Prezzi alti, scontrini spaventosi: sul mare di Roma lo spaghetto alle vongole arriva a 20 euro
Sul litorale romano lo spaghetto alle vongole arriva a 20 euro: ecco quanto costa una giornata tra ristorante, ombrellone e lettini

- L'estate è segnata da scontrini controversi: dallo spaghetto alle vongole a 20 euro ai costi esorbitanti di acqua e caffè in località turistiche.
- Indagini mostrano aumenti significativi dei servizi balneari, con +6% rispetto al 2025 e +24% negli ultimi cinque anni, influenzando spesa giornaliera.
- Per contenere i costi si consiglia di confrontare i listini, scegliere file interne o spiagge libere e preferire indirizzi storici meno esposti al turismo.
L’estate 2026 sarà ricordata anche per i suoi scontrini. Dall’acqua a 8 euro di Capri al caffè a 10 euro di Porto Cervo, passando per il supplemento bimbi in spiaggia sul litorale casertano, ogni settimana regala un nuovo conto da fotografare e condividere con indignazione.
L’ultimo capitolo arriva dal mare di Roma, dove il piatto più ordinato tra un bagno e l’altro, lo spaghetto alle vongole, ha toccato quota 20 euro. E stavolta dietro lo scontrino c’è molto più di un episodio virale: i rincari sul litorale sono certificati dai numeri.
- Un'estate di scontrini sotto accusa
- Sul mare di Roma lo spaghetto alle vongole è il nuovo termometro
- Ombrelloni, lettini e cabine: quanto costa la giornata a Ostia e Fregene
- I rincari certificati: +6% in un anno, +24% in cinque
- Come difendersi dal caro scontrino (senza rinunciare alle vongole)
Un’estate di scontrini sotto accusa
Il copione si ripete da settimane, come dicevamo: a Capri ha fatto discutere il conto di un ristorante con la bottiglia d’acqua naturale a 8 euro e la Coca Cola Zero a 12, mentre a Castel Volturno alcuni bagnanti si sono visti addebitare 3 euro di supplemento per ogni bambino portato in spiaggia, neonati compresi.
A Porto Cervo un conto da 532 euro è finito sui social soprattutto per la tazzina di caffè da 10 euro, e a Roma perfino una bottiglietta d’acqua da 2 euro, denunciata dalla giornalista Tiziana Ferrario, ha riacceso il dibattito sulla speculazione estiva. Tra macedonie a 20 euro e segnalazioni raccolte a raffica, la polemica sui prezzi è diventata il tormentone della stagione. Il litorale romano si inserisce nella lista con il suo piatto bandiera.
Sul mare di Roma lo spaghetto alle vongole è il nuovo termometro
I dati raccolti tra Ostia e Fregene raccontano una costa dove mangiare pesa sempre più sul bilancio della giornata: negli stabilimenti storici del Lido, come il Gambrinus, lo spaghetto alle vongole costa 20 euro, mentre sulle spiagge libere di Castelporziano il listino si ferma a 18.
Un pranzo completo in stabilimento varia tra i 25 e i 45 euro a persona a Ostia e sale fino a 60 a Fregene, dove è raro sedersi a tavola spendendo meno di 35 euro. Come in ogni caso scontrino che si rispetti, le eccezioni alimentano il confronto: alla Bonaccia, altro indirizzo storico del litorale, lo stesso piatto di vongole costa 13 euro.
Sette euro di differenza a pochi chilometri di distanza che, moltiplicati per una famiglia, cambiano il senso della gita al mare.
Ombrelloni, lettini e cabine: quanto costa la giornata a Ostia e Fregene
Il conto della tavola si somma a quello della… sabbia. A Ostia un ombrellone con due lettini viaggia tra i 30 e i 50 euro al giorno, con il lettino singolo a 10 euro nei feriali, 12 nei festivi e fino a 15 ad agosto.
Le cabine sono ormai un bene di lusso: fino a 5mila euro a stagione per quelle da otto persone, 6mila se affacciate sul mare, con il posto auto che può arrivare a 500 euro. Restano però le opzioni popolari, come la spiaggia libera Amanusa con il lettino a 7 euro (8 nei festivi) o l’Aura Beach, dove ombrellone e due lettini partono da 25 euro.
A Fregene la prima fila oscilla tra i 35 e i 50 euro e i gazebi superano i 100 euro al giorno, mentre le file interne restano su cifre più abbordabili: 15 euro per l’ombrellone e 6 in più per aggiungere un lettino.
I rincari certificati: +6% in un anno, +24% in cinque
A differenza dei singoli scontrini virali, qui la tendenza è documentata. Secondo l’indagine Altroconsumo su 222 stabilimenti in dieci località italiane, i prezzi dei servizi balneari sono cresciuti in media del 6 per cento rispetto al 2025 e del 24 per cento negli ultimi cinque anni: un ombrellone con due lettini nelle prime quattro file, nella settimana clou di agosto, costa in media 225 euro contro i 182 del 2021.
In cima alla classifica delle località più care c’è Alassio, con una media di 340 euro e punte di 368 in prima fila. Il capitolo che riguarda più da vicino chi al mare vuole soprattutto mangiare bene è un altro: secondo le rilevazioni di Federconsumatori, nei chioschi degli stabilimenti gelati, tramezzini e bibite sono aumentati di circa il 7 per cento, mentre cibo e bevande possono costare fino al 40-45 per cento in più rispetto ai locali fuori dai lidi. In altre parole, il vero rincaro scatta quando ci si alza dal lettino per avvicinarsi al bancone.
Come difendersi dal caro scontrino (senza rinunciare alle vongole)
La morale di questa puntata della saga è meno amara di altre: il mare di Roma conserva la sua anima popolare e le alternative per contenere la spesa esistono: confrontare i listini prima di entrare (un diritto del consumatore, oltre che una buona abitudine), preferire le file interne alla prima linea, puntare sulle spiagge libere attrezzate e sugli indirizzi storici lontani dalle insegne più fotografate.
Le vongole sono le stesse in tutto il litorale, il tramonto pure. A fare la differenza, ancora una volta, è solo quello che c’è scritto sullo scontrino.
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