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Da Cerea ad Antinori: chi sono i dieci Maestri della cucina italiana

A Palazzo Chigi la seconda edizione del premio istituito per legge nel 2024. Dieci riconoscimenti che attraversano tutta la filiera, dalla cucina stellata all'olio, con due categorie nuove: la pasta e la panificazione.

Una foto di gruppo di tutti i vincitori del premio Maestro dell'Arte della Cucina Italiana a Palazzo Chigi Courtesy of Masaf
  • La presidente del Consiglio ha consegnato i premi "Maestro dell'Arte della Cucina Italiana" per celebrare eccellenze della filiera agroalimentare.
  • Dieci Maestri da nove regioni coprono cucina, gastronomia, pizza, vino, olio, pasta, panificazione, pasticceria, gelateria e casearia, con nuove categorie inserite.
  • Il riconoscimento valorizza produttori e artigiani che trasmettono competenze tradizionali e sostengono il patrimonio agroalimentare italiano.

C’è lo chef tre stelle Michelin e c’è chi coltiva olive nel Trapanese. C’è il marchese del vino toscano e c’è una giovane pasticcera piemontese. Mercoledì 15 luglio, nella Sala Verde di Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha consegnato i premi "Maestro dell’Arte della Cucina Italiana", alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

È la seconda edizione di un riconoscimento istituito con la legge 59 del 2024, che per altro quest’anno ha visto aumentare il numero degli insigniti. Si tratta di un’occasione di celebrare le eccellenze italiane del settore, ma anche di assicurare la vicinanza delle istituzioni al patrimonio agroalimentare italiano e alle sue esigenze.

I dieci premiati, categoria per categoria

Rappresentano il meglio delle tradizioni di una cucina ampiamente riconosciuta come una delle migliori al mondo. Le motivazioni alla base del conferimento di ciascun premio sono consultabili per esteso nel documento ufficiale del ministero. I Maestri dell’edizione 2026 arrivano da nove regioni diverse e coprono l’intera filiera agroalimentare.

  • Cucina: Enrico "Chicco" Cerea, executive chef del tristellato Da Vittorio
  • Gastronomia: Francesco Panella, dell’Antica Pesa di Roma e New York
  • Pizza: Simone Padoan, pioniere della pizza degustazione con I Tigli di San Bonifacio
  • Arte vitivinicola: Piero Antinori, presidente onorario di Marchesi Antinori
  • Arte olivicola: Antonella Titone, produttrice biologica nel Trapanese
  • Pasta: Margherita Angela Mastromauro, presidente del Pastificio Riscossa
  • Panificazione: Pier Luigi Roscioli, dell’Antico Forno di via dei Chiavari a Roma
  • Pasticceria: Federica Russo, dal laboratorio di Fabrizio Galla
  • Gelateria: Eugenio Morrone, campione del mondo 2020 con Il Cannolo Siciliano
  • Arte casearia: Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano

Due categorie nuove per raccontare tutta la filiera

Rispetto alla prima edizione, che aveva incoronato tra gli altri Massari, Bottura e Franco Pepe, il premio si allarga. Un decreto dello scorso ottobre ha aggiunto la pasta e la panificazione alle otto categorie originarie, portando il riconoscimento a coprire anche i due gesti più quotidiani della tavola italiana. Ogni Maestro ha ricevuto una medaglia di bronzo, una spilla e un fregio realizzati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Veduta delle Cantine Antinori nel Chianti iStock

Cantine Antinori, Chianti

Non solo chef: il premio guarda a chi produce

La scelta dei nomi racconta un’idea precisa, ovvero che la cucina italiana non è fatta solo di ristoranti. Accanto a Cerea, che ha dato dimensione internazionale all’insegna di famiglia, ci sono figure come Titone, che applica una formazione da chimica farmaceutica all’olivicoltura biologica siciliana.

Mastromauro invece guida i pastai italiani puntando sull’integrazione tra grano e pasta e sul rapporto diretto con gli agricoltori. Bertinelli porta a casa il riconoscimento per un prodotto, il Parmigiano Reggiano, che da solo vale una fetta importante dell’export alimentare.

Un patrimonio che si tramanda

Il filo che unisce i dieci premiati è la trasmissione del mestiere. Padoan studia impasti e lievitazioni dagli anni Novanta e ha fatto scuola a una generazione di pizzaioli. Russo insegna in accademia, Morrone presiede il Club Italia della Coppa del Mondo di gelateria, Panella fa da mentore ai giovani della ristorazione.

Il premio, nato anche a sostegno della candidatura della cucina italiana a patrimonio Unesco, celebra proprio questo: un sapere che vale finché qualcuno lo insegna.

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Domande frequenti

Chi ha consegnato i premi "Maestro dell'Arte della Cucina Italiana"?

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha consegnato i premi nella Sala Verde di Palazzo Chigi.

Quante persone sono state premiate e da quante regioni provengono?

Sono dieci i Maestri premiati, provenienti da nove regioni diverse e rappresentativi dell'intera filiera agroalimentare.

Quali nuove categorie sono state aggiunte rispetto alla prima edizione?

Un decreto ha introdotto le categorie Pasta e Panificazione, ampliando il premio oltre le otto categorie originarie.

Che tipi di professionisti sono stati riconosciuti oltre agli chef stellati?

Fra i premiati ci sono produttori di olio, pastai, casari, gelatieri e panificatori, non solo ristoratori.

Qual è il valore comune che unisce i dieci premiati?

Tutti sono impegnati nella trasmissione del mestiere, formando nuove generazioni e preservando conoscenze tradizionali.

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