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L’acqua di cocco oltre il bicchiere: perché la scienza la guarda con interesse

In alcune circostanze, l'acqua di cocco può essere usata in campo medico, per somministrazioni endovenose.

Bicchiere con acqua di cocco e mare sullo sfondo 123rf
Bicchiere con acqua di cocco e mare sullo sfondo

Si parla spesso dell’acqua di cocco per le sue proprietà nutrizionali, ma in pochi sanno che da tempo questo liquido del tutto naturale è finito sotto la lente d’ingrandimento degli scienziati. Sembra, infatti, che sia molto utile in campo medico, specialmente in alcune circostanze. Tuttavia, molti sostengono che il suo uso sia da relegare alle situazioni di emergenza.

Acqua di cocco per uso medico: qual è la sua funzione?

Ricca di vitamine e sali minerali, quali magnesio, fosforo, potassio e calcio, e priva di calorie e coloranti, l’acqua di cocco ha proprietà idratanti, rinfrescanti, digestive e detox. Utile per stimolare il metabolismo, per controllare il peso, per combattere la stitichezza e il gonfiore addominale, è molto apprezzata come integratore. Le sue virtù sono note a tutti, ma pochi sanno che da tempo viene studiata dalla scienza per un suo possibile uso in campo medico.

Sembra, infatti, che l’acqua di cocco possa essere usata come alternativa per la reidratazione orale e perfino per via endovenosa in casi di emergenza. Questo perché il liquido della noce è solitamente sterile e, se mescolato al plasma, può agire come una soluzione fisiologica. Non a caso, negli anni Quaranta veniva somministrato endovena ai soldati perché la soluzione salina scarseggiava.

Non solo un tempo, ancora oggi, in casi di mancanza di altre risorse, viene utilizzata all’interno di flebo, come accaduto nel caso di un paziente delle Isole Salomone. È bene sottolineare, però, che non tutti gli specialisti sono d’accordo sui presunti benefici dell’acqua di cocco per uso medico.

Acqua di cocco versata nel bicchiere da una noce fresca 123rf

Acqua di cocco versata nel bicchiere da una noce fresca

Le critiche

I dottori che non supportano l’uso medico dell’acqua di cocco sostengono che il suo contenuto di sodio non sia abbastanza elevato da permanere nel sangue. Come se non bastasse, un’infusione potrebbe causare un aumento eccessivo dei livelli di potassio.

Bisogna considerare, infatti, che circa il 55% del sangue umano è costituito da plasma, ossia una soluzione acquosa. Il liquido della noce, pur essendo isotonico e sterile, non contiene emoglobina. Sicuramente, in casi di emergenza, questa particolare acqua può essere somministrata direttamente in vena per compensare una perdita di volume sanguigno, ma si tratta soltanto di una soluzione che permette di guadagnare tempo. Ergo, non può essere considerata un valido sostituto per le trasfusioni di plasma.

Verità o bufala?

Appurato che, ad oggi, l’uso medico dell’acqua di cocco è ammesso solo in casi di emergenza e non può essere considerato un rimedio risolutivo, è bene sottolineare che la scienza continua a studiare i suoi possibili utilizzi. Quindi, quanti sostengono che questo liquido si possa sfruttare come vero e proprio sostituto endovenoso del plasma sanguigno sbagliano.

Pertanto, i suoi benefici medici non possono essere considerati né una bufala né tantomeno una verità. Sicuramente, non contiene emoglobina e non può essere usata come un sostituto per le trasfusioni di plasma, ma in mancanza di altre risorse può aiutare a "tamponare" la situazione. Al contrario, le sue proprietà idratanti, rinfrescanti, digestive e detox sono certe, quindi può essere consumata come integratore.

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