Uova a Pasqua, una tradizione molto più antica di quanto pensiamo
Non c'è Pasqua senza uova di cioccolato, ma il motivo per cui si regalano non ha nulla a che fare con la sorpresa e la gioia di grandi e piccini.

Che Pasqua sarebbe senza le uova da scartare? Non è solo il cioccolato a entusiasmare, ma anche la sorpresa. Sicuramente, chi ha inventato questa usanza meriterebbe un premio, ma siamo pronti a scommettere che pochi sanno che questa tradizione, seppur con alcune differenze, risale al Medioevo.
La simbologia delle uova
Non importa l’età, non è Pasqua senza uova di cioccolato. La gioia che dà la carta colorata, il gusto della cioccolata e la curiosità legata alla sorpresa: è un peccato rinunciare a questo rituale, anche se l’infanzia è passata da un pezzo. Ma, vi siete mai chiesti com’è nata questa tradizione? Così come la conosciamo oggi, risale all’epoca del re Sole, tuttavia bisogna andare ancora un po’ indietro nel tempo per comprendere ancora meglio le sue origini.
Fin dall’antichità, l’uovo, inteso come alimento animale, ha sempre avuto un significato importante, strettamente collegato all’esistenza umana. Per gli antichi Egizi, ad esempio, era l’origine di tutto e il centro dei quattro elementi aria, acqua, terra e fuoco, mentre per i persiani era il simbolo di una nuova vita.
Per il Cristianesimo, l’uovo è l’immagine che meglio rappresenta la Resurrezione di Cristo ed è proprio per questo che, a partire dal Medioevo, in Germania, prende il via una particolare usanza. In occasione della Santa Pasqua, la gente comune bolliva le uova di gallina avvolte in foglie e fiori, così da renderle naturalmente colorate, per poi donarle a familiari, amici e semplici conoscenti.
Uova di cioccolato con tanti confetti colorati all’interno
La tradizione delle uova a Pasqua
Ma, come si è passati dalle uova di gallina a quelle di cioccolato? Qualcuno sostiene che sia stato re Sole, all’inizio del Settecento, a chiedere a David Chaillou, primo mâitre chocolatier di Francia, di fare il primo uovo di cioccolato. Tuttavia, per arrivare a una produzione su larga scala bisogna fare un salto avanti, precisamente alla fine dell’Ottocento e cambiare Paese.
Grazie ai progressi tecnologici che resero più semplice la lavorazione del cioccolato, l’azienda dolciaria anglosassone Cadbury pensò bene di legare il cioccolato all’usanza pasquale delle uova sode colorate. Così, è nato il primo uovo pasquale di cioccolato. Attenzione, però, perché la genialata della sorpresa non è da attribuire alla Gran Bretagna.
E la sorpresa?
È doveroso sottolineare che all’epoca di Cadbury esisteva già la sorpresa all’interno delle uova, ma la paternità dell’idea è ancora oggi motivo di dibattito. Qualcuno sostiene che il merito sia di Peter Carl Fabergé (1846-1920), orafo di corte dello zar Alessandro III, incaricato di preparare per la zarina delle meravigliose uova decorate.
Il primo uovo di questo tipo era in platino smaltato di bianco e al suo interno aveva un altro uovo più piccolo in oro che, a sua volta, conteneva due regali: una riproduzione della corona imperiale e un pulcino dorato.
Altri ritengono che l’idea di inserire la sorpresa risalga al Settecento, nella nostra bella Torino, dove esisteva già l’usanza di regalare uova con un piccolo dono al suo interno. Quindi sarebbero stati i piemontesi, celebri maestri nell’arte del cioccolato, a dare il via a una tradizione che ancora oggi celebriamo con gioia. Per amor di patria, ci sentiamo di dare più credito a questa tesi.

















