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Ricette con Cicerchie

Le cicerchie sono legumi simili a ceci più schiacciati ma dal sapore che ricorda i piselli e le fave, perfetti in zuppe e primi piatti a base di pasta. Conosciamo meglio le sue caratteristiche. Cicerchie

Cicerchie, proprietà principali

Le cicerchie sono i semi contenuti in baccelli dalla buccia molto dura di una leguminosa appartenente alla famiglia delle Fabaceae, originaria del Medio Oriente. Se l’aspetto ricorda quello delle fave o di ceci dalla forma più schiacciata,  il sapore è una via di mezzo tra quello dei piselli e delle fave. Si tratta di una pianta che non richiede molte cure, non presenta particolari esigenze nutrizionali e non necessita di concimazione; inoltre, si adatta ai terreni poveri, asciutti e pietrosi.

Il periodo della semina è la fine dell’inverno o l’inizio della primavera, mentre quello di raccolta va dalla fine di luglio all’inizio di agosto. Visto che in commercio si trovano solo quelle essiccate, decorticate o in scatola, sono disponibili in qualsiasi stagione dell’anno. Le cicerchie, conservate in confezioni integre, si mantengono anche per 2 anni in luogo fresco e asciutto. Se acquistate le cicerchie secche è necessario metterle in ammollo in acqua tiepida salata per 48 ore, volendo con bicarbonato, risciacquarle e farle cuocere per 2-5 ore in acqua non salata. Invece quelle decorticate sono pronte in soli 30 minuti. Dopo la cottura, è consigliabile passare il legume al setaccio per raccogliere quante più bucce possibili visto che sono piuttosto indigeste.

Cicerchie, valori nutrizionali

Le cicerchie apportano 315 calorie ogni 100 g di prodotto. Contengono perlopiù carboidrati, ma anche una buona quantità di proteine e fibra alimentare a fronte di una piccola percentuale di grassi. Tra le vitamine si ricordano la PP e quelle del gruppo B, tra i sali minerali il ferro, il potassio, il calcio e il fosforo. 

Cicerchie, benefici e controindicazioni

Le cicerchie hanno numerose proprietà benefiche: regolarizzano l’intestino e placano il senso di fame, aiutano in casi di debolezza o durante la convalescenza, riducono i livelli di colesterolo. Tuttavia contengono una neurotossina, la latirina, che si elimina in gran parte con l’ammollo ma che in passato, quando le cicerchie venivano consumate quotidianamente, causava disturbi motori agli arti inferiori.

  1. Sagne e cicerchie
  2. Minestra di cicerchie
  3. Cicerchie e patate in minestra

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