Solo una città italiana convince nella classifica mondiale del cibo: ecco qual è
Nella classifica delle migliori città del cibo, l'Italia si è piazzata malissimo: ha conquistato una sola pozione, la quattordicesima.

Se pensate che le nostre città siano le migliori per quel che riguarda il cibo, vi sbagliate di grosso. Almeno questo è quanto emerge dall’ultima classifica di Time Out, che menziona una sola località italiana e nemmeno ai primi posti, ma al quattordicesimo. Possibile che, su 20 cittadine, l’Italia abbia meritato una sola posizione?
- Città dove si mangia meglio: l'Italia è quasi fuori
- Time Out’s Best Cities for Food 2026: la classifica
- I pregi di Napoli secondo Time Out
Città dove si mangia meglio: l’Italia è quasi fuori
La cucina italiana è stata la prima al mondo a diventare Patrimonio Immateriale dell’Unesco, ha ricevuto pure una moneta come ‘premio’, eppure non è riuscita a conquistare la classifica delle città migliori per quel che riguarda il cibo. No, non è uno scherzo, ma è quanto si apprende dalla Time Out’s Best Cities for Food 2026.
La lista, realizzata in collaborazione con Intrepid Travel, è stata creata intervistando più di 24.000 residenti di tutto il mondo sulle offerte gastronomiche delle loro città. Oltre alla varietà dei cibi, è stato chiesto loro di valutare anche l’accessibilità economica dei pasti fuori casa e i locali che rappresentano al meglio le proprie tradizioni culinarie.
Le risposte sono state poi sottoposte agli esperti gastronomici di Time Out che hanno votato per le città che, a loro avviso, rappresentano le destinazioni culinarie attualmente più interessanti del mondo. Così, a quanto pare, si è arrivati a escludere quasi del tutto l’Italia. Il Belpaese ha conquistato solo, ripetiamo solo, la quattordicesima posizione.
Ceviche di chalaco con pezzi di pesce, patata dolce gialla e mais tenero
Time Out’s Best Cities for Food 2026: la classifica
Il primo posto della classifica delle città migliori per quel che riguarda il cibo è andato, udite udite, a Lima. La capitale peruviana si distingue sia per la variegata proposta culinaria che per l’accessibilità economica. In altre parole, si mangia benissimo e si spende poco.
In seconda posizione c’è Bangkok, che si è distinta sia per la rinascita dello street food che per la nuova interpretazione dell’alta cucina thailandese. Anche qui, i pasti sono top e i conti non sono salati. Il terzo posto è andato a Città del Messico, la cui cucina è considerata "un vero e proprio tripudio di sapori internazionali, con influenze mediterranee, asiatiche e francesi". Svelato il podio, veniamo alla classifica completa:
- Lima, Perù
- Bangkok, Thailandia
- Città del Messico, Messico
- Londra, Regno Unito
- Barcellona, Spagna
- Ho Chi Minh City, Vietnam
- Melbourne, Australia
- Pechino, Cina
- Atene, Grecia
- Lisbona, Portogallo
- Città del Capo, Sudafrica
- Osaka, Giappone
- Bangalore, India
- Napoli, Italia
- New York City, Stati Uniti
- Hong Kong
- Buenos Aires, Argentina
- Marsiglia, Francia
- Copenaghen, Danimarca
- Medellín, Colombia
I pregi di Napoli secondo Time Out
Oltre a non riuscire a capire come l’Italia sia riuscita a conquistare un solo posto, facciamo fatica anche a comprendere perché Napoli si sia classificata così ‘bassa’. Potremmo quasi dire che si è salvata per un pelo, anche perché i motivi per cui è stata ‘premiata’, tra l’altro evidenziati dagli stessi abitanti, sono piuttosto discutibili.
Il 72% dei napoletani giudica positivamente la qualità della gastronomia della città e il 78% sottolinea che mangiare fuori è economico, specialmente per il caffè (90%). Ma, qual è il vero vanto di Napoli? La stranezza sta proprio in questa risposta: per il 54% sono bar e caffè e per il 49% sono panetterie e negozi di dolci. E le pizzerie che fine hanno fatto? A quanto pare, a detta della popolazione locale, sua maestà la margherita non è più la regina del Vesuvio.
Ricette e novità dal mondo food nella tua casella di posta. Iscriviti alla newsletter!

















