Lo street food di Antonino Cannavacciuolo a Milano-Cortina: una pausa d'autore
A Milano, nella piazza sotto Palazzo Lombardia, lo chef porta "Il Banco" fino al 15 marzo.

Quando pensi alle Olimpiadi, il cibo non è esattamente la prima cosa che ti viene in mente. Eppure a Milano, in queste settimane di febbraio, il tema è impossibile da evitare. Da una parte c’è Casa Lombardia, la piazza coperta sotto Palazzo della Regione trasformata in hub culturale-gastronomico fino al 15 marzo. Dall’altra c’è il Villaggio olimpico di Porta Romana, dove migliaia di atleti mangiano quattro volte al giorno, in adorazione e in bilico tra pizza e pasta.
Nel mezzo c’è Antonino Cannavacciuolo, che con "Il Banco" cerca di occupare uno spazio che forse non esiste: quello dello street food d’autore, già una contraddizione in termini, per di più in contesto istituzionale. Un format che non è una novità. Esiste già a Orta, Vicolungo, Malpensa e Capodichino. Sarà una scommessa vincente anche a Milano Cortina 2026?
- Dove si trova Il Banco di Cannavacciuolo?
- Cosa si mangia?
- A Porta Romana si mangia per le gare
- Il Banco vince sempre
Dove si trova Il Banco di Cannavacciuolo?
Potete trovarlo nel già citato Palazzo Lombardia, ingresso N1. Lo spazio è pensato per raccontare le Olimpiadi attraverso talk, installazioni, eventi e musica. C’è l’Arena Experience, ci sono le trasmissioni di RTL, c’è un’area per le famiglie. Il Banco si innesta in questo flusso come presidio gastronomico stabile, che chiuderà i battenti alla fine dei Giochi.
Cosa si mangia?
L’idea è semplice: prendere la cucina dello chef campano, comprimerla in panini gourmet e piatti veloci, servire dalle otto di mattina alle dieci di sera senza interruzioni. Funziona negli aeroporti perché la gente ha fretta, ma vuole qualcosa di riconoscibile. Funziona nei village outlet perché dopo tre ore di shopping ti serve un ancoraggio emotivo.
Gli avventori possono scegliere tra gastronomia, ad esempio gateau di patate (14€) e polpette al sugo (16€), oppure i fritti di Antonino, con il Cuoppo di Antonino venduto anch’esso a 16€. Spazio poi a insalate e panini, con dolci tradizionali come i croissant che fanno compagnia ai classici partenopei, babà (9€) e coda di aragosta (8€).
Previste anche opzioni vegane, bevande, spremute, vini in calice o in bottiglia, soft drink come il Fusettone ready to drink di Galvanina o cult dell’aperitivo come l’Aperol Spritz (12€).
Non esattamente prezzi da tavola calda per delle proposte che hanno poco a che fare con quelle di Villa Crespi. Va detto però che bisogna tener in conto il marchio e la cornice. Per raffronto, Cannavacciuolo sarà anche lo chef di una delle Cene in quota, previste dal programma. Si tengono al 39° piano, sul belvedere, con conti decisamente più salati: 400€ per il menù preparato dal cuoco simbolo di Masterchef, che andrà in tavola il 18 febbraio.
A Porta Romana si mangia per le gare
Il paradosso è che a pochi chilometri di distanza, al Villaggio olimpico, il cibo segue logiche completamente diverse. Lì non si parla di panini gourmet ma di 3.400 pasti al giorno calibrati sulle performance. Pasta, risotti, polenta, tutto riadattato per atleti che bruciano calorie come locomotive. La mensa principale, gestita da Elior, coordina cinquanta addetti che monitorano allergie, diete speciali, menu halal e vegani. È una macchina che deve funzionare senza sbavature, perché un pasto sbagliato può compromettere una gara.
Il contrasto racconta due modi opposti di pensare il cibo durante un evento globale. Casa Lombardia vuole che il cibo sia esperienza, narrazione, un modo per dire "la Lombardia sa fare anche questo". Il Villaggio olimpico vuole che il cibo sia carburante efficiente, trasparente, invisibile. Entrambi gli approcci sono legittimi, ma è strano che convivano così vicini senza mai incrociarsi davvero.
Il Banco vince sempre
Il Banco probabilmente funzionerà anche in questa nuova location temporanea. Cannavacciuolo (o chi per lui) sa esattamente cosa sta facendo. Il format tiene da anni negli aeroporti e nei village, posti dove la gente passa per altre ragioni e trova il cibo quasi per caso. Casa Lombardia funziona allo stesso modo.
Che si arrivi per un talk sulla sostenibilità, per portare i bambini nell’area giochi o semplicemente perché sei curioso di vedere cosa succede durante le Olimpiadi, prima o poi ci si ferma a mangiare. E se puoi provare la cucina di uno chef stellato spendendo come in un normale bistrot, tanto vale farlo.
















