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World Pizza Day: la Margherita resta la regina d'Italia, è ancora la più ordinata

I dati di 50 Top Pizza e dell'Osservatorio della Pizza Napoletana fotografano un settore in evoluzione tra tradizione e innovazione

Pizza Margherita con pomodoro, mozzarella e basilico appena sfornata

È l’espressione più classica e autentica del settore, la pizza per antonomasia: la margherita resta la più amata e la più ordinata dagli italiani. A dirlo sono i dati presentati in occasione del World Pizza Day 2026, che abbiamo ottenuto incrociando la ricerca dell’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana con l’indagine condotta da 50 Top Pizza sulle abitudini di consumo nelle pizzerie della guida.

Il comparto muove cifre importanti, con 15 miliardi di euro di fatturato annuo, oltre 50.000 pizzerie attive su tutto il territorio nazionale, più di 300.000 addetti e oltre 8 milioni di pizze sfornate ogni giorno. Un universo che si divide tra grandi catene artigianali e pizzerie a conduzione familiare, con differenze sostanziali nei prezzi, ma un’unica solidissima certezza.

Il dominio incontrastato della margherita

L’indagine di 50 Top Pizza, condotta tra le prime dieci catene artigianali e un campione rappresentativo di pizzerie della classifica nazionale, rivela che la pizza margherita con fior di latte resta la prima scelta assoluta. Nelle catene artigianali la preferisce il 60% dei clienti, mentre nelle pizzerie a gestione individuale la percentuale scende al 45%, lasciando più spazio a proposte creative e stagionali.

Lo scontrino medio racconta un’altra storia: nelle catene artigianali si attesta a 19,65 euro, mentre nelle pizzerie individuali sale a 29,43 euro. Il 65% delle pizzerie artigianali presenta uno scontrino superiore ai 20 euro, con una concentrazione significativa nella fascia tra 31 e 40 euro. Un posizionamento medio-alto che riflette l’evoluzione della pizza da cibo popolare a esperienza gourmet.

Nelle catene il risultato è il medesimo. Che si tratti della variante con mozzarella di bufala, la cosiddetta bufalina, o della classica con fior di latte, nessuna altra proposta può insidiare la cima del podio. Le pizze creative e stagionali si fermano un gradino sotto.

Pizza Margherita con pomodoro, mozzarella e basilico appena sfornata

L’Indice Pizza Napoletana Margherita

L’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana, nato dalla collaborazione tra l’Università Parthenope di Napoli, il CNR, l’Associazione Verace Pizza Napoletana e FIPE Confcommercio Campania, ha presentato per la prima volta l’Indice Pizza Napoletana Margherita. Lo strumento misura le variazioni di prezzo del prodotto sul territorio nazionale, prendendo come riferimento il costo medio napoletano.

I dati raccolti su 101 pizzerie certificate AVPN mostrano un costo medio nazionale di 7,04 euro per una margherita napoletana. Ma le differenze territoriali sono evidenti: a Napoli il prezzo medio è di 6,74 euro, al Sud 6,72 euro, al Centro 7,46 euro e al Nord 7,66 euro.

Nonostante gli aumenti record dei costi di ingredienti chiave come mozzarella e olio d’oliva, il prezzo della margherita nell’ultimo anno ha registrato incrementi contenuti. Per il 31,30% delle pizzerie intervistate l’aumento è stato tra 0,01 e 0,50 euro, per il 22,90% tra 0,51 e 1 euro, mentre il 14,60% non ha ritoccato i prezzi. Un segnale che la pizza napoletana resta un baluardo della cucina democratica e accessibile.

Il paradosso del divario di genere

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda il ruolo delle donne nel settore. Se la presenza femminile è forte nella proprietà delle attività (38,5%) e nella gestione della sala (50,5%), la professione di pizzaiola resta un’eccezione rarissima: solo il 2% di chi sta al forno è donna.

Un paradosso che Antonio Pace, presidente AVPN, ha definito un muro culturale da abbattere. La trasmissione del sapere artigianale avviene ancora prevalentemente in contesti familiari e maschili, creando una barriera significativa all’ingresso delle donne in un mestiere che l’UNESCO ha riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità nel 2017.

I dati del World Pizza Day 2026 restituiscono quindi l’immagine di un settore solido, radicato nella tradizione ma capace di evolversi, soprattutto nel segmento artigianale di alta gamma dove la creatività dei pizzaioli diventa elemento distintivo e valore aggiunto riconosciuto dai consumatori.

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