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Corpo estraneo (o cibo avariato) in vacanza o al supermercato d'estate: a chi lo segnali e come

Trovi un corpo estraneo o del cibo avariato in un prodotto comprato in vacanza? Ecco a chi segnalarlo e perché conta l'ASL del luogo d'acquisto

Piatto, corpo estraneo IStock
  • In caso di corpo estraneo o alimento alterato è fondamentale conservare il campione, lo scontrino e fotografare lotto ed etichetta per rendere efficace la segnalazione.
  • La segnalazione va fatta all'ASL/ATS competente del luogo d'acquisto o consumo, che può ispezionare il punto vendita, prelevare campioni e coordinare controlli.
  • Il produttore è tenuto al ritiro e al richiamo del lotto; il consumatore può chiedere rimborso al negozio e danni in sede civile se ha subito lesioni.

D’estate cambiano le abitudini di acquisto e di consumo: aumentano le conserve, i vasetti, le bibite e i prodotti da dispensa che riempiono la valigia o la casa al mare, e si mangia più spesso fuori dalla propria città. Cambia anche qualcosa di meno intuitivo: quando in un alimento comprato in vacanza spunta un frammento di vetro o una fettina grigia sotto quelle rosate, ci si ritrova a dover segnalare il problema in un posto dove non si abita, senza sapere a chi rivolgersi.

Corpo estraneo nell’alimento: la prima cosa da fare

Vetro, plastica, metallo, schegge di legno, insetti: il rinvenimento di un corpo estraneo in un alimento confezionato rientra a pieno titolo tra le segnalazioni di sicurezza alimentare, e la reazione istintiva (buttare tutto e archiviare la seccatura) è quella sbagliata.

Il prodotto va conservato nella confezione originale, con l’indicazione del lotto ben leggibile, mantenendolo nelle condizioni in cui è stato acquistato: in frigo, in freezer o in luogo fresco e asciutto a seconda del caso. Va tenuto anche lo scontrino, che attesta data e luogo dell’acquisto, e conviene fotografare sia il corpo estraneo sia l’etichetta con lotto e scadenza. Senza il prodotto integro da analizzare, la segnalazione perde gran parte della sua efficacia.

A chi segnalare (e perché in vacanza cambia tutto)

Il canale principale è il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL/ATS, in particolare il Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN). È l’ufficio che valuta l’attendibilità della segnalazione, effettua i controlli sul mercato, preleva campioni integri dello stesso lotto e coinvolge l’operatore alimentare.

Qui arriva il punto che d’estate crea più confusione. La competenza è territoriale: ci si rivolge all’ASL del luogo dove l’alimento è stato acquistato o consumato, non a quella di residenza. Chi vive a Palermo e trova il corpo estraneo in un vasetto comprato in un supermercato di Rimini segnala all’ASL del riminese, che è quella con potere di ispezione sul punto vendita. Se il difetto nasce a monte, nello stabilimento di produzione, sarà poi l’ASL ad attivare il coordinamento con le altre autorità territoriali competenti.

La segnalazione si può presentare via PEC, via mail, di persona o per telefono, e in molte ASL esiste un modulo dedicato. Servono nome e recapiti di chi segnala, la descrizione del problema e gli estremi del prodotto e dell’esercizio di vendita. I dati del segnalante restano riservati. In alternativa, o in parallelo, si può presentare denuncia ai Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS), con attivazione dell’autorità giudiziaria. È la via da valutare quando il caso è grave o si ipotizza un illecito.

L’obbligo dell’azienda e il risarcimento

Ricevuta la segnalazione, entra in gioco la responsabilità di chi produce. Ai sensi del Regolamento (CE) n. 178/2002, l’operatore del settore alimentare ha l’obbligo di ritiro del prodotto e, se necessario, di richiamo pubblico dell’intero lotto. I richiami vengono pubblicati sul portale del Ministero della Salute, consultabile da chiunque in tempo reale.

C’è poi il piano del danno al singolo. Il rimborso dell’alimento si chiede al punto vendita, ma se il corpo estraneo ha causato una lesione (un taglio, la rottura di un dente) il consumatore può agire in sede civile: previa diffida, può citare l’azienda per ottenere il risarcimento, eventualmente appoggiandosi a un’associazione dei consumatori. La segnalazione all’autorità e la richiesta di risarcimento viaggiano su binari distinti e possono procedere insieme.

Cibo avariato: quando l’alimento è alterato

Il discorso vale anche per il cibo avariato, un problema che il caldo estivo amplifica: carne che vira al grigio, latticini acidi, prodotti mal conservati per una catena del freddo interrotta durante il trasporto verso la località di villeggiatura.

La vendita di alimenti alterati o mal conservati è una violazione delle norme igienico-sanitarie e, in certi casi, un illecito penale. La segnalazione va all’ASL/ATS competente per territorio, che può verificare il punto vendita, controllare le condizioni di conservazione, effettuare campionamenti e disporre sanzioni, sequestri o prescrizioni correttive.

Anche qui la regola pratica è la stessa: conservare il campione, tenere lo scontrino, fotografare. Il rimborso si chiede al negozio, ma solo l’intervento dell’autorità sanitaria attiva il controllo pubblico e mette in sicurezza gli altri consumatori che potrebbero aver comprato lo stesso lotto.

Un piccolo promemoria da tenere in valigia

La sostanza è semplice. Davanti a un corpo estraneo o a un alimento avariato non si butta nulla: si conserva il prodotto con il lotto, si tiene lo scontrino, si fotografa e si segnala all’ASL del luogo dell’acquisto, con la possibilità di rivolgersi ai NAS nei casi più seri.

In vacanza il gesto richiede solo un po’ più di attenzione, perché l’ufficio a cui rivolgersi non è quello di casa. Ma è proprio in quelle settimane, tra acquisti insoliti e scorte lasciate al caldo, che sapere come muoversi fa la differenza.

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Domande frequenti

Cosa fare subito se trovo un frammento di vetro nel barattolo comprato in vacanza?

Conserva il prodotto nella confezione originale, conserva lo scontrino, fotografa corpo estraneo ed etichetta con lotto e scadenza.

A quale ufficio devo segnalare il problema quando sono in ferie?

Devi rivolgerti all'ASL/ATS del luogo dove hai acquistato o consumato l'alimento, in particolare al Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN).

Posso denunciare anche ai Carabinieri (NAS)?

Sì: in parallelo o come alternativa puoi presentare denuncia ai NAS quando il caso è grave o si sospetta un illecito; attiveranno l'autorità giudiziaria.

Chi si occupa del ritiro del prodotto e dei richiami?

L'operatore del settore alimentare è obbligato al ritiro e al richiamo del lotto secondo il Regolamento UE; i richiami sono pubblicati dal Ministero della Salute.

Posso chiedere rimborso o risarcimento per danni causati dall'alimento?

Il rimborso dell'alimento si chiede al punto vendita; per lesioni (tagli, denti rotti) si può avviare azione civile contro l'azienda, previa diffida.

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