La pizza più "filante" mai creata: dentro ci sono 1000 formaggi diversi
Da esperimento gastronomico a record mondiale: una pizza con oltre mille formaggi ha riscritto i confini dell’eccesso culinario

La pizza più "filante" mai creata promette un’esperienza che va oltre l’idea stessa di abbondanza: una superficie interamente coperta da formaggi diversi, fusi insieme in un unico strato continuo, capace di trasformare ogni taglio in una lunga scia elastica e lucida.
Dentro questa pizza c’è un dato che colpisce prima ancora del gusto, un numero che suona quasi irreale e che, proprio per questo, incuriosisce: mille formaggi diversi riuniti su un solo impasto, frutto di un’idea che nasce come sfida tecnica e diventa poi un caso capace di attirare l’attenzione ben oltre il mondo dei pizzaioli.
Una storia "filante"
L’idea di spingersi fino a una pizza con mille formaggi nasce in Francia e porta il nome di Benoît Bruel, pizzaiolo e proprietario della catena Déliss’Pizza. Nel 2020 aveva già attirato l’attenzione internazionale realizzando una pizza con 254 varietà diverse di formaggio, entrata nel Guinness World Records come primato mondiale.
Quella prima impresa, costruita con un lavoro di catalogazione e di disposizione minuziosa degli ingredienti, ha aperto la strada a una sfida ancora più ambiziosa, che negli anni successivi è stata rilanciata e portata a un livello mai tentato prima.
Nel 2023 Bruel e il suo team hanno presentato una nuova versione del progetto, riuscendo a superare ogni record precedente e arrivando a quota 1.001 formaggi diversi su una singola pizza, ufficialmente riconosciuta dal Guinness come "most varieties of cheese on a pizza".
Non si è trattato di un gesto improvvisato, ma di un lavoro lungo, regolato da criteri precisi, con verifiche, pesature e controlli incrociati necessari per dimostrare che ogni varietà fosse realmente distinta e identificabile.
In questo modo, la provocazione iniziale si è trasformata in un primato certificato, destinato a entrare nella storia della pizza come uno degli esperimenti più estremi mai realizzati.
Gli ingredienti utilizzati
Il cuore del progetto è stato naturalmente il formaggio, selezionato in una quantità e varietà senza precedenti. Per raggiungere il numero di 1.001 tipologie diverse, il team ha raccolto formaggi provenienti da numerosi Paesi, includendo produzioni fresche, stagionate, a pasta molle, dura, filata, erborinata, caprina, ovina e vaccina.
Ogni formaggio è stato utilizzato in una porzione minima, sufficiente a essere riconoscibile e catalogabile, ma non tale da sovrastare gli altri. La base è rimasta quella di una pizza classica, con impasto, salsa di pomodoro e olio, ma la superficie è stata suddivisa in micro-sezioni, ognuna destinata a ospitare una diversa tipologia di formaggio.
La disposizione non è stata casuale: i formaggi sono stati organizzati in modo da favorire una fusione uniforme durante la cottura, evitando che le caratteristiche di uno compromettessero la resa degli altri.
Il risultato è stato uno strato compatto e continuo, dove le diverse consistenze si sono sciolte insieme, dando origine a quell’effetto visivo e materico che ha contribuito a rendere la preparazione celebre come una delle espressioni più estreme di "pizza più filante" mai realizzate, non tanto per una singola varietà, quanto per la somma di tutte.
Bontà o esagerazione?
Di fronte a una pizza costruita su un numero così alto di formaggi, la domanda nasce spontanea: si tratta davvero di un’esperienza gastronomica pensata per il piacere, oppure di un esercizio di stile spinto fino al limite della sostenibilità sensoriale?
Il record, certificato e regolato da criteri rigorosi, appartiene prima di tutto al campo della tecnica e della misurazione, più che a quello dell’equilibrio dei sapori. Ogni varietà è presente in quantità minime, necessarie per essere riconosciute come distinte, ma non sufficienti a esprimere pienamente il proprio profilo aromatico.
La forza simbolica di questa pizza sta quindi meno nell’assaggio e più nell’immagine e nel concetto: un impasto che diventa superficie di sperimentazione, un mosaico di formaggi che si fondono in un’unica coltre continua, capace di incarnare l’idea di eccesso controllato.
In questo senso, la pizza più filante mai creata non racconta soltanto una sfida numerica, ma anche il desiderio di spingersi oltre i confini consueti di un alimento quotidiano, trasformandolo per un momento in oggetto di curiosità globale e di racconto collettivo, sospeso tra gusto, tecnica e spettacolarità.
















