Masterchef Italia, vince Teo: trionfa lo chef che ha colpito tutti sin dall'inizio
La finale di MasterChef Italia 2026 incorona Matteo Canzi: il percorso di Teo tra tecnica, pressione e determinazione fino alla vittoria del cooking show

È lui a vincere l’edizione 2026 di Masterchef Italia: Matteo Canzi, 23 anni, per tutti Teo nella Masterclass, nato e cresciuto a Molgora, in provincia di Lecco, e studente di Economia con il cuore, la testa e l’anima da sempre proiettati verso abbinamenti, fuochi e fornelli.
Durante l’ultima puntata del cooking show, con un colpo di scena, gli chef Barbieri, Locatelli e Cannavacciuolo hanno eliminato Dounia e Matteo Rinaldi, non portando in finale tre persone ma solo due: il vincitore e la grintosa Carlotta Bertin.
- Il menu di Teo
- La sfida Pavan
- L'imprevisto Perbellini
- Il menu dell'avversaria
- Il percorso di Teo a Masterchef
- Il Teo-gate sui social
- La crescita personale
- Il significato della vittoria
Il menu di Teo
Ma andiamo al sodo. Sotto gli occhi della sua tifoseria, composta da mamma Francesca, papà Marco, la fidanzata Elena e l’amico Simone, che lo aveva già accompagnato alle selezioni, Teo ha presentato Tutto di me, viaggio autobiografico che parte dai suoi primi passi in cucina e arriva alla finale.
Il menu era composto da un antipasto significativo: Il Primo chiodo, un chawanmushi di brodo dashi, verdure in giardiniera, nido di porro croccante e carota a chiodo, che richiamava la Zuppa al Chiodo della nonna. Seguiva il primo, chiamato Confronto: un risotto affumicato alla zucca con pesce gatto e crema di porcini.
Ancora, il secondo, Il Coraggio di cambiare: petto di piccione cotto a bassa temperatura, coscia croccante glassata e purè affumicato di patate topinambur, tarassaco saltato, gastrique al porto rosso e cipolla fondente. Infine, il dolce, Ciliegina sulla torta: semifreddo al mascarpone e yogurt greco con cuore di ciliegia marinato all’aceto e la sua salsa.
La sfida Pavan
Come se non bastasse preparare i piatti del menu, quest’anno la finale ha previsto un elemento sorpresa: Chiara Pavan è entrata nella masterclass con dei fiori e ha dato ai due sfidanti il compito di preparare delle amouse bouche: Teo ha servito Fretta Viola, petali di gigli di San Giuseppe laccati al forno con crema di prugne all’aceto di mirtilli e pistilli al naturale.
L’imprevisto Perbellini
Non solo la Pavan: in concomitanza con l’uscita del secondo è entrato in Masterclass lo chef Giancarlo Perbellini, protagonista dell’ultima esterna a Verona.
Lo chef ha "costretto" Carlotta e Teo a servire una porzione in più, dunque a impiattare per quattro e non per tre, assaggiando lui stesso le pietanze. Teo, purtroppo, è in qualche modo andato nel panico: ha dimenticato di avvisare gli chef della mancata uscita di uno degli elementi che avrebbero dovuto comporre il piatto.
Il menu dell’avversaria
Una menzione di merito va comunque a Carlotta, che ha portato un ottimo menu: l’equilibrio nel gusto, menu che partiva da ingredienti semplici e voleva presentare una nuova versione di lei, che accoglie anche la paura del fallimento.
Il menu era composto da un antipasto soft, Illusione: un finto pomodoro ripieno di panzanella servito con acqua di pomodoro.
Seguiva un primo, ovvero cappelletti ripieni di bleu di capra serviti su salsa di peperoni di carmagnola e zest di cipollotto rosso all’aceto balsamico. Ancora, il secondo, umami selvatico: filetto di cinghiale con il suo fondo e bieta in due consistenze.
