Batte Roma, Milano e Bologna: è Savona la città italiana con più ristoranti
A sorpresa, in cima alla classifica non c'è una grande metropoli ma una città di mare della Riviera ligure. Il segreto sta tutto in un dettaglio statistico e in una cultura gastronomica che pesa più dei numeri assoluti.

Se vi chiedessero qual è la città italiana con più ristoranti, la risposta istintiva andrebbe a Roma, Milano o Bologna. E invece il primato va a Savona, capoluogo della Riviera di Ponente, una città di mare che conta poco meno di 60.000 abitanti. Un dato che è ricavabile dal report sulla qualità della vita nelle città italiane, rilasciato annualmente dal Lab24 del Sole 24 Ore (si attende ancora la versione completa del 2026, in arrivo a fine anno). A prima vista sembra impossibile e invece ha una spiegazione semplice, una volta capito come funzionano queste dinamiche.
- Savona è la città italiana con più ristoranti "per abitante"
- Una cultura del mangiare fuori
- Più che un primato, un modo di vivere
Savona è la città italiana con più ristoranti "per abitante"
Il segreto sta in due parole: per abitante. Il report del Sole 24 Ore ogni anno misura le città italiane su decine di indicatori, come il tempo libero. In numeri assoluti, è chiaro, le grandi città restano irraggiungibili: a livello nazionale si contano circa 400 mila punti ristoro e Roma da sola ne concentra quasi 20 mila.
Tuttavia, se invece di sommare i locali li si rapporta alla popolazione, lo scenario si ribalta. Una città piccola con tanti ristoranti batte una metropoli enorme dove gli stessi locali si diluiscono tra milioni di residenti. E che il primato di Savona non sia un caso isolato lo conferma la storia della stessa classifica: la città ligure risultava prima per numero di ristoranti pro capite già qualche anno fa.
Una cultura del mangiare fuori
Dietro il dato, però, non c’è solo aritmetica. Savona è una città dove si mangia e bene. La tradizione ligure di Ponente vive di pesce appena sbarcato, di trofie al pesto, di acciughe e soprattutto di quei capisaldi da forno che qui sono quasi una religione: la focaccia fragrante e la farinata di ceci in tutte le sue varianti, dorate e profumate, che si comprano a tranci nei forni del centro. È una gastronomia popolare e quotidiana, fatta per essere consumata fuori casa, che alimenta una rete fittissima di trattorie, friggitorie e osterie.
C’è poi un fattore che gonfia il conto: il turismo. Savona è porto crocieristico e meta balneare, d’estate la sua popolazione reale si moltiplica. I ristoranti, insomma, non lavorano solo per i savonesi, ma per un flusso di visitatori molto più ampio di quanto dica l’anagrafe. Ecco perché una città di queste dimensioni può sostenere un numero di locali che, rapportato ai soli residenti, fa schizzare la densità ben oltre quella delle metropoli.
Più che un primato, un modo di vivere
Vale la pena prendere questi numeri per quello che sono, cioè una fotografia statistica più che una gara di qualità. Savona non ha più cucina stellata di Milano né più storia gastronomica di Bologna. Eppure il suo primato racconta qualcosa di vero sulla Liguria: una terra dove mangiare fuori è un gesto naturale e diffuso. A volte una classifica curiosa serve proprio a questo, a ricordarci che la buona tavola non abita solo nelle grandi città.
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