Dalla leggenda medievale all’industria dolciaria: perché mangiamo la colomba a Pasqua?
La colomba di Pasqua affonda le sue origini nel VI secolo, anche se all'epoca era parecchio diversa da quella che gustiamo oggi.

Forse è un po’ meno amata delle uova di cioccolato, ma anche la colomba è una grande protagonista delle tavole di Pasqua. Vi siete mai chiesti dove è quando è nata questa tradizione? Non parliamo tanto del debutto del prodotto nell’industria dolciaria, ma proprio dell’origine del dolce a forma di ‘piccione’.
Chi ha inventato la colomba di Pasqua?
Facile, facilissimo stabilire chi ha fatto sì che la colomba arrivasse in modo massiccio sulle nostre tavole (spoiler, parliamo dell’azienda dolciaria Motta), molto più difficile capire chi l’ha inventata. Sono tre le leggende più accreditate in merito alla nascita di questo dolce pasquale, la cui forma è da tempo immemore simbolo di pace, purezza e speranza.
La prima risale al VI secolo, durante l’assedio di Pavia da parte dei Longobardi, quando re Alboino entrò nella città conquistata. In questa occasione, il sovrano ricevette un dono ‘di pace’, un pane dolce a forma di colomba. Il sovrano, sorpreso da questo gesto, risparmiò la cittadina dalla distruzione. Seppur diversa rispetto alla prelibatezza che oggi consumiamo a Pasqua, secondo qualcuno le sue origini risalirebbero proprio al 572 d.C.
La seconda leggenda ci porta nel 600, quando il monaco irlandese San Colombano venne invitato dalla regina longobarda Teodolinda a un banchetto quaresimale a base di selvaggina. Il religioso non poteva mangiare la carne, ma allo stesso tempo non voleva offendere la sovrana, così benedisse comunque le pietanze. Per miracolo, tutto quel ben di Dio si trasformò in pani bianchi a forma di colomba.
Secondo la terza leggenda, il dolce pasquale sarebbe nato nel 1176, durante la battaglia di Legnano contro Federico Barbarossa. Si racconta che, durante il combattimento, un condottiero dell’esercito del Carroccio vide dei colombi posarsi sopra le insegne lombarde. La loro venuta portò fortuna e il militare decise di premiare i commilitoni facendo confezionare dai cuochi un pane dolce bianco modellato proprio come quel ‘piccione’.
Donna regge una deliziosa colomba di Pasqua
Il debutto nell’industria dolciaria
Anche se le leggende sono diverse, su una cosa non c’è alcun dubbio: la colomba di Pasqua ha origini lombarde. Neanche a dirlo, il merito del suo debutto nella produzione industriale è di una pasticceria che, nella Milano dei primi anni del ‘900, ebbe un’idea a dir poco geniale.
Stiamo parlando del laboratorio artigianale di Angelo Motta, aperto nel 1919 in via della Chiusa, diventato celebre per il panettone natalizio a lievitazione naturale. È stato proprio il dolce di Natale a dargli l’input per creare la prelibatezza pasquale.
Intorno agli anni Trenta, Angelo pensò che era un peccato usare i macchinari per il panettone solo una volta l’anno. Bisognava necessariamente trovare un modo per tenerli attivi in altri periodi, così ebbe un lampo di genio: creare un dolce con gli stessi ingredienti di quello natalizio, ma dargli una forma diversa e dedicarlo alla Pasqua.
Lievitato, semplice e nutriente, con uno strato superficiale di pasta di mandorle e frutta secca, per un sapore delicato ma esplosivo. La ricetta c’era, ma come rendere celebre la colomba di Angelo? Semplice: con la pubblicità. Lo slogan – "Colomba pasquale Motta, il dolce che sa di primavera" – giocò un ruolo importante, così come la forma strettamente collegata alla tradizione cristiana: il resto è storia.

