Infine, il dolce: lingotto di cioccolato fondente ripieno di crema di mascarpone aromatizzata al sambuco con mele al profumo di cannella e sambuco.
Il percorso di Teo a Masterchef
Chi ha seguito questa edizione di Masterchef fin dall’inizio, non può che confermarlo: Teo ha mostrato una forte determinazione. Per lui partecipare al cooking show non è stata una scelta semplice, anche perché i genitori non vedevano con favore l’idea di intraprendere una strada professionale legata alla cucina.
Durante la gara, Canzi si è fatto notare per una certa ambivalenza: da una parte c’è sempre stato un approccio energico e ambizioso, dall’altra parte una palese sindrome dell’impostore che lo portava sempre a vivere con ansia i momenti chiave.
In una delle sue prime prove, Teo ha attirato l’attenzione con la carne bleau, una tecnica di cottura raffinatissima che ha conquistato gli chef Barbieri, Locatelli e Cannavacciuolo, e anche se fin da subito ha dichiarato di voler diventare private chef e costruire un futuro in cui la cucina sia al centro della propria attività professionale, è sempre rimasto umile. Nel corso delle puntate si è messo alla prova tanto nelle esterne quanto nell’usare ingredienti estremi e tecniche di cottura all’avanguardia.
È anche riuscito a ottenere due Golden Pin, conquistate grazie alle vittorie nelle Mystery Box dedicate alla cottura in crosta d’argilla e alle cucurbitacee, dimostrando di sapersi muovere con sicurezza anche nelle prove più tecniche.
Il Teo-gate sui social
La vittoria di Teo arriva come una sorpresa per una parte del pubblico, mentre altri sostenevano di saperlo già. Visto lo slittamento della puntata a causa di Sanremo, molti sui social (da Facebook a Instagram) ribadivano che fossero trapelate delle notizie che, appunto, lo indicavano già come vincitore.
Sia come sia, Matteo Canzi si è conquistato la vittoria in modo meritatissimo: il suo percorso è stato caratterizzato anche da una grande resistenza nelle sfide più difficili. Ha superato tre Skill Test sempre al primo step e ha affrontato sei Pressure Test senza mai essere eliminato, riuscendo a mantenere lucidità e concentrazione anche nei momenti più complessi della competizione.
La crescita personale
Nel corso del programma Teo ha attraversato una fase di trasformazione evidente: con il passare delle puntate ha infatti imparato a gestire meglio le aspettative e a trovare maggiore equilibrio durante le prove. Le sfide più difficili hanno contribuito a rafforzare la sua capacità di reagire agli errori e di rimettersi subito al lavoro.
Ogni prova superata ha rappresentato un passo in avanti non solo sul piano tecnico ma anche su quello personale, aiutandolo a maturare maggiore consapevolezza del proprio modo di stare in cucina. La Masterclass è diventata così uno spazio di crescita in cui mettere alla prova ambizione, talento e determinazione. Puntata dopo puntata Teo ha affinato il proprio stile e la propria capacità di affrontare la gara in modo intenso ma anche lucido.
Il significato della vittoria
Può sembrare una chiosa banale, ma lo si è visto chiaramente nei suoi occhi: per Teo questa vittoria rappresenta la possibilità di trasformare un sogno in un progetto concreto. Arrivare fino in fondo e vincere significa dimostrare che l’aspirazione che lo ha mosso non è soltanto un desiderio, ma un obiettivo costruito con impegno e perseveranza. Ogni step gli ha permesso di confrontarsi con tecniche, ingredienti e sfide sempre più complesse, mettendo alla prova la sua determinazione a intraprendere questa strada.
Il titolo segna davvero un momento importante: quello in cui una passione coltivata negli anni può trasformarsi in un’opportunità reale. E per chi lo ha visto vincere? Il messaggio è chiaro: non è sempre tutto scritto, tutti possiamo avere un futuro diverso da quello che molti si aspettano per noi.

















