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Ricette con Saké

Il sake è una bevanda alcolica antichissima e originaria del Sol Levante, ne esistono diverse varietà che vengono apprezzate ormai in tutto il mondo. Essendo un vino di riso, va consumato con parsimonia Saké

Il sake è una delle bevande più popolari in Giappone, ma ormai si sta diffondendo a macchia d’olio grazie alla popolarità della cucina giapponese e del sushi in particolare, molto apprezzati negli ultimi anni. Si tratta di una delle caratteristiche tipiche e storiche del Sol Levante.

Sake, le caratteristiche

Il sake non è altro che un vino di riso prodotto in diversi modi. Le sue varietà, infatti, sono notevoli. La prima volta è stato spillato più di duemila anni fa, su per giù nel 300 a.C. Originariamente veniva definito addirittura “la bevanda degli Dei” e rappresenta un vero e proprio status symbol per i giapponesi.

Di sake, anche conosciuto con il termine di nihonshu, così come accade per altri tipi di alcolici, ne esistono varie tipologie. Della sua categorizzazione se n’è occupata la National Tax Agency, nient’altro che l’Agenzia delle Entrate giapponese, a partire del 1989. Le tecniche di produzione tutt’oggi continuano a evolversi, motivo per cui fare ordine è necessario. Le due macrocategorie sono Junmai, puro riso e privo di alcol, e honjozo. In base alla fermentazione e agli ingredienti, ci sono otto tipi principali di questa bevanda perlopiù alcolica.

Sake, i valori nutrizionali

Il sake, ogni 100 grammi di prodotto, contiene 134 kcal. Di queste: 0,5 g di proteine; 5 g di carboidrati; 2 mg di sodio; 16,1 g di alcol e 78,4 g di acqua. Presenta anche una discreta quantità di sali minerali, di cui: 5 mg di calcio; 0,1 mg di ferro, 6 mg di magnesio e la stessa dose di fosforo; 25 mg di potassio; 2 di sodio; 0,02 mg di zinco e 0,009 di rame; 1,4 µg di selenio.

Sake, i benefici e le controindicazioni delle principali varietà

L’etanolo nel sake può essere aggiunto in quattro delle otto varietà più diffuse: daiginjo, ginjo, tokubetsu honjozo e honjozo. La quantità di alcool etilico ha una conseguenza diretta sul gusto e sull’aroma di questa bevanda. Incide anche sulla data di scadenza. Un dettaglio importante è che deve essere meno del 10% del riso raffinato contenuto.  La gradazione alcolica, quindi, cambia in base alle caratteristiche di ogni singola varietà. Il consiglio è sempre quello di consumarlo con parsimonia, soprattutto quando le quantità di alcol sono elevate e possono provocare problemi al fegato.

Tuttavia, il sake ha anche dei benefici che vale la pena conoscere e ai quali aspirare con le giuste quantità. Questa bevanda, infatti, può ridurre il rischio di cancro, di allergie e di ipertensione arteriosa. Previene l’osteoporosi, le malattie cardiache, il diabete, l’Alzheimer ed è efficace contro l’invecchiamento. Infine, idrata la pelle.

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