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L'insalata in busta sta scomparendo dai supermercati: cosa sta succedendo?

Nelle prossime settimane, potremmo dover fare a meno dell'insalata in busta: sta sparendo dai supermercati e c'è un motivo molto serio alla base.

Reparto frutta e verdura confezionata al supermercato 123rf
Supermercato con banco frigo di frutta e verdura
  • Il caldo estremo e la siccità stanno riducendo la disponibilità di insalata in busta, con effetti visibili già nei supermercati.
  • Le coltivazioni in serra non riescono a compensare il calo produttivo, mentre le verdure più colpite sono lattuga, spinaci, rucola e cavoli.
  • Gli operatori stimano un ritorno alla normalità in circa un mese, quando i nuovi cicli di semina arriveranno a maturazione.

Se al supermercato avete notato carenze di insalata in busta, è assolutamente normale. O meglio, non lo è, ma questa non è altro che una delle conseguenze del cambiamento climatico. Secondo gli esperti del settore, il problema non è limitato all’estate: anche nelle prossime settimane, se non mesi, i consumatori potrebbero restare a bocca asciutta (o quasi).

Perché l’insalata in busta sta scomparendo dai supermercati?

Ci siamo lasciati alle spalle una delle estati più calde della storia a no, le temperature tropicali che ci hanno fatto boccheggiare non sono assolutamente normali, almeno non in Italia. A questo punto, negare il cambiamento climatico è follia, ma laddove qualcuno abbia ancora voglia di seguire questa ‘corrente’ si scontrerà con un’altra ‘prova’: la scomparsa dell’insalata in busta dagli scaffali dei supermercati.

Sicuramente, avrete notato che questo prodotto confezionato, spesso già lavato e sempre comodo da utilizzare, sta pian piano sparendo. Ebbene, la causa è da rintracciare proprio nel caldo estremo, nella siccità prolungata e nella scarsità d’acqua che negli ultimi mesi hanno colpito duramente l’agricoltura, compromettendo sia i cicli di semina che quelli di raccolta.

Mentre molti esseri umani, almeno quelli che si ritengono più fortunati, combattono il caldo accendendo h24 l’aria condizionata (in barba al fatto che così facendo non si fa altro che continuare a distruggere l’ambiente), la natura non può beneficiare di un simile refrigerio. Così, il clima torrido ha bruciato o danneggiato intere coltivazioni, causando perdite stimate fino al 40%.

Vendita di ortaggi confezionati al supermercato 123rf

Banco frigo del supermercato con ortaggi confezionati in vendita

Gli effetti del clima al supermercato

Basta andare in uno dei tanti supermercati del Paese per rendersi conto che non si tratta di allarmismo o eccesso di zelo. Oltre agli avvisi sui prodotti freschi mancanti, che già da giorni si stanno diffondendo un po’ ovunque, adesso dobbiamo fare i conti anche con carenze che riguardano ortaggi confezionati e, talvolta, già lavati. Nei banchi frigo refrigerati, tra spazi vuoti e scorte fortemente ridotte, i cibi più colpiti sono: lattuga, cicoria, indivia, spinaci, valeriana, rucola, lattughini, cavoli, pomodori e carote.

Perché le serre non bastano

Vista la situazione, viene spontaneo porsi una domanda: che fine hanno fatto le coltivazioni protette? Le serre ci sono ancora, ma anche i loro prodotti hanno subito le conseguenze delle temperature eccezionalmente alte. Di conseguenza, i produttori non sono riusciti a garantire ai supermercati la consueta e costante fornitura di prodotti ortofrutticoli lavati e confezionati.

Non bisogna dimenticare che questi cibi, per essere imbustati e conservati in modo sicuro, devono rispettare standard estetici e organolettici rigidissimi. Per cui, un fogliame troppo debole o ingiallito dal calore viene inevitabilmente scartato durante la fase di selezione. Ed ecco che ‘piovono’ perdite, sia per i produttori che per i consumatori.

Quando si tornerà alla normalità?

Secondo le stime del settore e di Confcooperative, condizioni meteo permettendo, servirà circa un mese affinché la produzione in serra riesca a riallinearsi con la domanda. Questo perché bisogna attendere che i nuovi cicli di semina arrivino a maturazione, sempre che il tempo sia clemente. Facendo previsioni rosee, a partire da metà ottobre gli scaffali dei supermercati potrebbero pian piano tornare alla normalità.

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Domande frequenti

Perché l'insalata in busta scarseggia nei supermercati?

La causa principale è il caldo estremo, insieme alla siccità e alla scarsità d'acqua. Queste condizioni hanno compromesso semina, raccolta e qualità delle coltivazioni.

Quali insalate risultano più difficili da trovare?

I banchi frigo mostrano carenze soprattutto di lattuga, cicoria, indivia, spinaci, valeriana, rucola, lattughini, cavoli, pomodori e carote.

Le serre non dovrebbero evitare questi problemi?

Le serre aiutano, ma non bastano quando le temperature diventano eccezionali. Anche le coltivazioni protette hanno subito danni e i produttori non riescono a garantire forniture costanti.

Perché i prodotti vengono scartati così spesso?

Per essere imbustate, le verdure devono rispettare standard molto rigidi. Se il fogliame è debole, ingiallito o rovinato dal caldo, viene eliminato in selezione.

Quando tornerà normale la disponibilità sugli scaffali?

Servirà circa un mese perché la produzione in serra si riallinei alla domanda. Con meteo favorevole, da metà ottobre la situazione dovrebbe migliorare gradualmente.

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