Tradizioni e scaramanzia: perché molti evitano il pollo il Primo dell’anno?
Forse si tratta solo di una tradizione scaramantica, ma è sempre meglio non correre rischi: il Primo dell'anno non si mangia pollo.

Il Primo dell’anno, se siete scaramantici o se non lo siete ma non volete comunque correre rischi, dovete evitare di portare in tavola il pollo e tutti gli altri volatili. Non si sa quando e chi abbia inventato questa specie di rito "scaccia guai", ma sta di fatto che viene rispettato in diverse zone del globo.
- Perché non si mangia pollo il Primo dell'anno?
- Non solo pollo: gli altri cibi vietati
- Cosa mangiare il Primo dell'anno?
Perché non si mangia pollo il Primo dell’anno?
Si sa, Capodanno non è un giorno come gli altri. Non è tanto l’arrivo dell’anno nuovo a elettrizzare o a mettere ansia, quanto i bilanci su ciò che è stato e le aspettative su quello che avverrà. Questo turbinio interiore che tutti, chi più e chi meno, viviamo, viene solitamente placato con alcune tradizioni o riti scaramantici.
Il 31 dicembre e il Primo dell’anno, anche quanti sostengono di non essere superstiziosi, si lasciano influenzare o trascinare da usanze "scaccia guai". A confermarlo sono i numeri: secondo un sondaggio SWG del 2021, ben il 40% degli italiani si ritiene superstizioso. Di questi, il 5% lo è "sempre", mentre il 35% "solo in alcune situazioni", proprio come accade l’1 gennaio.
È proprio per scaramanzia che, durante i banchetti del Primo dell’anno, non si mangia il pollo. Non importa che taglio scegliate, se la coscia o il petto, né tantomeno la cottura, non ci fanno eccezioni: è un volatile e, come tale, non va mangiato. Questo significa che, oltre al pollame, non si possono consumare nemmeno tutti gli altri esemplari dotati di ali, come il tacchino, il piccione e la quaglia.
Il motivo è facilmente intuibile: i volatili sono banditi sia a Capodanno che l’1 gennaio perché, essendo dotati di ali, porterebbero via la fortuna. In altre parole, tutte le aspettative che avete per il nuovo anno verrebbero trascinate via da questi "uccellacci del malaugurio".
Uomo taglia il pollo sulla tavola natalizia
Non solo pollo: gli altri cibi vietati
Se mangiare pollo il Primo dell’anno equivale a vedere la fortuna o i sogni volare via, con altri cibi non va molto meglio. Secondo la tradizione, a Capodanno e l’1 gennaio non si dovrebbero mai portare in tavola nemmeno i crostacei che camminano all’indietro. Quindi, niente aragoste, gamberi e granchi.
Anche in questo caso, è facile capire il motivo per cui gli è stata appioppata l’etichetta di alimenti sfortunati. Parliamo, infatti, di specie che camminano all’indietro, quindi potrebbero portare i vecchi problemi nel nuovo anno oppure tenerci ancorati al passato. Insomma, sono portatori di insuccessi, quindi vanno evitati come la peste. Meglio portare in tavola altri cibi, quelli per iniziare bene l’anno.
Cosa mangiare il Primo dell’anno?
A differenza della Vigilia, di Natale o di Santo Stefano, il Primo dell’anno non ci sono precise regole culinarie da rispettare. Generalmente, si portano in tavola i cibi della tradizione, spesso avanzati dal cenone di Capodanno, oppure alimenti che, in un modo o nell’altro, sono legati alla fortuna e alla prosperità. I legumi, lenticchie in primis, vanno per la maggiore, ma anche il maiale, che per tradizione è legato al 26 dicembre, è sempre presente. Per quanto riguarda i dolci, c’è l’imbarazzo della scelta: dai classici panettoni, pandori e torroni, presenti in tutta Italia, agli struffoli, passando per il panpepato.

















