Quanto valgono 10 grammi di pane? Per questo fornaio, 15mila euro
Singolare il caso del fornaio tedesco che ha dovuto sborsare 15mila euro per aver fatto un errore di 10 grammi, pari a pochi centesimi di euro.

- Un cliente tedesco ha contestato 10 grammi mancanti su una mezza pagnotta, facendo intervenire l’Ufficio Pesi e Misure nel panificio bavarese.
- Il fornaio ha dovuto adeguarsi con nuove bilance per tutte le filiali, sostenendo costi elevati dopo il richiamo delle autorità.
- In Italia il pane fresco si vende al chilo e si pesa al momento, mentre per i prodotti preconfezionati valgono tolleranze specifiche.
Possono 10 grammi di pane costare 15 mila euro? Sì, se ti trovi in Germania e sei sospettato di aver truffato un cliente. Questo è quanto accaduto a un noto fornaio, colpevole di aver venduto mezza pagnotta alla metà esatta del prezzo pieno.
La vicenda del fornaio tedesco
Quanto accaduto in Germania ha dell’assurdo, soprattutto per noi italiani. Se la stessa vicenda si fosse svolta in uno dei tanti panifici del Belpaese, da Nord a Sud senza alcuna distinzione, sarebbe finita a tarallucci e vino, siamo pronti a scommetterlo. Ma, spostiamoci per un attimo in Baviera, precisamente a Pfaffenhofen an der Ilm.
In un giorno qualunque, sul finire di questa calda estate, un cliente entra in uno dei panifici più famosi della città, quello gestito da più generazioni dalla famiglia Breitner. Dietro al bancone non c’è il titolare, nonché mastro fornaio e pasticcere Matthias Breitner, ma una commessa ed è a lei che l’uomo chiede mezza pagnotta di pane.
La donna taglia il pane e lo fa pagare la metà esatta del prezzo pieno. Fin qui nulla di strano, almeno all’apparenza. Tuttavia, il cliente deve aver avuto qualche dubbio perché, tornato a casa, pesa la sua pagnotta e si rende conto che pesa 10 grammi di meno. Insomma, ipotizzando 1k di peso iniziale, l’uomo si è ritrovato con 490 gr di pane invece che 500 gr.
Diverse pagnotte di pane fresco sulla griglia nel panificio
La denuncia del cliente
Il cliente, piuttosto che incassare in silenzio, decide di scrivere una email anonima a Matthias Breitner per informarlo della sua ‘perdita’. Probabilmente, a spingerlo è stata una questione di principio, visto che 10 grammi sono davvero irrisori e si parla pur sempre di una pagnotta venduta a 4,80 euro al kg.
Breitner, forse infastidito dal ‘richiamo’, replica con una battuta che, a quanto pare, non fa altro che indispettire il cliente: "A volte si vince, a volte si perde. La prossima volta saranno sicuramente dieci grammi in più". Così, il cliente si rivolge direttamente alle autorità e nel panificio arriva un ispettore dell’Ufficio Pesi e Misure.
L’autorità, sulla base del Regolamento sui Prodotti Preconfezionati (FpackV) vigente in Germania e Austria, vieta a Breitner di vendere mezze pagnotte così come ha sempre fatto, imponendo di usare una bilancia di precisione ufficialmente calibrata. D’altronde, la legge parla chiaro: se il pane viene venduto a peso e tagliato su richiesta del cliente, deve essere pesato ogni volta.
Il fornaio, costretto a mettersi in regola, ha dovuto acquistare nuove bilance per tutte le sue sei filiali. Raggiunto da Bild, ha tuonato: "Tra manodopera e nuovo software, mi è costato 15mila euro".
Cosa dice la legge in Italia?
In Italia, non abbiamo l’Ufficio Pesi e Misure ma autorità simili che fanno riferimento alle Camere di Commercio. Per quanto riguarda il pane fresco, così come accade in Germania, si vende al chilo e non al pezzo e viene pesato al momento dell’acquisto, davanti al cliente.
I commercianti che vendono una pagnotta "a occhio", arrotondando il prezzo a proprio favore o includendo il peso del sacchetto di carta, rischiano una multa da 500 a 3.000 euro o, nei casi peggiori, una denuncia penale per Frode nell’esercizio del commercio (Art. 515 del Codice Penale) per aver consegnato una cosa per un’altra o meno del pattuito.
Diverso il discorso se si parla di pane in cassetta, panini confezionati o da scaffale. In casi come questi, si applica la Legge 690/1978 relativa ai prodotti preconfezionati, che prevede delle tolleranze di errore in meno (3%-10 g).
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