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Addio a Nadia Santini, prima donna italiana a conquistare tre stelle Michelin

Dalla passione per la cucina nata grazie al marito Antonio ai riconoscimenti internazionali: ripercorriamo la storia della chef Nadia Santini, morta il 2 novembre 2026.

Nadia Santini con il marito Antonio Ansa
Chef Nadia Santini in compagnia del marito Antonio

Il mondo della gastronomia italiana perde una delle sue protagoniste più importanti. Il 2 novembre 2026 è morta Nadia Santini, chef del ristorante Dal Pescatore, a Runate, frazione di Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. È stata la prima donna italiana a conquistare tre stelle Michelin, un traguardo raggiunto nel 1996 e mantenuto per decenni. Ma dietro questo successo c’è una storia fatta di famiglia, sacrifici e amore per la cucina: quella di una donna che, pur senza una formazione professionale, è riuscita a diventare un punto di riferimento della gastronomia internazionale.

Dalla cucina di famiglia ai vertici della gastronomia: la storia di Nadia Santini

Nata nel 1954 a San Pietro Mussolino, in provincia di Vicenza, Nadia Santini aveva seguito un percorso di studi lontano dal mondo della gastronomia. Dopo l’Università, dove si era iscritta a Scienze politiche, arrivò un incontro destinato a cambiarle la vita: quello con Antonio Santini, il futuro marito. Fu proprio per lui che cominciò a cucinare, inizialmente senza particolari ambizioni, ma con il piacere di preparargli qualcosa di buono. Non poteva ancora sapere che quei primi esperimenti ai fornelli avrebbero dato il via a una carriera straordinaria.

La passione crebbe anche grazie a un’esperienza condivisa con Antonio: il viaggio di nozze in Francia, durato circa un mese e mezzo. I due visitarono diversi ristoranti, entrarono in contatto con la grande cucina francese e scoprirono un modo nuovo di intendere la gastronomia. Tornati in Italia, iniziarono a guardare con occhi diversi il Dal Pescatore, ristorante della famiglia Santini a Runate, nel mantovano.

Nadia continuò a imparare, raccogliendo gli insegnamenti della suocera Bruna e della nonna Teresa e facendo tesoro di ogni esperienza. Senza aver frequentato una scuola di cucina, riuscì a costruire gradualmente un proprio stile, fondato sulla tradizione e sulla qualità degli ingredienti. Antonio rimase al suo fianco, occupandosi della sala e dell’accoglienza. Quello che inizialmente era solo un gesto d’amore si trasformò così in un progetto condiviso, destinato a portare il Dal Pescatore ai vertici della cucina internazionale.

Tre stelle Michelin e un riconoscimento mondiale: i traguardi

I primi importanti riconoscimenti arrivarono negli anni Ottanta. Nel 1982 il Dal Pescatore conquistò la prima stella Michelin, seguita dalla seconda nel 1988. Nel 1996 arrivò anche la terza, rendendo Nadia la prima chef italiana a raggiungere questo prestigioso traguardo. Il ristorante ha conservato la terza stella ininterrottamente, diventando una delle realtà più longeve della gastronomia italiana ai massimi livelli.

La consacrazione internazionale arrivò nel 2013, quando Nadia venne eletta World’s Best Female Chef nell’ambito dei The World’s 50 Best Restaurants. Un premio che riconosceva non solo la sua abilità ai fornelli, ma anche il contributo dato alla cucina internazionale.
Nel 2022 arrivò un altro omaggio significativo: la Guida Michelin le assegnò il titolo di Chef Mentor, premiando la sua capacità di trasmettere esperienza e conoscenze alle nuove generazioni.

Dai tortelli di zucca agli agnoli: la cucina come omaggio alla tradizione

Nonostante il successo internazionale, chef Santini non ha mai rinnegato le proprie radici. La sua cucina, che amava definire umanistica, si fondava sul rispetto delle materie prime, sulla conoscenza dei prodotti del territorio e sulla capacità di valorizzare le ricette di famiglia. Tra i piatti che hanno reso celebre il Dal Pescatore ci sono i tortelli di zucca, simbolo della tradizione mantovana, gli agnoli in brodo di gallina e i risotti. Preparazioni apparentemente semplici, dietro le quali si nascondevano una grande attenzione ai dettagli e una ricerca costante dell’equilibrio dei sapori.

Accanto a lei, per tutta la carriera, c’è stato Antonio, mentre oggi il ristorante è portato avanti dai figli Giovanni, chef, e Alberto, impegnato nell’accoglienza e nella sala. Con la scomparsa di Nadia se ne va una donna che ha dimostrato come la tradizione non sia un limite, ma possa diventare il punto di partenza per raggiungere traguardi straordinari. La sua eredità rimane nei suoi piatti, nella storia del Dal Pescatore e in un’idea di cucina fatta soprattutto di passione, semplicità e amore per gli altri.

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Domande frequenti

Quando è morta Nadia Santini?

Nadia Santini è morta il 2 novembre 2026.

Perché Nadia Santini è stata una figura pionieristica?

Nel 1996 è diventata la prima chef italiana a conquistare tre stelle Michelin, mantenute dal ristorante Dal Pescatore per decenni.

Come ha iniziato a cucinare Nadia Santini?

Dopo aver studiato Scienze politiche, cominciò a cucinare per il futuro marito Antonio. La passione crebbe anche durante un viaggio di nozze in Francia, alla scoperta della grande cucina.

Quali riconoscimenti internazionali ha ricevuto?

Nel 2013 è stata eletta World's Best Female Chef. Nel 2022 la Guida Michelin le ha conferito il titolo di Chef Mentor.

Quali piatti rappresentavano la cucina di Nadia Santini?

Tra le specialità del Dal Pescatore figuravano i tortelli di zucca, gli agnoli in brodo di gallina e i risotti, preparati valorizzando ingredienti e tradizione.

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