estate attraversa le spiagge pugliesi, dal Gargano al Salento, dove diversi lidi scoraggiano il cibo dall’esterno appellandosi a regolamenti interni e spingendo di fatto i bagnanti a rifornirsi ai loro chioschi. Una pratica opaca e poco gradita.

A far esplodere il caso è stata Assoturismo Capitanata, che ha espresso preoccupazione per il consumo nei lidi di cibo portato da casa. Secondo l’associazione non si tratta di un semplice panino, ma spesso di "veri e propri pasti completi", tra pasta, secondi, frutta e dolci con ricadute su igiene, gestione dei rifiuti, pulizia delle aree comuni e sull’immagine di qualità costruita negli anni dagli imprenditori balneari.

Decaro ha risposto con un video sui social, schierandosi con i bagnanti. Ha ricordato che il costo di ombrelloni e lettini è già alto e ha contestato l’idea di obbligare chi sceglie uno stabilimento a mangiare solo al bar o al ristorante del lido. "Il mare è un bene comune, non può diventare un lusso", ha sintetizzato.

iStock

Cosa dice la legge

Al di là della polemica, il punto giuridico è netto. Nessuno stabilimento può mai vietare ai clienti di portare e consumare il proprio cibo. In pratica:

  • Puoi portare il pranzo da casa e mangiarlo sotto l’ombrellone, anche in un lido privato.
  • Tieni conto che in Puglia, dal 2019, sulle spiagge è vietata la plastica monouso: servono posate e stoviglie biodegradabili.
  • Nessuno può costringerti a consumare soltanto al bar o al ristorante dello stabilimento.

Le regole regionali, insomma, un limite lo pongono già, ed è quello ambientale, non quello del panino.

Un nodo di convivenza

Resta il tema del buon senso. Un conto è aprire un tramezzino all’ombra, un altro è apparecchiare un banchetto per dieci con pentole, vassoi e bibite. Magari all’ombra di mastodontici gazebo o di un improvvisato villaggio di ombrelloni, disposti in modo contiguo e ravvicinati per creare ampie zone d’ombra. Scene già viste. Ecco che allora la questione vera non è la parmigiana, di melanzane o di zucchine che sia. Si parla solo di esagerazioni.

Su questo, ad onor del vero, Assoturismo un argomento a suo favore ce l’ha ed è più una questione di decoro e di rispetto reciproco che di divieti. D’altronde, per tutti gli irriducibili del pranzo pantagruelico, sul principio la legge non lascia margini: al mare, il pranzo da casa si può portare.

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Domande frequenti

Posso portare il pranzo da casa in un lido privato?

Sì: la legge non permette agli stabilimenti di vietare di consumare cibo portato da casa sotto l'ombrellone.

Quali vincoli ambientali devo rispettare in Puglia?

Dal 2019 sulle spiagge pugliesi è vietata la plastica monouso: usa posate e stoviglie biodegradabili.

I gestori possono obbligarmi a mangiare al bar del lido?

Non possono costringerti: nessuno stabilimento può imporre l'acquisto di cibo interno come obbligo.

Quando il pranzo da casa diventa un problema per gli altri bagnanti?

Si crea disturbo quando si allestiscono banchetti con pentole e vassoi che occupano spazio e sporcano le aree comuni.

Perché gli operatori balneari si oppongono al cibo esterno?

Temono impatti su igiene, gestione rifiuti e sull'immagine di qualità dei lidi, oltre alla perdita di clienti ai chioschi.

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