Rider, è sciopero: dietro ogni consegna c’è un lavoratore esposto al caldo
I fattorini di Glovo e Deliveroo incrociano le braccia a Milano, Firenze e Bologna. Le ordinanze anti-caldo bloccano le consegne nelle ore più roventi, ma che ne sarà dei guadagni?

- I rider di Glovo e Deliveroo scioperano in diverse città per protestare contro la mancanza di tutele durante le ondate di caldo estremo.
- Le ordinanze che vietano le consegne nelle ore più torride espongono al paradosso chi è pagato a consegna, creando perdita di reddito.
- Le richieste includono indennità per fermo obbligato, fine del cottimo e maggiori ammortizzatori sociali, mentre il ministero prepara interventi normativi.
L’ordine parte dal divano, l’app calcola i minuti, il cibo arriva caldo. Quello che l’app non mostra è chi pedala sotto i 38 gradi con lo zaino termico sulle spalle, tra asfalto rovente e semafori. Oggi, mercoledì 15 luglio, quel lavoro invisibile si ferma: i rider di Glovo e Deliveroo scioperano a Milano, Firenze e Bologna, con il Piemonte che seguirà giovedì.
Alcune aziende, come la stessa Glovo, avevano già provato a limitare i danni l’anno scorso, introducendo dei bonus per ordini effettuati nelle ore più torride. La misura però fu considerata illegittima, dato che a fronte di pochi centesimi, scaglionati in crescendo in base alla temperatura esterna, si metteva a repentaglio la salute dei rider. Glovo la ritirò dopo poco e un anno dopo non si è ancora arrivati ad una soluzione.
- Il paradosso delle ordinanze anti-caldo
- Dove e quando si fermano le consegne
- Non solo caldo: il nodo è il cottimo
- Cosa c'entra chi ordina la cena
Il paradosso delle ordinanze anti-caldo
Il nodo della protesta è quasi beffardo. Diverse ordinanze locali, in vigore fino a settembre, impongono lo stop alle consegne nelle ore più calde della giornata per proteggere la salute di chi lavora all’aperto. Una misura giusta, che però ha scoperchiato il problema di fondo: la maggior parte dei rider è pagata a consegna. Se l’app si ferma, il compenso non arriva.
I sindacati Nidil e Filt Cgil la riassumono senza giri di parole: i lavoratori non devono scegliere tra morire di afa o morire di fame. La richiesta è un’indennità economica per le ore di fermo obbligato, in modo che la tutela della salute non si trasformi in una perdita di reddito scaricata interamente sui fattorini.
Dove e quando si fermano le consegne
La mobilitazione tocca più città, con orari e modalità diverse.
- Milano: corteo in bicicletta dalle 18, partenza da piazza Duca d’Aosta davanti alla Stazione Centrale, arrivo in Largo Cairoli.
- Bologna: ritrovo in piazza Nettuno alle 16.30, corteo lungo via Indipendenza fino a piazza XX Settembre.
- Firenze: quattro ore di astensione dal lavoro con biciclettata per il centro storico.
- Piemonte: sciopero regionale giovedì 16 luglio, dalle 10 alle 17.
Chi ordina in quelle fasce orarie deve mettere in conto ritardi, cancellazioni e meno rider disponibili.
Non solo caldo: il nodo è il cottimo
Le temperature hanno acceso la miccia, ma la protesta va oltre l’estate. I fattorini denunciano compensi appiattiti verso il basso, con consegne pagate intorno ai 3 euro lordi a prescindere dalla distanza. Chiedono il superamento del modello a cottimo in favore di una retribuzione legata alle ore effettivamente lavorate. Sul tavolo ci sono anche le tutele in caso di infortunio e procedure trasparenti contro i blocchi improvvisi degli account, che per molti significano perdere di colpo l’unica fonte di reddito.
Lo sciopero è stato programmato alla vigilia dell’incontro convocato al Ministero del Lavoro, dove i sindacati chiederanno di estendere gli ammortizzatori sociali anche a questa categoria. La ministra Marina Calderone ha annunciato che il recepimento della direttiva europea sulle piattaforme arriverà a breve in Consiglio dei ministri.
Cosa c’entra chi ordina la cena
Per chi ama il cibo a domicilio, la vicenda non è un dettaglio di cronaca sindacale. Ogni pizza che arriva alla porta in piena canicola ha dietro una persona che ha pedalato per portarla. Un discorso identico da farsi in inverno, con forti piogge o altre condizioni estreme, quando i rider sono cercati con la stessa insistenza, anche dagli studenti a scuola. Sapere come e a quali condizioni avviene la vostra consegna è parte della consapevolezza con cui si sceglie cosa e quando ordinare. Magari, nelle ore più roventi, la scelta più gentile è semplicemente aspettare il tramonto.
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