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Se oggi mangiamo con la forchetta a 4 punte il merito è tutto italiano

Vi siete mai chiesti perché usiamo la forchetta a 4 punte? Il merito, anche se in pochi lo sanno, è di un italiano.

Piatto sporco dopo mangiato con forchetta e coltello 123rf
Piatto sporco dopo mangiato con forchetta e coltello

Per noi è assolutamente normale mangiare con la forchetta a 4 punte, ma vi siete mai chiesti com’è nata questa posata? Secondo la tradizione è stato un italiano a idearla, su richiesta del suo signore che non riusciva più a mangiare comodamente con una forchetta a tre rebbi. Neanche a dirlo, l’invenzione è nata a Napoli dove, come si suol dire, ne sanno una più del diavolo.

Chi ha inventato la forchetta a 4 punte?

Oggi, almeno per gran parte della popolazione mondiale, è impensabile apparecchiare una tavola senza gli utensili che servono per mangiare. Le persone comuni non vanno oltre il cucchiaio, la forchetta, il coltello e il cucchiaino, ma gli esperti di mise en place ci insegnano che le posate non sono tutte uguali. Sapete, ad esempio, che si differenziano in base alla pietanza che si deve consumare? Tralasciando queste sottigliezze che, a essere onesti, lasciamo con molto piacere all’aristocrazia, è curioso scoprire chi ha inventato la forchetta a 4 punte.

Per noi è assolutamente normale mangiare quasi tutto con questa posata, anche perché insieme al coltello è quella che utilizziamo maggiormente. Eppure, non è stato sempre così. Un tempo, a prescindere dal ceto sociale di appartenenza, le persone consumavano le pietanze con le mani. Questa usanza, strano ma vero, è andata avanti fino a un tempo relativamente recente (in alcune popolazioni, tra l’altro, è ancora in voga). Le prime forchette di metallo hanno fatto la loro comparsa nel XII secolo, ma non hanno riscosso grande successo.

Le persone, infatti, sostenevano che l’uso della forchetta rovinasse il sapore dei cibi. In molti, ad esempio, preferivano usare il coltello per tagliare la carne, per poi mangiarla alla vecchia maniera, ossia con le mani. Non solo, a quei tempi la forchetta aveva tre punte, dettaglio che la rendeva poco amata dalla chiesa perché associata al Diavolo. Di conseguenza, pure la popolazione non la tollerava più di tanto.

Tra il 1500 e il 1600, la forchetta a tre lembi è pian piano tornata in auge, ma soltanto nella seconda metà del 1700 si è trasformata fino ad avere 4 punte. Il merito è di Ferdinando I di Borbone, primo a governare sul Regno di Napoli, ma la paternità dell’invenzione va al suo ciambellano di corte, tale Gennaro Spadaccini.

Gustosa purea di zucca Immagine AI Contents

Gustosa purea di zucca

Gennaro Spadaccini e la sua forchetta a 3 punte

Ferdinando I di Borbone amava mangiare, tanto che trasmise questa sua passione al figlio che, per ovvi motivi, venne soprannominato Re Bomba. Il governatore mal tollerava la forchetta a 3 punte perché la riteneva scomoda, soprattutto quando doveva usarla per attorcigliare la pasta lunga, spaghetti in primis. All’epoca, questo era considerato il formato del popolo e si mangiava per strada, con le mani, motivo per cui la regina consorte gli vietò di cibarsene.

Nonostante il veto, il re si recava di nascosto nei rioni popolari per abbandonarsi al piacere della gola. Un giorno, sfidando ancora una volta la moglie, decise di portare gli spaghetti a corte per farli assaggiare ai suoi importanti e illustri ospiti. Il galateo del palazzo imponeva a tutti di usare le posate, quindi la forchetta a due o tre rebbi. Inutile dire che il banchetto si trasformò in un disastro, con abiti e tovaglie preziose irrimediabilmente macchiati.

Ferdinando, intenzionato a non rinunciare alla sua passione per gli spaghetti, chiese aiuto al suo chef di corte Gennaro Spadaccini. L’uomo, che pur di soddisfare il suo signore si sarebbe fatto in quattro (giusto per rimanere in tema!), ha avuto la brillante idea di arrotondare le punte e aggiungere un quarto rebbio. Così, intorno al 1770, è nata la forchetta come la conosciamo oggi.

Una scoperta sensazionale, che consentiva di mangiare ogni cosa, compresa la ‘complicata’ pasta lunga. Dall’Italia si è presto diffusa ovunque, riscuotendo molti, molti apprezzamenti in più rispetto alla posata con tre punte. Successivamente, qualcuno ha provato a costruire un modello con cinque o sei rebbi, ma entrambe le invenzioni sono state velocemente cestinate perché troppo grandi per introdurre gli alimenti in bocca.

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