Una tira l'altra (anche sul prezzo): quanto costano le ciliegie nel 2026
Le ciliegie quest'anno costano meno e c'è un motivo: prezzi al kg, confronto con il 2025 e i consigli per portarne a casa di più spendendo di meno

Quest’anno le ciliegie arrivano sui banchi con una novità che riguarda il portafoglio: dopo due stagioni difficili, i prezzi all’ingrosso sono scesi del 22,5% rispetto a un anno fa. Il motivo è semplice: l’offerta è abbondante, la varietà Bigarreau è in piena campagna e stanno arrivando anche le Ferrovia e le Giorgia pugliesi.
- Quanto costano davvero al chilo
- Perché al supermercato la cifra cambia
- Una stagione concentrata in poche settimane
- Il confronto con l'anno scorso
- Come comprarle spendendo meno
Quanto costano davvero al chilo
A dirlo è il bollettino settimanale de La Borsa della Spesa di BMTI e Italmercati, aggiornato a fine maggio 2026. All’ingrosso, oggi, i prezzi vanno dai 3 euro al chilo per i calibri medi fino ai 5-7 euro per quelli più grandi. Una forbice ampia, che dipende quasi interamente dalla pezzatura del frutto.
Il calo è stato rapido. A metà maggio i listini all’ingrosso erano già scesi del 26,2% in una sola settimana, spinti dall’aumento della produzione e da un clima particolarmente favorevole. In quei giorni la Bigarreau si attestava tra i 4 e i 5 euro al chilo per le pezzature minori, salendo fino a 6-8 euro per i calibri superiori.
Sono cifre che raccontano un mercato in movimento, dove bastano pochi giorni di sole e raccolti generosi per ribaltare le quotazioni. La ciliegia, in questo senso, è uno dei frutti che reagisce più in fretta alle condizioni della campagna.
Perché al supermercato la cifra cambia
Tra il prezzo all’ingrosso e quello che leggiamo sul cartellino c’è una distanza notevole. Al dettaglio, nelle grandi città come Roma e Milano, le ciliegie viaggiano tra i 10 e i 17 euro al chilo. La differenza si spiega con la filiera: dal produttore al banco passano trasporto, selezione, confezionamento e margini della distribuzione, e ogni passaggio aggiunge il suo peso al prezzo finale.
Si parte da pochi euro al chilo riconosciuti a chi coltiva e si arriva a cifre anche tre volte più alte sullo scaffale. Un frutto delicato come la ciliegia paga poi un costo aggiuntivo. Si ammacca con facilità, dura poco e ha bisogno di arrivare in fretta sul banco. Questa rapidità ha un prezzo, che si scarica inevitabilmente sul consumatore finale.
Una stagione concentrata in poche settimane
Le ciliegie sono uno dei prodotti più stagionali del reparto ortofrutta: oltre il 95% delle vendite si concentra tra maggio e luglio, praticamente tutto in tre mesi. Questo spiega perché il prezzo oscilli così tanto e così in fretta.
A inizio campagna, quando il prodotto scarseggia, le quotazioni restano alte. Poi, con il picco della raccolta, scendono. Chi vuole spendere meno trova il momento giusto proprio adesso, nel cuore della stagione.
C’è anche un dato che colpisce: analizzando le vendite medie in ipermercati e supermercati nel mese di maggio, solo i frutti di bosco registrano prezzi superiori a quelli delle ciliegie. Per un periodo dell’anno, insomma, la ciliegia resta uno dei frutti più cari del banco.
Il confronto con l’anno scorso
Per capire quanto pesi il calo di quest’anno basta guardare al 2025. La scorsa primavera il prezzo medio al dettaglio si avvicinava ai 10 euro al chilo, in aumento rispetto al 2024, con una disponibilità di prodotto limitata e quotazioni elevate.
L’avvio ritardato della campagna, soprattutto in Puglia, aveva ridotto l’assortimento sugli scaffali. In diversi punti vendita l’offerta era contenuta, con alcune insegne che proponevano una sola referenza di ciliegie.
Le due stagioni precedenti erano state segnate da raccolti scarsi e prezzi alti. Il 2026 inverte la tendenza: più frutta sugli alberi, più offerta sui mercati, e una spesa più leggera per chi non sa resistere al classico vizio della ciliegia (quello per cui, davvero, una tira l’altra).
Come comprarle spendendo meno
Qualche accortezza aiuta a sfruttare il momento favorevole: conviene acquistare nel pieno della stagione, quando l’offerta è massima e i prezzi toccano il punto più basso. I mercati rionali e la vendita diretta dei produttori, dove possibile, accorciano la filiera e riducono il ricarico.
Vale anche la pena di guardare alla provenienza. Le ciliegie locali e di stagione costano in genere meno di quelle importate da lontano, che scontano trasporto e conservazione. Premiare il prodotto del territorio, in questo caso, conviene anche al portafoglio.
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