Da cibo popolare a specialità per turisti: il caso della focaccia da 14 euro a Matera
Quanto costa oggi la focaccia a Matera? Una ruota intera può raggiungere i 14 euro, una cifra che riapre il dibattito sul carovita

- A Matera il prezzo della ruota di focaccia è salito fino a 14 euro, suscitando malcontento tra i residenti per l'aumento del costo quotidiano.
- L'inflazione dei listini è alimentata da turismo, affitti dei locali nei Sassi, rincari delle materie prime e maggior valore commerciale degli spazi.
- Il confronto con altre città mostra prezzi più bassi dove la focaccia è consumo quotidiano; il rincaro rischia di trasformare un alimento popolare in un prodotto simbolico.
Comprare una ruota di focaccia è sempre stato il gesto più semplice del pranzo meridionale: si entra in panificio, si indica la teglia, si esce con il pezzo caldo tra le mani. Una spesa da pochi euro, buona per due persone o per una intera merenda di famiglia. A Matera, però, quello stesso gesto è finito dentro le cronache sul carovita. Il prezzo di una ruota intera nei forni della città arriva oggi a 14 euro, e la cifra ha acceso il malcontento di chi la città la vive dodici mesi l’anno.
- Quanto costa oggi una ruota di focaccia a Matera
- Perché il prezzo è salito così in fretta
- Quanto costa la focaccia nelle altre città del Sud?
- La focaccia nella tradizione del pane di Matera
- Un cibo popolare con un listino da specialità
Quanto costa oggi una ruota di focaccia a Matera
A essere precisi, la forbice dei prezzi nei panifici della città dei Sassi va dai 10 ai 14 euro per una ruota intera: molto dipende dal peso della teglia, dal condimento (la versione con pomodorini e olive costa più della classica con olio e origano) e soprattutto dalla posizione del forno rispetto al centro storico.
Chi acquista a fette se la cava con una spesa ridotta, e resta l’opzione più frequentata dai materani. Il punto sollevato dai residenti riguarda proprio il salto: un prodotto nato come cibo di strada popolare oggi si posiziona su cifre che, in un ristorante, coprirebbero un piatto di pasta della tradizione.
Perché il prezzo è salito così in fretta
Il percorso di Matera negli ultimi anni ha cambiato la struttura economica della città: dal riconoscimento come Capitale europea della Cultura nel 2019 al titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per il 2026, i flussi turistici sono cresciuti in modo stabile e con loro il valore commerciale degli spazi nel centro storico.
Gli affitti dei locali si sono allineati a quelli delle grandi mete internazionali, e il costo di una vetrina nei rioni Sassi finisce inevitabilmente dentro il listino. A questo si aggiunge la spinta delle materie prime: la semola di grano duro, l’olio extravergine, i pomodori e le bollette dei forni hanno tutti registrato aumenti sensibili negli ultimi tre anni.
C’è poi una variabile: la focaccia è diventata un prodotto identitario da fotografare e portare a casa, quindi il turista la compra intera anche quando mangia da solo, accettando un prezzo che il cliente abituale considererebbe fuori scala.
Quanto costa la focaccia nelle altre città del Sud?
Il confronto più immediato è con Bari, dove la focaccia è istituzione quotidiana. Nei panifici storici della città vecchia una ruota può ancora costare pochi euro, e la fetta singola resta sotto la soglia dei due euro nella maggior parte dei forni di quartiere. Anche dove il prodotto viene spedito lontano dai luoghi di origine il divario si assottiglia: nei supermercati del Nord la focaccia barese confezionata si è vista a cifre intorno ai dieci euro, praticamente la stessa forbice che oggi si registra nei forni materani per il prodotto appena sfornato.
Il paragone spiega perché la notizia abbia colpito: nelle città dove la focaccia è consumo di tutti i giorni il prezzo resta calmierato dalla frequenza d’acquisto, mentre a Matera il listino segue il calendario turistico.
La focaccia nella tradizione del pane di Matera
Vale ricordare da dove arriva questo prodotto. Il pane di Matera IGP nasce da semola di grano duro e lievito madre, con una forma a cornetto riconoscibile e una crosta spessa pensata per conservarsi giorni interi, eredità di un’economia contadina fatta di poche cotture settimanali.
La focaccia nasceva come coda di quella lavorazione: con l’impasto avanzato si stendeva una teglia da infornare per prima, utile a verificare la temperatura del forno e destinata al consumo immediato. Era, per definizione, il prodotto più economico della giornata.
Il rincaro attuale ribalta quella logica. Il pane resta un acquisto di sostentamento, mentre la focaccia si sposta nell’area dei prodotti da esperienza, con un prezzo costruito sul valore simbolico più che sul costo di produzione.
Un cibo popolare con un listino da specialità
La discussione aperta a Matera somiglia a quella che ogni estate attraversa le località italiane più visitate, dallo scontrino del lido ai coperti nei borghi. La differenza è che stavolta riguarda un prodotto che nella cultura locale rappresenta l’accessibilità.
Per chi visita la città restano margini di manovra: acquistare a fette invece che a ruota, allontanarsi di qualche isolato dal perimetro dei Sassi e chiedere il prezzo al chilo prima di ordinare sono tre accorgimenti che riportano la spesa su cifre ragionevoli.
Il rischio segnalato dai residenti riguarda il lungo periodo: quando un cibo di strada esce dalla portata di chi lo mangia per abitudine, a cambiare non è soltanto il listino, è il ruolo che quel prodotto occupa nella vita di una città.
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