Crackers proteici giapponesi? Questa è la ricetta (a base di vespe)
I wasp cracker giapponesi sono snack salati super proteici, che all'interno dell'impasto contengono dalle 5 alle 15 vespe scavatrici.

- In una zona del Giappone i jibachi senbei uniscono impasto dolce e vespe scavatrici, diventando uno snack proteico e molto riconoscibile.
- La specialità di Omachi nasce per valorizzare l’entomofagia e una tradizione locale che utilizza gli insetti come alimento da generazioni.
- Le vespe vengono bollite ed essiccate prima di finire nei cracker, dove regalano un gusto salato, tostato e leggermente amarognolo.
In una zona del Giappone hanno un’usanza culinaria assai particolare e immaginiamo che non sia neanche l’unica. Stiamo parlando dei jibachi senbei, meglio noti come wasp cracker che, udite udite, sono creati con un impasto a base di vespe. Proteici lo sono sicuramente, ma quanti avrebbero il coraggio di assaggiarli?
Cosa sono i wasp crackers
Si chiamano jibachi senbei (地蜂せんべい) e, in patria, sono considerati una vera e propria specialità gastronomica. Originari della città di Omachi, nella prefettura montuosa di Nagano, regione interna del Giappone, sono un incrocio tra cracker e biscotti e si distinguono perché sono a base di vespe scavatrici. Attenzione, però, perché gli insetti non sono ridotti in polvere, ma ben visibili.
Quindi, a differenza dei tanti cibi a base di insetti che oggi si possono trovare anche in Italia, non sono realizzati con le loro farine, ma con l’animaletto intero, così ‘come mamma l’ha fatto’. Pensate che ogni singolo wasp cracker – questo il nome con cui sono diventati famosi al di fuori del Giappone – può contenere dalle 5 alle 15 vespe.
Insomma, è davvero impossibile che i consumatori cadano in errore: basta osservare un jibachi senbei, pur senza sapere cosa sia, per capire che questi insetti sono i protagonisti indiscussi.
Vespa scavatrice intenta a scavare
Come sono nati i jibachi senbei
La tradizione di mettere le vespe scavatrici nell’impasto dei cracker è relativamente recente. È nata intorno agli anni Duemila, quando gli Omachi Digger Wasp Lovers Club, l’associazione locale di cacciatori di vespe, ha pensato bene di crearli per promuovere l’entomofagia (regime dietetico che vede gli insetti come alimento) e valorizzare la gastronomia locale.
Forse è anche inutile sottolinearlo, ma nella città di Omachi il consumo di insetti è una pratica che affonda le origini nella notte dei tempi, quindi nel 2000 la popolazione non ha modificato la propria alimentazione, ma ha solo trovato un modo per risaltare ancora di più una tradizione culinaria.
Probabilmente, alla base di questa scelta alimentare c’è anche la distanza dal mare e dai relativi prodotti ittici. Per cui, inserendo gli insetti nella dieta quotidiana, gli abitanti hanno comunque ottenuto un eccellente apporto proteico.
Come sono fatti e che sapore hanno
A differenza dei tradizionali senbei di riso, i jibachi senbei vengono preparati con un impasto a base di farina, uova e zucchero, quindi sono apparentemente più simili a un biscotto dolce che a un cracker. Tuttavia, è proprio l’aggiunta delle vespe, precedentemente bollite ed essiccate, a modificare il gusto, rendendoli uno snack salato.
Per questa preparazione, i cittadini di Omachi usano la specie Vespula flaviceps, comunemente chiamata Jibachi o vespa di terra. Pur appartenendo alla famiglia delle vespe scavatrici, questa utilizzata per i cracker è più piccola e meno aggressiva del calabrone gigante giapponese.
E adesso veniamo al gusto. L’impasto è leggermente dolce, ma gli insetti aggiungono una nota salata, piacevolmente tostata e leggermente amarognola, con una consistenza che ricorda i semi o la frutta secca. Quanti hanno avuto il coraggio di assaggiare le vespe al naturale, ovviamente dopo la bollitura e l’essiccatura, parlano di un sapore simile a quello dell’uva passa o dei semi di sesamo.
Ricette e novità dal mondo food nella tua casella di posta. Iscriviti alla newsletter!
















