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Dalla Zuppa del Chiodo a Gigi D'Alessio: il vincitore di Masterchef si racconta così

Matteo Canzi, per tutti Teo nella Masterclass, conquista MasterChef Italia 15. Dalla seconda chance alla famiglia, il percorso e i sogni del vincitore

Teo vince Masterchef Sky Press Kit

Per Matteo Canzi, per tutti Teo nella Masterclass, la vittoria di MasterChef Italia 15 non è solo un titolo: è il momento in cui una passione coltivata quasi di nascosto, quasi con il timore di un giudizio, è diventata finalmente una strada possibile, reale, con porte che si stanno spalancando.

Lo studente di Economia ha costruito il suo percorso nel cooking show con curiosità, ostinazione e un entusiasmo che, puntata dopo puntata, lo ha portato fino alla finalissima. Se però il lato tecnico e culinario è stato attestato dalla conquista del titolo, a interessare il pubblico è soprattutto il suo lato umano.

Teo, la crescita, le seconde chance e il perfezionismo

Un lato umano che è emerso con grande forza durante la conferenza stampa tenutasi dopo la vittoria, durante la quale ha dichiarato che questa edizione di Masterchef  è stata un’«esperienza totalizzante, che ti prende davvero. Attraverso una serie di felicità e tristezze ti ricrea integralmente, ti fa uscire con una consapevolezza diversa, dal punto di vista professionale ma anche e soprattutto personale».

Teo ha anche raccontato quale, per lui, è stato il momento clou dell’edizione, che corrisponde a un istante fortemente emotivo: la consapevolezza che ha acquisito quando ha creduto di dover lasciare per sempre la cucina di Masterchef. «Mi è stata concessa una seconda chance. E lì ho pensato: ok, io in questo momento ho fatto veramente un casino, ma sono qui per imparare, sono giovane, posso fare tutto meglio di così. Non buttiamo via le seconde chance. Le seconde chance secondo me tra l’altro vanno date a tutti, proprio nella vita».

Ha poi condiviso alcuni particolari su ciò che ha costruito il suo carattere: «Sono cresciuto in una famiglia in cui mi hanno sempre detto sì hai fatto bene, ma potresti sempre fare di meglio. Questo ha portato alla ricerca costante della perfezione. Una cosa pericolosa, che Masterchef mi ha aiutato a mettere in secondo piano. Ora non posso dire di non essere più un perfezionista, ma posso dire di aver trovato la serenità di dire ok ci sei, stai facendo bene, in qualsiasi momento».

Il ruolo della famiglia

E a proposito di carattere e della famiglia del vincitore di Masterchef, durante questa edizione e anche durante la finalissima era evidente che i genitori avessero "paura" della deviazione verso la cucina. Una paura che Canzi conferma essere reale: «Riguardo ai miei genitori – ha voluto precisare – non è che non sono stati di supporto, mi hanno solo detto di stare attento a cosa facevo. Avevo di fronte una carriera in uno studio commerciale già avviato, ma poi mi guardavo, capivo che una delle cose per cui avevo sempre energia era la cucina».

Eppure, nonostante l’invito a stare attento, la sua passione è nata proprio in famiglia: «passa attraverso mia nonna. Nasce tutto dalla Zuppa del Chiodo, una filastrocca letta a scuola che doveva avere una morale. Io però ho visto una ricetta, sono andato da mia nonna e le ho chiesto di seguirla alla lettera. Lei l’ha fatta e si è persino convinta a metterci davvero un chiodo dentro. Assaggiandola mi è piaciuta talmente tanto che ho capito che qualcosa fatto con le mie mani poteva dare gioia a me e agli altri».

La filosofia del futuro di Teo

E nel suo futuro? Cosa c’è? Il vincitore di Masterchef ha affermato di sapere di non avere ancora tutte le competenze per aprire un ristorante (il suo sogno), di essere consapevole della necessità di dover fare gavetta e di star pensando di iscriversi ai corsi dell’ALMA (che fanno parte dei premi vinti aggiudicandosi il titolo) nei prossimi mesi. Riguardo al montepremi in gettoni d’oro, pensa di investirli e farli fruttare.

Masterchef - Teo Sky Press Kit

Andando invece a quello che immagina per il luogo che aprirà, ha affermato che sarebbe un sogno poter realizzare qualcosa che gli permetta di «lavorare proprio sul territorio, valorizzando una cucina che non c’è mai stata troppo stabilmente nelle mie aree di appartenenza». Ha anche ammesso di aver appreso tanto, di ammirare e di ispirarsi agli chef Norbert Niederkofler e Ángel León, che usano i propri ecosistemi per trovare e lavorare gli ingredienti.

La preferenza "impopolare" e Gigi D’Alessio

Durante la conferenza sono emerse altre due perle che non possono non essere riportate: «preferisco il risotto alla pasta, so che molti mi odieranno ma devo dirlo. Bisogna capirlo bene, capire bene l’ingrediente che è importantissimo. Era una cosa che faceva talmente tanto parte della mia esperienza come cuoco che non potevo non sceglierlo nel mio menu per la finale».

E poi? E poi… Gigi D’Alessio. Chi ha seguito questa edizione di Masterchef sa che Teo ha spesso intonato Un nuovo bacio, canzone della star italiana, e che ha rivelato di cantarla spesso specie in compagnia della fidanzata, con cui ha anche duettato durante la puntata finale. I suoi momenti canori hanno suscitato tenerezza e ilarità e sono rimasti nella storia del programma, tanto che in conferenza, il giornalista Andrea Conti de Il Fatto Quotidiano, ha chiesto «Gigi D’Alessio ti ha scritto?».

La risposta è stata… diplomatica: «No, non mi ha scritto. Ma c’è sempre stato. Se penso ai momenti in cui mi sono dedicato alla musica… lui era lì». E chissà che prima o poi non ci scappi davvero un incontro.

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