Sono queste le migliori trattorie d'Italia del 2027: la nuova classifica del Gambero Rosso
La guida Ristoranti d'Italia 2027 assegna il massimo riconoscimento a 61 locali di cucina tradizionale, 14 più dell'anno scorso. Chi sono i nuovi premiati, perché la categoria si allarga a bistrot, agriturismi e cucine straniere e con quali criteri sono stati scelti.

- La guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso assegna i Tre Gamberi a 61 locali, quattordici in più rispetto all’anno scorso.
- La categoria si amplia e accoglie trattorie, bistrot territoriali, agriturismi e cucine internazionali legate alle tradizioni gastronomiche dei rispettivi Paesi.
- I riconoscimenti non stabiliscono una classifica e premiano qualità, ospitalità, identità culinaria e capacità di raccontare il territorio.
Un pranzo completo, dall’antipasto all’ammazzacaffè, è diventato un’impresa che pochi portano a termine. Le porzioni restano generose, le abitudini sono cambiate e i prezzi non sono più quelli di una volta. Eppure le trattorie continuano ad attirare pubblico e la guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso ne prende atto: i locali premiati con i Tre Gamberi, il simbolo riservato alla cucina tradizionale e territoriale, sono 61, e la definizione di trattoria non è mai stata così larga.
- Tre Gamberi 2027: i numeri
- Non solo trattorie: chi entra nella categoria
- Tra nuove trattorie premiate, ristoranti e bistrot
- Come leggere la lista
Tre Gamberi 2027: i numeri
La guida, che da quest’anno è digitale, è stata presentata il 26 ottobre alla Nuvola di Roma, durante i festeggiamenti per i 40 anni del Gambero Rosso. Raccoglie 2.573 indirizzi, 316 dei quali nuovi, e accanto ai Tre Gamberi assegna 56 Tre Forchette ai ristoranti, 21 Tre Bottiglie ai luoghi del vino e 11 riconoscimenti alle Migliori Cucine del Mondo. Per le trattorie il bilancio è questo:
- 61 locali premiati, 14 più dell’anno scorso
- 8 nuovi ingressi
- 5 locali che arrivano da un altro simbolo della guida
- 1 rientro
Per la guida un Tre Gamberi vale un Tre Forchette: tra una grande trattoria e un grande ristorante non c’è gerarchia.
Non solo trattorie: chi entra nella categoria
I simboli Cocotte, per i bistrot, e Mappamondi, per le cucine internazionali, non ci sono più. Bistrot e cucine straniere sono stati riclassificati in base all’offerta, e i Tre Gamberi quest’anno comprendono:
- Trattorie tradizionali e moderne
- Bistrot contemporanei, ma vicini alle trattorie per cucina e impostazione
- Locali finora classificati come ristoranti che sono, di fatto, tavole iconiche di cucina tradizionale
- Ristoranti internazionali fedeli ai ricettari casalinghi dei Paesi d’origine
- Agriturismi di stampo strettamente territoriale
Tra nuove trattorie premiate, ristoranti e bistrot
Le new entry tra le trattorie sono cinque:
- Da Michele, a Roma
- DLR DopoLavoroRicreativo, a Frascati (Roma)
- La Cuccagna Giro di Vite, a Crispiano (Taranto)
- Osteria del Maiale Nero, a Raccuja (Messina), agriturismo a conduzione familiare che produce in proprio tutto quello che arriva in tavola
- La Grotta di zì Concetta, a Campobasso, la prima trattoria del Molise ad avere i Tre Gamberi
Due indirizzi storici cambiano categoria. La Trattoria del Nuovo Macello della famiglia Traversone, a Milano, nota per la sua costoletta, passa da ristorante a grande trattoria cittadina. Lo stesso vale per Mimì alla Ferrovia a Napoli, dove agli ziti alla genovese si affiancano i bao farciti con lo stesso stracotto di manzo.
Dai bistrot arrivano cinque locali, premiati per formula e orari flessibili, cantina moderna e identità territoriale:
- Scannabue, a Torino
- Al Callianino, a Montecchia di Crosara (Verona)
- Nidaba, a Montebelluna (Treviso)
- Ahimè, a Bologna
- Franceschetta58, a Modena, costola informale dell’Osteria Francescana di Massimo Bottura
A Roma torna tra i premiati Cesare al Casaletto, Nomisan invece diventa il primo ristorante internazionale a ottenere i Tre Gamberi nella storia della guida, unico del genere in Italia ad aver raggiunto il massimo.
Come leggere la lista
I Tre Gamberi non sono una classifica: segnalano il livello più alto della categoria, senza un primo e un ultimo. La guida ha anche eliminato i punteggi scorporati per mettere al centro un criterio solo, la voglia di tornare. A pesare sono:
- Calore, ospitalità e gentilezza
- Qualità della materia prima
- Personalità della cucina
- Capacità di raccontare un territorio
- Intelligenza nella proposta del vino
«In Italia ci sono 212mila ristoranti e non è affatto vero che si mangi bene ovunque», dice il direttore Lorenzo Ruggeri. Allargare la categoria ha un costo, perché chi cerca la trattoria in senso stretto troverà accanto bistrot e cucine straniere. Eppure il criterio resta riconoscibile ed è la cucina di un luogo, raccontata senza troppe mediazioni. Il pranzo completo sarà pure un’impresa, ma per 61 indirizzi la guida risponde alla domanda che conta: ci torneremmo domani?
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