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Piña Colada: la storia e le varianti più originali del cocktail

Di origine portoricana, a base di ananas, cocco e rum bianco, è uno dei long drink più famosi. Scopri come è nato e le sue tante reinterpretazioni.

Piña Colada: la storia e le varianti più originali del cocktail

Il suo nome, letteralmente, significa "ananas pressato", in omaggio all’ingrediente principale di questo cocktail tra i più famosi in tutto il mondo. Alla Piña Colada, gli Stati Uniti hanno dedicato persino una festività nazionale, il National Piña Colada Day, che si celebra il 10 luglio, mentre le sue varianti – analcoliche, cremose, con i più svariati mix di frutta – spopolano. Scopriamo come è nato questo long drink, qual è la ricetta classica e quali sono le sue rivisitazioni più fantasiose.

La storia della Piña Colada

Originaria dei Caraibi, la Piña Colada fece la sua comparsa in un locale di Porto Rico a metà degli anni Cinquanta. Era l’agosto del 1954 e il bar era il Beachcombe dell’Hilton Caribe di San Juan, dove questo cocktail vide la luce dopo tre mesi di esperimenti per trovare la formula perfetta. All’ingresso del locale, una targa ricorda il suo creatore, il bartender Ramon Marrero detto "Monchito".

C’è, però, un’altra teoria che fa risalire la nascita della Piña Colada a molti anni prima, addirittura al 1800, quando il pirata portoricano Roberto Cofresì, meglio noto come El Pirata, inventò una miscela a base di rum bianco e ananas per sollevare il morale dell’equipaggio. La ricetta di questa prima Piña Colada, tuttavia, andò perduta dopo la morte di Cofresì, nel 1825.

Una curiosità: la Piña Colada è citata in una canzone del 1979 del cantante americano di origine britannica Rupert Holmes, "Escape", che proprio per il riferimento al cocktail è conosciuta come "The Piña Colada Song", cioè "La canzone della Piña Colada".

Piña Colada: la ricetta classica e le varianti

Nella versione classica, la Piña Colada si prepara miscelando ananas, latte di cocco e rum bianco e decorando il cocktail con uno spicchio di ananas o una ciliegia al maraschino. Ma le rivisitazioni di questo drink sono moltissime: il cocco può essere presente in scaglie, l’ananas si può utilizzare sotto forma di succo, oppure agli ingredienti tradizionali possono aggiungersene altri, come il succo di lime. Ci sono, poi, anche varianti più originali, pensate per soddisfare tutti i palati. Ecco le più famose:

  • Virgin Colada: è la versione analcolica della Piña Colada, perfetta per gli astemi e per chi non ama i drink alcolici. Si prepara senza rum, solo con latte di cocco e succo di ananas, eventualmente arricchiti con della vaniglia per aggiungere una nota aromatica all’insieme.
  • Banana Colada: in questa variante, a succo d’ananas, latte di cocco e rum si abbina anche della banana tritata, che conferisce al drink una consistenza molto cremosa.
  • Raspberry Colada: anche questa rivisitazione arricchisce la ricetta originale con un altro frutto, in questo caso i lamponi freschi, che donano alla Piña Colada una colorazione violacea.
  • Tequila Colada: l’alternativa con la Tequila per chi non ama il rum.
  • Frozen Piña Colada: questa versione, che nell’aspetto ricorda uno smoothie, ha una consistenza spumosa dovuta alla presenza dello sciroppo di cocco, che sostituisce il latte di cocco, all’aggiunta della panna liquida e all’impiego di ananas congelato, che dopo mezz’ora di riposo in freezer viene frullato e miscelato al resto degli ingredienti.

Questo cocktai ha addirittura ispirato una torta, la Piña Colada Cake, un pan di Spagna bagnato con un mix di succo d’ananas e rum bianco, farcito con una crema al latte di cocco e decorato con ananas e cocco in scaglie.

Insomma, se ami la fresca dolcezza della Piña Colada, per il tuo aperitivo estivo non hai che l’imbarazzo della scelta.

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