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Bruno Barbieri "cambia" la Pasqua: le versioni salate (e gourmet) della Colomba

Dalla tradizione a una nuova idea di tavola: le colombe salate di Motta e Bruno Barbieri tra gusto mediterraneo e abbinamenti più raffinati

Bruno Barbieri Ansa

Pasqua 2026 porta con sé una novità che cambia le abitudini a tavola: accanto alle versioni classiche, arrivano le colombe salate firmate Bruno Barbieri in collaborazione con Motta. Le due ricette sono ben più di una semplice variazione sul tema, perché si propongono come una golosità che non è più riservata al fine pasto ma fa parte del menu delle giornate di festa, fin dagli antipasti o addirittura entrando di diritto nell’angolo aperitivo.

Chiaramente, alcune cose non cambiano: la struttura soffice e riconoscibile della colomba resta, ma cambia completamente il profilo del gusto. Pomodori secchi e basilico da una parte, formaggio e pere dall’altra: due direzioni diverse che trasformano un simbolo della tradizione in qualcosa di più versatile, capace di adattarsi a una tavola contemporanea senza rinunciare alla sua identità.

Bruno Barbieri e le specialità salate

Va detto che l’idea delle colombe salate non nasce dal nulla, ma si inserisce in un percorso che Bruno Barbieri porta avanti già da qualche stagione insieme a Motta. Prima di arrivare alla Pasqua, infatti, lo chef aveva già lavorato sul Natale, mettendo mano a uno dei simboli più intoccabili: il panettone.

Nel 2025 la collaborazione aveva già introdotto una linea di panettoni che andava oltre la versione classica, fino ad arrivare alle varianti salate: ricette ispirate alla cucina italiana, come quella "all’arrabbiata" o "mediterranea", con pomodori secchi, spezie e aromi.

Parallelamente, non sono mancate reinterpretazioni più tradizionali ma riviste, come panettoni senza canditi o versioni speciali curate nello sviluppo degli ingredienti e della struttura. Il filo logico è sempre lo stesso: prendere un grande lievitato della tradizione e spostarlo fuori dal suo contesto abituale, trasformandolo in un prodotto più gastronomico, più trasversale. Le colombe salate seguono esattamente questa direzione, ma con un passaggio ulteriore: non più solo una sperimentazione natalizia, ma un’idea che si consolida.

La colomba salata Pomodori secchi e Basilico

Andiamo dunque a scoprire le due versioni. La prima è quella ai pomodori secchi e basilico, ed è forse quella che si lascia interpretare con più immediatezza: il riferimento è chiaramente mediterraneo, costruito su sapori riconoscibili e familiari. L’impasto mantiene la base soffice della colomba, ma cambia completamente direzione grazie alla presenza di pomodori secchi, pomodoro in polvere, basilico e una componente di formaggio che rafforza la parte sapida.

Il risultato è un equilibrio che si avvicina più a un lievitato da forno salato che a un dolce reinterpretato. Il profilo gustativo è diretto, senza ambiguità: il pomodoro porta una nota leggermente acidula e intensa, il basilico aggiunge freschezza aromatica, mentre il formaggio e il burro contribuiscono a dare rotondità. Non c’è bisogno di "leggerla" o di cercare un significato gastronomico nascosto, perché funziona subito, anche al primo assaggio.

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Motta – Barbieri: la 

Proprio per questo, è la versione che si presta meglio a essere portata in tavola senza spiegazioni: tagliata a fette, accompagnata da salumi o formaggi, oppure proposta come elemento centrale di un aperitivo. È qui che si capisce il senso dell’operazione: non adattare la colomba a un gusto diverso, ma spostarla in un momento completamente nuovo della convivialità.

Dal punto di vista pratico, si tratta di un formato compatto da 450 grammi, pensato per un consumo condiviso ma non eccessivo, con un prezzo accessibile rispetto ad altri prodotti gourmet.

La colomba salata Formaggio e Pere

Se la versione con pomodori secchi e basilico punta sull’immediatezza, questa segue una direzione diversa, più costruita e meno scontata. L’abbinamento tra formaggio e pere richiama un equilibrio già noto, ma viene inserito dentro un impasto che mantiene la struttura della colomba, con una lavorazione pensata per sostenere sia la componente dolce sia quella sapida.

All’interno si trovano pere candite, una preparazione a base di formaggio, rosmarino e pepe nero: elementi che lavorano su piani diversi e che rendono il gusto più stratificato. La dolcezza della frutta non è dominante, ma dialoga con la parte più sapida e con le note aromatiche, creando un risultato meno immediato rispetto all’altra variante, ma più articolato.

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Motta – Barbieri: la 

È una colomba che richiede un contesto leggermente diverso: si presta meglio a una tavola più strutturata, magari accanto a selezioni di formaggi o come elemento di un antipasto più curato. Qui il passaggio non è solo quello di cambiare gusto, ma di cambiare proprio il modo in cui il prodotto viene proposto e consumato. Anche in questo caso il formato resta da 450 grammi, con un prezzo accessibile.

Perché cambiare un classico?

Diciamolo pure: cambiare un prodotto così riconoscibile è un azzardo. La colomba resta uno dei simboli più forti della Pasqua, ma è anche legata a un momento preciso e limitato: il fine pasto. Intervenire su questo formato significa provare ad allargarne l’uso, portandolo in contesti diversi senza modificarne la struttura di base.

È proprio qui che si inserisce il lavoro di Bruno Barbieri con Motta: non riscrivere la tradizione, ma spostarla. Le versioni salate non sostituiscono quella classica, piuttosto ne affiancano una nuova lettura, più adatta a una tavola contemporanea, dove i confini tra dolce e salato sono sempre meno rigidi.

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