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Supermercati sotto attacco hacker, cresce la preoccupazione per il cibo che acquistiamo

Anche i supermercati italiani sono finiti sotto attacco degli hacker, ma ci sono davvero pericoli o rischi per i consumatori? No, ma bisogna comunque essere accorti.

Panoramica interna del supermercato 123rf
Interno del supermercato visto dall'alto
  • Gli hacker hanno colpito i sistemi di refrigerazione di alcuni supermercati italiani, sfruttando possibili vulnerabilità di impianti connessi a internet e non aggiornati.
  • Un’interruzione della catena del freddo può compromettere alimenti delicati, ma il rischio dipende dal prodotto, dalla temperatura raggiunta e dalla durata dell’esposizione.
  • Gli episodi segnalati sono limitati e interessano soprattutto Sicilia ed Emilia Romagna; autorità e operatori monitorano la situazione e la sicurezza alimentare.

A distanza di tre settimane dall’attacco ai supermercati francesi, anche l’Italia è finita nel bersaglio degli hacker. Le intrusioni nei sistemi di refrigerazione di alcuni punti vendita del Paese hanno messo in allerta Palazzo Chigi e la Polizia Postale, ma noi dobbiamo davvero preoccuparci di quello che mettiamo nel carrello? Anche se la catena del freddo viene interrotta, i consumatori possono stare tranquilli, o almeno si spera.

Perché gli hacker prendono di mira i frigoriferi dei supermercati?

Quando pensiamo a un attacco hacker, immaginiamo generalmente il furto di dati personali, password o informazioni bancarie. Questa volta, però, il problema riguarda qualcosa di molto più vicino alla nostra quotidianità: i sistemi che controllano la temperatura dei frigoriferi e dei congelatori dei supermercati.

Come spiegato dagli esperti, molti impianti industriali sono collegati a internet e possono essere gestiti da remoto. Si tratta di una comodità per le aziende, che così possono monitorare sia il funzionamento delle apparecchiature che una possibile vulnerabilità nel momento in cui i sistemi sono vecchi, non aggiornati o protetti in maniera insufficiente.

Tuttavia, stando a quanto riferito ad ANSA dal professor Stefano Zanero, docente di Cybersecurity al Politecnico di Milano, alcuni macchinari possono rimanere in funzione anche per 20, 30 o 40 anni senza ricevere aggiornamenti adeguati sul fronte della sicurezza informatica. Ecco, allora, che gli hacker si trovano la strada spianata, o comunque un accesso facilitato. L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha quindi richiamato gli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e della refrigerazione industriale a rafforzare le protezioni.

A questo punto, un paio di domande sorgono spontanea: perché colpire i supermercati? Qual è il ‘guadagno’? Al momento, non abbiamo una risposta certa, ma in ballo ci sono diversi scopi: creare danni economici e disagi, destabilizzare e attirare l’attenzione, dimostrare la vulnerabilità di un sistema.

Cestino di plastica per la spesa nel supermercato 123rf

Cestino per la spesa in primo piano con supermercato sullo sfondo

Quali alimenti potrebbero essere a rischio?

Chiarito a grandi linee perché i pirati informatici agiscono, veniamo ai possibili rischi per i consumatori. Il problema principale è un’eventuale interruzione della catena del freddo, cioè il mantenimento delle temperature corrette durante il trasporto, lo stoccaggio e la conservazione degli alimenti.

Tra i prodotti maggiormente interessati ci sono carne, pesce, latte, yogurt, panna, burro, formaggi, salumi, pasta fresca, insalate confezionate, piatti pronti e alimenti surgelati, come verdure, minestroni e gelati. Parliamo di cibi delicati che, se vengono esposti per troppo tempo a temperature superiori a quelle raccomandate, possono diventare un ambiente favorevole alla proliferazione di microrganismi potenzialmente dannosi per la salute. Inoltre, in alcuni casi, i batteri possono produrre tossine nocive.

Come ha spiegato ad ANSA Antonella Maugliani, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità, per stabilire se un alimento sia ancora sicuro bisogna considerare diversi fattori: il tipo di prodotto, la temperatura raggiunta e soprattutto la durata dell’esposizione. Ovviamente, più il tempo è prolungato, più è preferibile evitare il consumo.

Cosa sta succedendo in Italia: dobbiamo davvero preoccuparci?

Al momento, in Italia, la situazione è sotto controllo. L’impatto degli attacchi risulta fortemente limitato, con poche unità commerciali interessate rispetto alle migliaia presenti sul territorio nazionale. Nello specifico, gli episodi segnalati riguarderebbero in particolare la Sicilia e l’Emilia Romagna. Sull’isola, secondo quanto riferito da Federdistribuzione, sarebbero stati coinvolti circa 20 supermercati nelle province di Catania, Ragusa e Palermo.

Nel frattempo, la Polizia Postale ha avviato le indagini per chiarire la dinamica degli attacchi e individuare eventuali responsabilità e le autorità stanno intensificando i controlli e il monitoraggio della filiera alimentare. Per i consumatori, quindi, non c’è motivo di pensare che i prodotti in commercio siano generalmente pericolosi. Anche perché, gli alimenti che non rispettano le condizioni di conservazione devono essere esclusi dalla vendita direttamente dai gestori, quindi è difficile che finiscano nel carrello. In ogni modo, la vigilanza resta alta perché proteggere la sicurezza informatica dei supermercati significa pure tutelare ciò che arriva sulle nostre tavole.

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Domande frequenti

Perché gli hacker colpiscono i sistemi di refrigerazione dei supermercati?

Gli attacchi possono causare danni economici e disagi, attirare l’attenzione o mettere in evidenza le vulnerabilità dei sistemi. Al momento, però, non è chiaro quale sia lo scopo specifico.

Quali alimenti potrebbero essere coinvolti da un’interruzione della catena del freddo?

Tra i prodotti più delicati ci sono carne, pesce, latticini, salumi, pasta fresca, insalate confezionate, piatti pronti e surgelati.

Quando un alimento conservato male può diventare rischioso?

La sicurezza dipende dal tipo di alimento, dalla temperatura raggiunta e dalla durata dell’esposizione. Più a lungo un prodotto resta fuori dalle condizioni raccomandate, più è prudente evitarne il consumo.

La situazione nei supermercati italiani è sotto controllo?

Sì, l’impatto segnalato è limitato rispetto al numero di supermercati presenti in Italia. Gli episodi riguardano in particolare Sicilia ed Emilia Romagna e le autorità stanno monitorando la filiera.

I prodotti a rischio possono arrivare sugli scaffali?

I gestori devono escludere dalla vendita gli alimenti che non rispettano le corrette condizioni di conservazione. Per questo, al momento, non c’è motivo di ritenere generalmente pericolosi i prodotti in commercio.

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